Roma allo sbando, il vacuum dirigenziale porta al “disastro-Diawara”

Al club giallorosso costa caro l'errore formale dei dirigenti nella compilazione della lista dei convocati per il match d'esordio contro il Verona: 0-3 a tavolino!

di Mauro Grimaldi

Bene, ora siamo tutti più sereni. Le elezioni sono passate. Hanno vinto tutti, nessuno escluso. C’è chi è stato determinante, chi si litiga il terzo posto, chi senza di me il diluvio. C’è stato un plebiscito di “sì”. Peccato che non ci sia ancora la legge elettorale, ma questo è solo un dettaglio (!).
Il Covid veleggia imperterrito e gli stadi sono ancora vuoti. Scenario autunnale ideale. Fortuna che il calcio è meno serio e ci fa ridere un po’. La prima gag è quella dell’esame di italiano di Suarez all’Università per stranieri di Perugia. Tra l’altro, se avesse avuto un minimo di cultura italiana avrebbe evitato di sostenere l’esame il giorno 17. Adesso lo sa, e quello che doveva essere un passaggio banale nel suo sbarco in Italia per tesserarsi con la Juve è diventata una storia grottesca.
Come se non bastasse, ironia della sorte, il colonnello della Guardia di Finanza di Perugia al comando dell’indagine che ha portato alla luce le irregolarità relative all’esame sostenuto dall’uruguaiano si chiama Sarri (in ogni caso, per buona pace della Juve, non è parente dell’ex allenatore bianconero). L’appiglio per tesserarlo, anche se paradossale, c’è: la moglie ha vaghe origini italiane, sembra che il nonno sia friulano. L’unica cosa che deve fare Suarez è dimostrare di saper parlare italiano, anche se non capisco la logica di tutto questo.
Comunque, il casino è fatto e sono curioso di vedere come andrà a finire, con i docenti dell’Università, per il momento, gli unici indagati. Ma del resto la crescita del nostro calcio è legata a questa ventata di gioventù e novità dove, con Suarez (se arriva) ritorneranno in Italia Morata e Vidal. Seconda gag. Il mancato inserimento in lista “Over” di Diawara, che ha compiuto 23 anni a luglio (beato lui!) ma sembra che nessuno nella Roma se ne sia accorto. Non si discute sulla buona fede della società, anche perché in lista c’erano ancora 4 slot liberi, ma che a certi livelli queste distrazioni non sono ammissibili. Morale, il Giudice Sportivo ha dato lo 0-3 a tavolino ai giallorossi che iniziano un campionato, già difficile a prescindere, in salita.
Del resto, lo abbiamo già detto, la Roma è un cantiere aperto. In tutti i sensi. Dalla struttura organizzativa alla prima squadra. Un mercato quasi nullo (almeno al momento), necessità di mettere ordine, la mancanza di un uomo di mercato, una squadra incompleta, qualche malumore di troppo. Ma questo è fisiologico come in tutte le transizioni, e se può essere di buon viatico ad un futuro migliore, ben venga.
Del resto, i risultati, non solo sportivi, sono legati innanzitutto ad una struttura societaria che si rispetti, dove le leve del comando devono essere distribuite a pochi soggetti. Se a parlare sono molti e tutti vogliono avere ragione, allora la cosa non funziona. Quindi il primo obiettivo dovrebbe essere questo e la situazione è favorevole, perché credo che i tifosi giallorossi, almeno quest’anno, siano abbastanza rassegnati pur di vedere la loro società riorganizzarsi e costruire un progetto serio, anche a medio termine.
Superato il decennio bianconero - almeno speriamo, anche se gli indicatori lasciano presumere che la Juve c’è ancora - ci stiamo avviando verso un confronto più equilibrato dove Inter e Napoli sembrano aver recuperato il gap degli ultimi tempi, e a ruota anche la Lazio e il Milan possono dire la loro. Dimentico l’Atalanta, ma per definizione la considero sempre un “outsider”. Questo dovrebbe essere il parterre che si giocherà il titolo e i 4 posti in Champions.
Per quanto riguarda la Roma dobbiamo aspettare gli eventi (compresa la partita di domenica con la Juventus che non capita proprio in un bel momento…) e capire quale sia la sua reale consistenza.
Per le altre situazioni di seconda fascia, sono curioso di vedere all’opera il Benevento di Pippo Inzaghi che ha spopolato in “B”: si è rinforzato, ma la serie A è un’altra cosa. Capire se la Fiorentina riuscirà a dare continuità al suo percorso. Se Giampaolo trasformerà il Torino nel modello Sampdoria. Se il Genoa, finalmente, eviterà di far saltare le coronarie ai suoi tifosi. Se Claudione Ranieri, dopo averla salvata, riuscirà a dare maggiore consistenza alla Samp facendole fare un campionato dignitoso. Se Crotone e Spezia non si limiteranno a ricoprire solo il ruolo di sparring partner. Se il Verona (a parte i 3 punti piovuti dal cielo), il Parma e il Bologna riusciranno a ripetere la performance dello scorso anno. Se Eusebio Di Francesco farà sognare i tifosi del Cagliari. Se il Sassuolo post-Squinzi continuerà a raccontare la bella favola degli ultimi anni. Se l’Udinese, oltre alla bella società e lo stadio stupendo, offrirà ai propri tifosi qualche soddisfazione in più. Se il Covid-19 si stancherà di romperci le palle e ci consentirà di ritornare negli stadi.
Sì, a parte il campionato, è un futuro pieno di incognite.



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