Zitta zitta, la Juve di Pirlo è in piena corsa su tutti i fronti

La squadra bianconera ha già messo in bacheca la Supercoppa, e dopo il 2-1 di San Siro ha in pratica già agguantato la finale di Coppa Italia, mentre risale punto dopo punto in campionato ed è negli ottavi di Champions. All’Inter di Conte, invece, rimane solo la lotta-scudetto...

di Mauro Grimaldi

Dunque, ricapitoliamo. Siamo senza Governo, in piena pandemia, con una campagna di vaccinazione ancora tutta da capire, viaggiamo ad una media di 400 morti al giorno per Covid, senza piano per il Recovery Plan, con le scuole chiuse, l’economia in crisi e ci stiamo avvicinando allo sblocco dei licenziamenti. Da prenderli a calci nel sedere.
Mattarella, nel suo discorso, ha chiarito i confini, anche costituzionali, della vicenda, compresi quelli della impossibilità di andare a votare a breve, quindi ha optato per l’unica soluzione possibile, quella di un “Governo tecnico” che possa traghettare questa difficile e drammatica fase. A guidare la barca per i prossimi mesi - salvo non auspicabili imprevisti - sarà Mario Draghi, sulla cui professionalità e carisma non si discute e che va bene anche a Gigino Di Maio che recentemente ha detto, dopo averlo conosciuto, che gli ha «fatto una buona impressione» (!?). Un po’ meno a Grillo e ai Cinque Stelle (non tutti per la verità). In questa situazione si auspica un sostegno di larghe intese al nuovo esecutivo, perché dopo Draghi c’è solo il Padreterno. Questa è la situazione che speriamo ci serva di lezione per il futuro, evitando di mandare in Parlamento piccoli ducetti e gente scappata di casa.
Finita l’incazzatura quotidiana, passiamo al calcio. Come era prevedibile, la sessione invernale del calcio mercato si è chiuso senza botti ed effetti speciali, rispecchiando in pieno il periodo di vacche magre che stiamo vivendo. Per cui, dopo la caciara di questi ultimi giorni, ognuno resta a casa sua, Dzeko compreso. Adesso la Roma dovrà lavorare di diplomazia mantenendo la giusta distanza tra tecnico e calciatore senza che questo, però, incida in modo negativo sull’economia di una squadra che sta facendo bene e sicuramente meglio dello scorso anno. È vero che domenica c’è la Juve e che la Roma, con le “grandi” non ha mai vinto, ma anche le statistiche, prima o poi, vanno in saturazione e nell’ipotesi in cui i giallorossi dovessero tornare a casa con il bottino pieno, allora il recupero di Dzeko diventa imprescindibile da qualsiasi lesa maestà.
Discorso simile per Rino Gattuso, vessato in quest’ultimo mese dal suo presidente (che manca della cultura della sconfitta), cosa che ha provocato una reazione composta del tecnico. Diciamo che sono un po’ di parte, perché stimo Gattuso sia come tecnico che come uomo ma oggettivamente non ci sono i presupposti per innescare una polemica simile aprendo un fronte che in questo momento potrebbe diventare devastante. “Ringhio” lo scorso anno ha portato il Napoli in Champions e ha vinto la Coppa Italia e attualmente è 5° in classifica con una partita in meno. Se in tutto questo ci fosse una morale, direi che i presidenti debbono fare i presidenti e lasciare agli allenatori in pace di fare il loro mestiere e le loro scelte.
Chiuso questo tema, vediamo come sono andate le due semifinali di Coppa Italia. La prima, una delle classiche del calcio italiano, ha visto di fronte Inter e Juventus: la banda di Pirlo, a trazione integrale targata Cristiano Ronaldo, espugna San Siro, riprendendosi una rivincita sportiva sull’Inter e morale su chi voleva i bianconeri fuori da tutto. I fatti dicono che la Juve ha già vinto la Supercoppa, si sta avviando verso le finali di Coppa Italia ed è in piena corsa per scudetto e Champions.
L’Inter - che continuo a sostenere essere la squadra più attrezzata del campionato e quindi ogni lamentela è fuori luogo - continua a mostrare i suoi limiti, prima con l’esclusione dalla Champions e dall’Europa, poi con quella probabile dalla Coppa Italia. È vero che il calcio ci ha abituato a sorprese straordinarie, ma qui la vedo difficile. Poi c’è il caso Buffon, che conserva di tanto in tanto momenti di grande classe ma credo, anche per rispetto al grande campione, che bisognerebbe accettare le legge della vita e dell’età.
Passiamo al Napoli che non va oltre il pareggio con l’Atalanta lasciando, in ogni caso, aperte tutte le possibilità di qualificazione. I bergamaschi, lo sappiamo, sono un avversario insidioso ma ci hanno abituato a formidabili imprese e clamorosi tonfi. Idem per il Napoli che nei confronti con l’Atalanta, campionato e coppa, per ora è nettamente in vantaggio sul piano del risultato, per cui non è da escludere nulla. Certo, se Gattuso dovesse conquistare per la 2ª volta consecutiva la Coppa, oltre all’impresa, si toglierebbe una grande soddisfazione e qualche sassolino dalla scarpa.



per informazioni e suggerimenti: redazione@sportextra.it