Vincono tutte le prime 7, in attesa dei big match della 31ª

A proposito di “miracoli”, ne abbiamo visto uno in diretta giovedì sera da Amsterdam, dove la Roma ha battuto l’Ajax 2-1 ponendo una seria ipoteca per l’accesso alle semifinali

di Mauro Grimaldi

Mai, nella storia del calcio, una Campionato Europeo è stato così complicato. A parte il rinvio dell’anno scorso, adesso si pone il problema, sollevato dall’UEFA, della inderogabile
presenza di pubblico sugli spalti se si vogliono ospitare le partite e questo vale per tutti, anche per l’Italia che di questo Campionato curerà la giornata inaugurale. Il Ministro della Salute Speranza ha illuso tutti dicendo che si può fare salvo parere del Comitato Tecnico Scientifico, il quale continua a restare sul pezzo non confermando un bel niente. Ergo, muniamoci di santa pazienza e cauto ottimismo sperando che la campagna vaccinale acceleri o in un miracolo.
A proposito di “miracoli”, ne abbiamo visto uno in diretta giovedì sera da Amsterdam, dove la Roma ha battuto l’Ajax 2-1 ponendo una seria ipoteca per l’accesso alle semifinali, il che - comunque vada - sarà un successo.

Poi, nel merito della partita è successo di tutto, dall’infortunio di Spinazzola (sostituito da un volenteroso Calafiori), ai soliti svarioni in difesa, al rigore parato da Pau Lopez (questo è uno dei miracoli!), alla papera del portiere olandese e al gol da antologia di Ibanez.
Va bene così, i giallorossi ci hanno messo il cuore e, come si dice, la fortuna aiuta gli audaci.
Piccolo siparietto di campionato con due recuperi la scorsa settimana, con la vittoria dell’Inter con il Sassuolo che chiude il discorso scudetto e quella della Juve sul Napoli (2-1) che per un attimo abbassa i toni critici verso Pirlo. Parere personale è che se punti su un allenatore giovane e inesperto, conoscendone quindi i rischi, te ne assumi le responsabilità e lo porti avanti, anche perché se andiamo a vedere i risultati, ha vinto la Supercoppa e rischia di arrivare 2° in campionato. E francamente di più da un esordiente non si può pretendere. Se poi la Juve voleva vincere ancora lo scudetto e la Coppa dei Campioni (che non ha vinto con allenatori ben più quotati in panchina) questa è una delle solite utopie di chi mette il cuore di tifoso al posto della testa.
Adesso vediamo cosa è successo in campionato relegando la vittoria dell’Inter con il Cagliari (1-0) a una mera notizia di cronaca. Sulla sconfitta del Cagliari ragioneremo dopo, per quello che c’è da ragionare. Passiamo al gruppo di testa in lotta per l’Europa e diciamo subito che hanno vinto tutti, quindi le cose sono rimaste come erano la scorsa settimana ma con una giornata in meno. Il Milan conserva il 2° posto: sembra essersi risvegliato dal letargo delle ultime giornate, forse perché si è accorto di avere il fiato sul collo di almeno 3 squadre e quindi ha rimesso il piede sull’acceleratore, andando a vincere 3-1 una partita scontata a Parma. Che il Milan meriti la Champions è fuori dubbio e alla fine la otterrà con il rinnovo di Pioli (che in ogni caso farebbe meglio ad evitare di autocandidarsi). Poi l’espulsione di Ibra e il siparietto con Maresca a cui è bastato uno sguardo per tirare fuori il “rosso”. Ibra dice che non ha detto nulla di offensivo, Maresca sì. In ogni caso salterà la prossima, forse gli farà bene per riprendere un po’ di fiato per la corsa finale.
Vince anche la Juve (3-1) con il Genoa restando sul podio e con l’obiettivo, non tanto nascosto, di arrivare almeno 2ª. Va detto, a rafforzare il discorso su Pirlo, che la Juve giocherà anche la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta. Domanda: e se dovesse vincerla?
Capisco che i bergamaschi sono in un momento di grazia. Ne sa qualcosa la Fiorentina che nonostante la doppietta di Vlahovi? è uscita sconfitta dal “Franchi” per 3-2. In ogni caso l’Atalanta è 4ª con 71 gol fatti, il miglior attacco del campionato (e il 2° a livello europeo dei “Top 5” campionati, insieme al PSG e alle spalle del Bayern, 80 reti) e sembra inarrestabile.
Non sottovalutiamo, però, il Napoli, leggermente attardato, che è andato a vincere a Genova con la Samp. Rino Gattuso ci crede e vorrebbe andarsene da Napoli regalando ai tifosi (che lo amano) la partecipazione alla prossima Champions.
Lazio e Roma, invece, si dovranno accontentare dell’Europa League, almeno una delle due. I biancocelesti hanno vinto a Verona in pieno recupero e si sono messi in tasca 3 punti su cui non speravano più. Buon per loro.
Una Roma svogliata e a tratti distratta (ma è giustificata), scesa in campo con un ampio turnover, ha invece superato 1-0 un bel Bologna. Ha ragione Sinisa Mihajlovic a lamentarsi, perché in effetti la sua squadra gioca bene, crea tante occasioni ma non segna e questa regola del calcio la dovrebbe conoscere bene.
Scusate se salto a piè pari il mondo di mezzo, ma al momento fa solo numero.
Si delinea, invece, in modo sempre più chiaro, la griglia delle candidate alla serie B per la prossima stagione lasciando stare la matematica, che è un’altra cosa e incompatibile con il calcio.
Iniziamo dal Crotone che esce ancora una volta sconfitto a La Spezia per 3-2 con 2 gol subìti in 3 minuti tra l’89’ e il 92’, dopo essere stato in vantaggio per tutta la partita. Questo è masochismo. In ogni caso non credo che i 3 punti, morale a parte, sarebbero serviti a qualcosa.
Poi il Parma che è andato incontro ad una inevitabile sconfitta con il Milan ed è a 7 punti dalla quart’ultima. Speranze quasi nulle, anche se dovesse vincerle tutte da qui alla fine (si fa per dire).

Infine, il Cagliari, che certo non poteva pretendere di andare a trovare i punti salvezza a Milano, tanto più che il Torino è andato a vincere a Udine portandosi a casa 3 punti pesanti. I sardi sono gli unici che in teoria potrebbero sperare in un miracolo, ma devono vincere domenica, in casa, lo scontro diretto con il Parma e sperare che il Torino venga sconfitto dalla Roma. È vero che il Toro deve recuperare una partita ma di fronte avrà la Lazio e dopo tutte le incazzature che sono seguite ai vari deferimenti non credo che riesca a portare a casa un risultato utile. I sardi però non hanno un calendario facile. Nelle ultime 8 gare che restano 3 tre sono proibitive: Roma (in casa), Napoli e Milan (fuori). Discorso simile per i granata (che hanno, però, 5 punti in più) che dovranno affrontare anche loro Roma, Napoli e il Milan (in casa). Va detto che nell’attuale momento storico-pandemico il fattore casa incide quasi zero, per cui non è un vantaggio.
I sardi, delle altre 5 partite che restano, ne dovrebbe vincere il più possibile sperando in un calo improvviso del Toro. Ma questa è una favola che neanche il più fantasioso degli scrittori riuscirebbe ad immaginare.



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