Scommesse sportive: nei primi 7 mesi dell’anno spesa in calo del 13,3%

Gettito fiscale: la UIL?ha calcolato che nel 2018 il 3% delle entrate erariali è arrivato da Giochi e lotterie

L’epidemia di Coronavirus, con il conseguente lockdown che da circa metà marzo fino a inizio giugno ha portato alla chiusura delle sale scommesse, oltre che alla sospensione dei principali campionati europei, si riflette sui vari dati di spesa delle scommesse sportive.
Nei primi 7 mesi del 2020 la spesa (gioco fisico+online) è stata pari a 773,7 milioni di euro, un dato che rispetto allo stesso periodo del 2019 ha perso una quota percentuale tutto sommato “contenuta”, pari al -13,3%. “Merito” - sottolinea Agimeg - degli ottimi risultati registrati a gennaio (con una spesa cresciuta del 70%), ma soprattutto a luglio, quando con la ripresa dei campionati di calcio, e in particolar modo della Serie A italiana, l’incremento ha sfiorato l’80%.
Il 1° e il 7° mese dell’anno sono stati così in grado di attutire in qualche modo il segno “meno” che ha colpito duramente il settore (soprattutto ad aprile, con un -88%, e a maggio, con un -73,6%).
A mitigare l’effetto lockdown anche i numeri dell’online, che nei primi 7 mesi dell’anno è cresciuto dell’8,6%, con una spesa per le scommesse sportive pari a 438,4 milioni di euro. Anche per le scommesse via internet, i mesi di gennaio e luglio sono stati i più positivi, rispettivamente con il +64% e il +86,6%, mentre “in rosso” sono ovviamente andati marzo, aprile e maggio, a causa della chiusura dei più importanti campionati di calcio che ha privato gli scommettitori online degli eventi su cui puntare (fatta eccezione per campionati di ben scarso appeal, come quello della Bielorussia, che non ha invece conosciuto interruzioni).

GETTITO?FISCALE
Dalle dichiarazioni dei redditi 2018 risulta che il 94,7% del gettito IRPEF è versato dai soli lavoratori dipendenti e pensionati, un dato molto rilevante perché l’IRPEF rappresenta il 40% delle entrate erariali in Italia, pari ad oltre 463 miliardi di euro. E’ quanto emerge dallo Studio sul gettito fiscale italiano a cura del Servizio Politiche Fiscali della UIL. «Nello studio, partendo dai dati forniti dal MEF, abbiamo evidenziato in che percentuale le diverse imposte contribuisco a finanziare le spese dello Stato», ha dichiarato Domenico Proietti, Segretario Confederale UIL. «L’imposta sul reddito delle persone fisiche risulta pagata per il 94,7% da lavoratori dipendenti e pensionati, mentre solo il 5,3% del gettito netto è versato da altre tipologie di contribuente. Dalla sola IRPEF nazionale, imposta sul reddito, arriva il 40% delle entrate dello Stato, mentre la seconda fonte di entrate con il 29% è rappresentata dal gettito IVA».
Ebbene, le entrate erariali derivanti da Giochi e lotterie nel 2018 hanno rappresentato - secondo lo studio UIL - il 3% del totale, quota analoga a quella derivante da imposte di registro e bollo, ma inferiore alle Accise (7%). L’imposta sul consumo dei Tabacchi, tanto per fare un esempio, vale invece soltanto il 2% delle entrate erariali.