RANIERI RAZZANTE: «L’abbassamento del limite al contante? Un provvedimento intempestivo e devastante»

«L'abbassamento del limite al contante non eliminerà evasione e riciclaggio»

«La variazione del limite al contante non ha mai prodotto alcuna influenza positiva o negativa sull’evasione fiscale e sugli affari della criminalità organizzata. Di certo evasione e riciclaggio non diminuiranno, la storia ci insegna questo. L’abbassamento del limite del contante è indifferente rispetto a questi due reati, non è l’elemento sostanziale. Il Governo ha varato un provvedimento devastante». E' questo il commento ad Agimeg del Professor Ranieri Razzante, Direttore del Centro di Ricerca sulla Sicurezza e il Terrorismo e Docente di Sociologia e politica dei mercati illegali nell’Università di Bologna, in merito all’abbassamento, dal 1° luglio, dell’uso del contante, che scenderà da 3mila a 2mila euro.
«L’affare “Wirecard” (la società di pagamenti online tedesca, finita nella bufera in questi giorni giorni, ndr) ha dimostrato la debolezza del sistema: ci sono stati milioni di persone nel mondo che hanno avuto problemi da default delle carte prepagate. Se dovesse accadere una cosa del genere ai sistemi di pagamento elettronici, come potremo pagare se aboliamo il contante? Se la rete di pagamento si ferma, come esco dall’impasse? Il Governo non ha una risposta a questa domanda. Viceversa, l’abbassamento del limite al contante danneggerà la piccola economia. E’ un provvedimento intempestivo e superfluo: abbassiamo i limiti ai contanti, ma quali contanti? Siamo usciti proprio ora dall’emergenza planetaria del Covid-19, e ora che arriva - se arriva - la cassa integrazione, se limitiamo il contante o lo aboliamo, chi riceve i soldi non può spenderli, senza contare che il 40% degli italiani non ha una carta di credito».
«Le mafie - ricorda il Professor Razzante - movimentano bonifici, diamanti, armi, droga, che sono gli asset delle organizzazioni criminali al posto del denaro. Se qualcuno presume che il contante viene utilizzato per evadere il Fisco, ha sbagliato approccio. L’articolo 648 bis del codice penale prevede che non si fa riciclaggio se non si spende, ma se si nasconde l’origine illecita del denaro. Le mafie non usano il contante, in quanto è molto più tracciabile, lo devo giustificare, mentre le carte di credito no, mi sono state date dalla Banca. Oggi i mafiosi non hanno interesse ad essere fermati per strada con una valigetta piena di denaro. Ogni anno si eseguono centinaia di miliardi di bonifici, per un valore di trilioni di euro, ma non tutti derivano da attività lecite. E’ sufficiente fare una falsa fattura e i bonifici partono. Così si movimentano i capitali: l’evasione fiscale e il riciclaggio si fanno senza contanti. Il contante lo devi saper giustificare, mentre le carte di credito non devono essere giustificate. I soldi in Banca sono puliti, con le carte di credito spendo soldi che vengono dai reati, ma nessuno può contestarlo, o è più difficile. Il Governo non sa che con le carte di credito oggi si paga il “pizzo”. Con il nuovo provvedimento che scatta oggi non colpiamo di certo la criminalità organizzata» è la durissima accusa di Ranieri Razzante.
«Il Governo Monti - ricorda ancora il Direttore del Centro di Ricerca sulla Sicurezza e il Terrorismo - aveva abbassato il tetto al contante a 1.000 euro, poi salito nuovamente a 3mila euro sotto il Governo Renzi, ma l’evasione non si è mai fermata: è rimasta stabile così come il riciclaggio. In media si stimano 130 miliardi di euro dal riciclaggio e 110 miliardi dall’evasione, numeri che con queste nuove misure saranno sicuramente aumentati il prossimo anno. Il nuovo provvedimento creerà solo confusione, bloccherà la piccola economia, con danni al commercio di categorie merceologiche che vivono di pagamenti in contanti, e ingolferà il sistema di sanzioni e verbali per i piccoli esercenti».
La soluzione per contrastare evasione e riciclaggio è aumentare i controlli: ne sembra più che convinto il Prof. Razzante: «Servono indagini finanziarie da parte della Guardia di Finanza - afferma -, abbiamo banche dati fiscali e la UIF che è la migliore intelligence finanziaria del mondo. La soluzione è potenziare i riscontri, ma se si fanno sui piccoli risparmiatori si perde solamente tempo, è come sparare a una formica con il bazooka. Facciamo meglio i controlli su contabilità e bilanci: perché la grande evasione non si prende, nonostante il lavoro della Guardia di Finanzia e dell’Agenzia delle Entrate? Tra l’altro, per fare un esempio, la Germania ha metà della nostra evasione fiscale, e non ha limiti al contante. Inoltre il contante non si può azzerare, è la moneta ufficiale dell’Europa. Oggi poi le banconote sono infalsificabili, mentre si falsificano molto più facilmente le carte. Ogni anno nel mondo ci sono furti di decine di milioni di identità di soggetti e di conti correnti; il nuovo business delle mafie e dei terroristi è vendere le identità vere relative a numeri di CRO, codici IBAN, numeri di carte di credito, con prezzi tra i 10 e i 30 euro per identità completa nel dark web. Inoltre, il 13 dicembre 2019 una lettera della BCE inviata all’Italia ha avvertito che se si restringono le norme relative al contante, è importante che si dimostri che le restrizione alla libertà dei cittadini siano giustificate dai risultati. Il contante non si può eliminare perché è strumento di inclusione sociale e il limite al contante allontana dagli acquisti le persone non alfabetizzate e dei ceti più bassi».
Ma la nuova misura sul limite al contante finirà per avere un impatto sul mondo del gioco? «Il gioco non è sensibile a questa variazione, non viene toccato, ha già dei blocchi, non si incrementa per questo fatto la possibilità di riciclare denaro attraverso il gioco. Le somme relative alle vincite restano quelle, i limiti non vengono toccati, non cambia nulla per il settore», conclude il Prof. Razzante.