Regno Unito: nel 2020 raddoppiato il numero di giocatori sui siti illegali

Nel Regno Unito è raddoppiato il numero di giocatori che utilizza siti illegali per scommettere. E’ l’allarme lanciato dal Betting and Gaming Council (BGC) a seguito dell’ultimo rapporto PwC, che analizza l’andamento del mercato britannico nell’ultimo bimestre del 2020. Numeri alla mano, il denaro puntato su siti di operatori senza licenza è balzato da 1,4 miliardi a 2,8 miliardi di sterline, al cambio circa 3,2 miliardi di euro. I nuovi dati - riporta Agimeg - mostrano anche che il numero di clienti che utilizzano un sito web di scommesse senza licenza è passato dai 210.000 di 2 anni fa a 460.000.
I risultati sono arrivati mentre il governo sta conducendo una revisione del mondo del gaming. Il BGC, l’ente per gli standard del settore, continua a sostenere ulteriori modifiche alla regolamentazione del comparto, ma esorta i ministri ad assicurarsi che qualsiasi mossa attuata dalla Gambling Review sia attentamente studiata.
Michael Dugher, amministratore delegato della BGC, ha dichiarato: «Questo nuovo rapporto di PwC è un lavoro impressionante e completo che dimostra come il mercato nero non sicuro e non regolamentato sia una minaccia crescente per gli scommettitori britannici. Questi siti illeciti non garantiscono alcuna protezione dei consumatori, come controlli rigorosi dell’identità e dell’età, messaggi di gioco più sicuri e la possibilità di impostare limiti di deposito, presenti invece sui siti legali».
Dugher ha affermato che, in qualità di capo dell’organismo di normazione che rappresenta l’industria regolamentata delle scommesse e dei giochi, accoglie favorevolmente la Gambling Review del governo: «È importante sottolineare che il grande aumento del mercato nero non è un argomento contro ulteriori cambiamenti nel settore regolamentato, ma un tema che deve essere affrontato».
Sul numero di scommettitori britannici che utilizza siti non autorizzati, il rapporto PwC afferma: «Sulla base del nostro sondaggio, la percentuale di giocatori d’azzardo online del Regno Unito che utilizzano un operatore senza licenza è aumentata dal 2,2% al 4,5% negli ultimi 1-2 anni. Ciò equivale a un aumento da 210.000 giocatori nel 2018-19 a 460.000 nel 2020».
«Il nostro sondaggio - si legge ancora - ha rilevato che la quota di puntate online con operatori senza licenza è cresciuta dall’1,2% nel 2018/19 al 2,3%. Ciò corrisponde a un raddoppio della posta in gioco con operatori online senza licenza da 1,4 miliardi a 2,8 miliardi di sterline».
Il nuovo rapporto suggerisce anche che la dimensione del mercato nero online è maggiore nei Paesi in cui il settore delle scommesse e dei giochi regolamentato è meno competitivo. Indica Paesi come Francia, Norvegia, Italia e Spagna - che hanno restrizioni più severe per gli operatori autorizzati - come esempi di nazioni in cui la quota di mercato nero è maggiore rispetto al Regno Unito. Il rapporto afferma infatti: «Questa analisi suggerisce che il Regno Unito ha un mercato del gioco online più “aperto” e attualmente ha una quota di mercato senza licenza inferiore rispetto ai benchmark europei. Sebbene non sia possibile isolare l’impatto delle singole caratteristiche normative, la valutazione di cui sopra suggerisce che le giurisdizioni con una quota di mercato senza licenza più elevata tendono a mostrare una o più caratteristiche normative o di licenza restrittive».
E Dugher ha aggiunto: «So che questa prova è scomoda per coloro che cercano di respingere e minimizzare la minaccia del mercato nero, ma c’è un reale pericolo. Il Regno Unito rischia di attuare cambiamenti in cui il principale beneficiario sarà il mercato nero senza licenza. Abbiamo tutti l’interesse a fare i giusti cambiamenti, quindi dobbiamo prestare attenzione a questi ultimi dati e guardare a ciò che sta accadendo in altre parti del mondo».

Michael Dugher, CEO di BGC

Nel 2020, a causa della pandemia, chiusi 374 betting shop e 6 casinò: persi 5mila posti di lavoro

Nel 2020 nel Regno Unito il settore del gioco ha perso 5mila posti di lavoro, a seguito delle chiusure imposte per fronteggiare la pandemia di Coronavirus: nel dettaglio, hanno chiuso per sempre 374 betting shop e 6 casinò. E’ quanto rende noto il Betting and Gaming Council. Si stima che circa 30 milioni di personenel Regno Unito giochino in modo responsabile. Secondo il governo, il tasso di gioco d’azzardo problematico è dello 0,5% ed è stabile da 20 anni.
Michael Dugher, amministratore delegato della BGC, ha dichiarato: «In un momento di paure economiche e di enormi pressioni sulle finanze pubbliche causate dalla pandemia Covid-19, l’enorme contributo che le scommesse ed il gioco danno al Regno Unito non potrebbe essere più importante. L’ultimo rapporto di Ernst&Young mette in risalto il ruolo vitale che svolgono nel contribuire a finanziare i servizi pubblici su cui tutti noi facciamo affidamento. In qualità di organismo di normazione che rappresenta il settore regolamentato, BGC sostiene pienamente la revisione del gioco d’azzardo del governo, oltre alla necessità di standard di gioco più sicuri e più elevati e di maggiori modifiche alle normative. Tuttavia, è fondamentale che il governo attui tali cambiamenti e non faccia nulla per mettere a rischio i futuri posti di lavoro e le entrate dell'industria britannica leader a livello mondiale».
Brigid Simmonds, presidente della BGC, ha dichiarato: «L’industria delle scommesse e dei giochi fornisce un enorme contributo all’economia del Regno Unito. I casinò di Londra da soli contribuiscono con 120 milioni di sterline al settore del turismo e non vedono l’ora di essere riaperti. Il contributo dato al Tesoro dal settore dal gaming, il suo sostegno allo sport e il lavoro che offre ai giovani, molti dei quali altamente qualificati, sono assolutamente vitali, soprattutto in questi tempi incerti».
Nel 2019 i membri di BGC hanno contribuito con 7,7 miliardi di sterline al valore aggiunto lordo del Regno Unito, con una maggiore concentrazione di attività economica nel nord, in Scozia e Londra. L’ippica beneficia di 350 milioni di sterline attraverso sponsorizzazioni, diritti dei media e pagamenti di imposte sulle scommesse.
I membri della BGC contribuiscono con almeno 40 milioni di sterline all'anno alla English Football League e ai suoi club, più di 10 milioni di sterline a freccette e snooker e oltre 2,5 milioni di sterline al campionato di rugby. Nel 2019 i membri del BGC hanno assunto direttamente 61.000 persone, con ulteriori 58.000 posti di lavoro generati dall’indotto.



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