Report FIGC 2020: il conto economico del calcio è al centro del sistema-Italia

L’orgoglio del presidente Gabriele Gravina: Il nostro settore è fondamentale per l’economia del Paese

Quattro milioni e 600mila praticanti, oltre 570mila partite ufficiali disputate, in pratica una ogni 55 secondi, e 1,4 milioni di tesserati, che producono un impatto socio-economico di circa 3,1 miliardi di euro. Sono sufficienti questi numeri, riportati nella 10ª edizione del “ReportCalcio”, a spiegare come il calcio italiano con le sue 12.127 società e le 64.827 squadre si confermi come il principale movimento sportivo del Paese, con 3,8 miliardi di euro di ricavi generati dal calcio professionistico e quasi 1,3 miliardi di euro di contribuzione fiscale e previdenziale. Il rapporto annuale sul calcio italiano, sviluppato dal Centro Studi FIGC in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers), è stato presentato la scorsa settimana su Sky Sport24 alla presenza del presidente federale Gabriele Gravina, di Matteo Marani e del Managing Director di OpenEconomics Gianluca Calvosa.
Tanti come al solito gli argomenti trattati nel documento, dal censimento del calcio italiano al profilo delle Rappresentative Nazionali (a livello sportivo, mediatico e commerciale), dallo studio sul calcio giovanile e dilettantistico all’analisi del profilo economico-finanziario, organizzativo, infrastrutturale e fiscale del sistema professionistico, insieme ad una finestra di confronto internazionale.
La novità di questa edizione è l’inserimento di una nuova sezione che analizza il profilo della fan base del calcio italiano.
«Il percorso di trasparenza decennale intrapreso dalla FIGC - ha dichiarato il presidente della Federcalcio Gravina - si rinnova di un altro prezioso contributo che mette a fuoco, senza alcun filtro, positività e criticità del mondo del calcio. Come emerge chiaramente da questa edizione del ReportCalcio, quello calcistico è un settore fondamentale per l’economia e la socialità del nostro Paese e che si contraddistingue per le enormi potenzialità, oltre che per le sue diverse eccellenze. L’intenzione della Federazione è continuare a investire nella crescita della nostra disciplina, il cui ritorno socio-economico è ineguagliabile, ma è sui margini di miglioramento che vogliamo incentrare la nostra politica di indirizzo, con l’obiettivo di sviluppare ancora di più il calcio italiano».
«Quanto successo negli ultimi mesi - ha detto invece il partner PwC Andrea Samaja - ha ulteriormente accelerato i percorsi di trasformazione di diversi segmenti dell’intrattenimento; anche il calcio dovrà necessariamente ripartire dai percorsi più virtuosi già intrapresi nel corso degli ultimi anni e da nuove grandi sfide. Esplorare quindi modelli più efficaci di coinvolgimento dei propri tifosi, sfruttare il consolidamento della “rivoluzione digitale” integrando, ad esempio, le frontiere più innovative dell’intrattenimento come il mondo degli eSports (ved. a pagina 9, ndr)».
Per quanto riguarda il profilo economico e fiscale del calcio professionistico il fatturato aggregato nel 2018/2019 ha raggiunto i 3,8 miliardi di euro, in crescita dell’8,5% grazie all’incremento dei ricavi commerciali (+19,7%) e dei diritti media (+11,8%), mentre le plusvalenze diminuiscono del 3,1%, segno di una maggiore capacità da parte dei club di valorizzare la gestione caratteristica. L’incremento ancora superiore del costo del lavoro e degli ammortamenti/svalutazioni ha comportato un ulteriore peggioramento del livello di perdita, passata dai 215 milioni del 2017/2018 ai 395 del 2018/2019. Cresce anche l’indebitamento, che raggiunge i 4,7 miliardi di euro, mentre si rafforza il Patrimonio Netto, la cui crescita negli ultimi anni è stata significativamente superiore a quella dell’indebitamento: l’equity è passato dai 37 milioni del 2014/2015 ai 623 del 2018/2019.
E’ un dato record quello della contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico, che ha raggiunto nel 2017 gli 1,3 miliardi di euro (+7,4% rispetto al 2016 e +47% rispetto al 2006). La crescita della contribuzione fiscale del calcio ha prodotto nuove preziosissime risorse a beneficio dell’intero Sistema Sportivo italiano (+60 milioni di euro nel 2019 e +95 milioni nel 2020 distribuiti da Sport e Salute). Per ogni euro “investito” dal Governo nel calcio, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 16,1 euro. Il calcio professionistico incide inoltre da solo per il 71,5% del contributo fiscale totale del comparto sportivo italiano.
Restano invece delle criticità sul piano delle infrastrutture, nonostante un’incoraggiante inversione di tendenza negli interventi sugli stadi esistenti dovuta anche all’organizzazione degli Europei Under 21 della scorsa estate, che hanno prodotto un investimento per le attività promozionali e per l’ammodernamento delle infrastrutture pari ad oltre 30 milioni di euro: l’Italia incide per appena l’1% del totale degli investimenti in nuovi stadi in Europa tra il 2009 e il 2019 e l’età media degli impianti è di 63 anni.
Continuano a raccogliere successi e ad entusiasmare i tifosi le Nazionali del Club Italia. Sono 36 i milioni di euro investiti dalla Federazione per lo sviluppo delle Rappresentative Azzurre, che nel 2018/2019 hanno disputato 223 partite ufficiali con 594 calciatori e calciatrici convocate. Oltre alla qualificazione a Euro 2020 (diventati poi Euro 2021 dopo la pandemia di COVID-19, ndr) conquistata a suon di record dall’Italia di Roberto Mancini, da sottolineare gli ottimi risultati raggiunti dalle Nazionali Giovanili (4 finali europee negli ultimi 4 anni con Under 17 e Under 19, terzo e quarto posto al Mondiale Under 20 con in parallelo l’importante miglioramento dei ranking internazionali), il secondo posto al Mondiale della Nazionale di Beach Soccer oltre al recente trionfo europeo della neonata eNazionale TIMVISION PES.
In crescita anche il profilo mediatico delle squadre azzurre (122,6 milioni di telespettatori in Italia, +45% rispetto al 2018) e la dimensione commerciale delle Nazionali, che possono vantare 12 nuovi partner (con un impatto per 16 milioni di euro di ricavi aggiuntivi) e +27% di ricavi rispetto al quadriennio precedente per un totale pari a 170 milioni di euro.
A testimoniare la passione che ruota attorno al calcio italiano sono gli oltre 32 milioni di tifosi, il 64% della popolazione Over 18, con una presenza negli stadi italiani nel 2018/2019 di 16,1 milioni di spettatori (nelle ultime 3 stagioni in Serie A +1,1 milioni) e audience globale di 2,3 miliardi di telespettatori. E non è un caso che nella classifica dei 50 programmi più visti nella storia del televisione italiana 49 siano partite di calcio. Uno spettacolo portato avanti ogni giorno da 1,4 milioni di tesserati (1,1 milione di calciatori, 237mila dirigenti e oltre 31mila tecnici e arbitri) e che può contare su un vivaio di inestimabile valore, con il 20,4% dei giovani italiani tra i 5 e i 16 anni che è tesserato per la FIGC.
Il calcio si conferma anche un prezioso veicolo di integrazione, con 64.504 calciatori tesserati nati all’estero (+45,6% rispetto al 2009/2010) e il 9% dei convocati per le Nazionali che ha origini straniere.
Dopo il boom del Mondiale francese continua a crescere il calcio femminile: negli ultimi 10 anni le calciatrici tesserate sono aumentate del 46,6% (da 18.854 a 27.644), mentre dal 2016 al 2019 l’interesse per la Serie A è raddoppiato (dall’11 al 22%).
Prima Federazione sportiva al mondo ad aver istituito al proprio interno una Divisione per il Calcio Paralimpico e Sperimentale, la FIGC ha visto cimentarsi nella prima stagione (pre-lockdown) circa 2.500 calciatori.

Le scommesse sportive
Se continua la crescita della contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico italiano (nel 2017, come detto, ha raggiunto i quasi 1,3 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto al 2016), l’analisi del contributo fiscale derivante dalle scommesse conferma invece nuovamente la prevalenza del calcio rispetto agli altri sport: solo tra il 2006 e il 2019 la raccolta delle scommesse sul calcio è aumentata di quasi 5 volte, passando da 2,1 a 10,4 miliardi di euro, e nel medesimo periodo il relativo gettito erariale è passato da 171,7 a 248,5 milioni di euro (il secondo sport, ovvero il tennis, non supera i 60,6 milioni, mentre il basket si ferma a 23,6).
Nel 2019, per quanto riguarda la contribuzione fiscale derivante dalle scommesse, la Serie A ha raggiunto (ved. tabelle a pag. 8) una raccolta di 1,6 miliardi di euro, il 15,7% del totale, per un gettito erariale di 38 milioni e mezzo. A seguire Champions League (raccolta di 701 milioni pari al 6,8% del totale, per un gettito erariale di 16,3 milioni), Premier League inglese, Liga spagnola, Europa League, Serie B, Bundesliga tedesca, Qualificazioni a EURO 2020, Ligue 1 francese, Eredivise olandese e Primeira Liga portoghese.
Nella “top 50” degli eventi sportivi con la maggior raccolta derivante dalle scommesse sportive in Italia figurano unicamente partite di calcio. Sono 8 le gare della Nazionale azzurra presenti in classifica, insieme a 14 match di Champions League e altri 28 eventi calcistici. Campania, Lombardia e Lazio guidano la classifica della raccolta fisica a livello regionale 2019 con rispettivamente 1.141 milioni di euro, 576 milioni di euro, 517 milioni di euro.
Il betting rappresenta poi il 4,8% degli sponsor delle Federazioni calcistiche mondiali. Tuttavia, com’è noto, dopo l’approvazione del “Decreto dignità” che abolisce qualsiasi pubblicità e sponsorizzazione da parte del Gaming, il settore in Italia non compare più nella classifica delle sponsorizzazioni, trainata invece dalle società di servizi e consulenza (13%), dalle aziende del settore alimentare (10%), della salute (9%) e automotive (8%). In Inghilterra e in Spagna il betting rappresenta invece il 7% delle sponsorizzazioni del calcio, in Germania il 6% e in Francia e in Portogallo il 4%.

eSports
Un cenno, infine, agli eSports: settore in rapidissima ascesa, con audience a +35% nel 2019 rispetto al 2018, ricavi più che triplicati nella proiezione al prossimo 2023 e un futuro quanto mai luminoso che la stessa FIGC intende cavalcare con un ruolo da assoluta protagonista.