Sale giochi, scommesse e bingo chiuse in media da quasi 7 mesi!

Bolzano a parte, il record negativo è del Lazio (216 giorni) a causa delle ordinanze di Zingaretti

Continua a salire il numero dei giorni di lockdown forzato per sale giochi, sale scommesse e sale bingo, inesorabilmente chiuse nonostante il totale rispetto dei protocolli sanitari sin dal maggio scorso e senza mai alcuna evidenza di contagio da Coronavirus al loro interno. Da inizio marzo 2020 ad inizio febbraio 2021, sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono state infatti chiuse in media per 204 giorni, vale a dire oltre 6 mesi e mezzo. E’ quanto emerge dall’interessante analisi di Agimeg sui giorni di chiusura imposti dal Governo al settore del gioco legale, tra i primi a chiudere e tra gli ultimi a poter riaprire.
La fotografia al 5 febbraio 2001 mostra che già 19 zone nel nostro Paese (17 regioni e le due Province autonome di Trento e Bolzano) hanno superato i 200 giorni di chiusura: mancano solo Toscana e Molise, che rispettivamente nel weekend, e ad inizio della prossima settimana, supereranno anch'esse quella quota.

La classifica per regioni
Ad aggiudicarsi il poco invidiabile primato di zona chiusa da più giorni è la provincia autonoma di Bolzano, le cui sale giochi, sale scommesse e sale bingo ad oggi sono chiuse da ben 230 giorni - oltre 7 mesi - un dato che risente del prolungamento della riapertura dopo il primo lockdown, avvenuto solamente il 15 luglio scorso.
Secondo posto per il Lazio, che al 1° febbraio conta 216 giorni di chiusura, anche in questo caso un dato molto negativo a causa della decisione del Governatore Zingaretti di posticipare le riaperture, dopo il primo lockdown, al 1° luglio.
Altra regione che ha subìto l’impatto delle chiusure è la Lombardia, che tocca oggi 210 giorni di saracinesche abbassate, anche se va considerato che in termini assoluti il primo lockdown in questa regione ha avuto inizio da fine febbraio, nelle “zone rosse” focolaio dell’epidemia a livello nazionale. Allo stesso modo, la Lombardia ha anticipato anche la seconda chiusura, scattata in questa regione dal 17 ottobre, una decina di giorni prima di quanto fatto nel resto d’Italia, con le varie Regioni che hanno dovuto sottostare all’ennesimo DPCM che ha decretato la chiusura delle attività di gioco dal 26 ottobre scorso.
Anche l’Umbria supera i 200 giorni di chiusura - ad oggi siamo a quota 206 - avendo anticipato di una settimana l’entrata in vigore delle nuove misure restrittive a seguito della seconda ondata, per l’esattezza il 20 ottobre, anche se il Tar aveva poi sospeso l’ordinanza regionale per “pregiudizio grave ed irreparabile derivante dalla sospensione delle attività”, decisione tuttavia vanificata dal DPCM del premier Conte del 24 ottobre.



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