Partenza in salita per il nuovo format previsto dal 2024

L'ECA (European Club Association) guidata da Andrea Agnelli vuole partecipare alla gestione della parte commerciale della nuova competizione, dalle sponsorizzazioni ai diritti media

di Carlo Lazotti

Una decisione sulle modifiche al formato della Champions League è stata rinviata ad aprile dopo che è sorto un improvviso ostacolo - tra l'Uefa e i club - su chi avrà il controllo commerciale sulla competizione. Le proposte dell'Uefa sono da tempo note e fanno parte del pacchetto “Horizon 2024”, ideato per evitare la fuga dei club verso una Super Lega europea: una prima fase da 36 squadre senza gironi, in cui ogni club dovrebbe disputare 10 partite contro 10 avversarie diverse. La classifica diventerebbe unica, con le prime 8 che andrebbero agli ottavi e le squadre dalla 9ª alla 24ª posizione impegnate in un ulteriore playoff. In pratica, 100 gare in più di Champions all’anno, da incastrare in qualche modo all’interno di un calendario già oggi particolarmente compresso.

A marzo, il presidente della European Club Association (ECA), Andrea Agnelli, aveva rivelato che una nuova struttura «ideale» per la nuova Champions League era «molto vicina» all'accordo. Poi i toni si sono fatti più sfumati e meno entusiastici, ed è stato riferito che la UEFA stava discutendo con l'ECA sulla formazione di una joint venture per gestire tutti i media e i diritti di sponsorizzazione per le competizioni europee.
Di fatto, la nuova configurazione segnerebbe il più grande cambiamento di sempre nel funzionamento e nella struttura della massima competizione continentale, e sembra che sia proprio la parte commerciale il punctum dolens della questione, in grado di far scivolare il dibattito verso un binario morto, visto che i club insistono sul fatto che dovrebbero controllare le principali risorse del torneo, come le sponsorizzazioni e i diritti dei media, non solo TV.

La UEFA ha confermato in una dichiarazione che «qualsiasi decisione ufficiale sulle riforme sarà presa solo nella riunione del comitato esecutivo del prossimo 19 aprile, al fine di concludere le discussioni attualmente in corso». Nel frattempo, l'ECA ha rilasciato a sua volta una dichiarazione all'inizio di questa settimana ribadendo che i cambiamenti saranno «cruciali» per salvaguardare «la ricostruzione e la sostenibilità a lungo termine del calcio europeo per club», specificando anche gli eventi della riunione del 29 marzo.

«Il consiglio ha esaminato in dettaglio l'attuale stato dei lavori relativi alle discussioni e ai piani con la UEFA per il periodo successivo al 2024», si legge infatti in una nota dell'ECA. «Le discussioni si sono concentrate sul futuro delle competizioni UEFA per club, insieme ai colloqui in corso tra ECA e UEFA sulle loro future relazioni con le parti interessate, dato che anche per l'attuale memorandum d'intesa che racchiude tutti gli aspetti di questa relazione è previsto un rinnovo nel 2024». Il consiglio esecutivo, che è composto da 28 membri e rappresentanti di club europei che rappresentano i membri dell'ECA in tutte e 4 le sue suddivisioni, ha concordato all'unanimità che non era ancora in grado di approvare formalmente i cambiamenti chiave nelle competizioni europee per il periodo successivo al 2024. «Il comitato esecutivo ritiene che se il calcio europeo vuole affrontare le sfide che deve affrontare attualmente, è necessario allo stesso tempo tenere in debita considerazione anche le basi per l'ECA e il futuro rapporto della UEFA».

Rumors da oltre Manica - riporta InsiderSport - hanno anche suggerito che la Premier League avrebbe sollevato preoccupazioni per le modifiche al processo di qualificazione, che si baserà su prestazioni storiche e fornirà una rete di sicurezza per i club più grandi che nell'anno precedente alla competizione saranno scivolati al di sotto delle prime posizioni di classifica. Ad esempio, se il formato proposto fosse già realtà ora, e sulla base dell'attuale classifica del massimo campionato inglese, i cambiamenti vedrebbero comunque il Liverpool qualificarsi per la Champions League, nonostante occupi al momento il 7° posto, a 5 punti dalla zona Champions.
Il presidente del Crystal Palace, Steve Parish, in un'intervista alla BBC Sport ha messo in guardia dell'«effetto devastante» che le riforme potrebbero avere sul calcio inglese, aggiungendo che potrebbero arrivare persino a minacciare l'esistenza della Coppa di Lega (EFL).
«Ciò avrebbe un effetto devastante sulle competizioni nazionali in Inghilterra - ha osservato -. La Coppa di Lega è il più grande contributo finanziario alle Leghe del nostro calcio e questa sarà la fine di quella coppa nella sua interezza o la ridurrà ad una mera competizione giovanile. Per club come il nostro, è molto difficile capire se e come si possa avere voce in capitolo in queste conversazioni con l'Uefa. Ci sentiamo purtroppo molto lontani dal processo decisionale».

Il presidente del Crystal Palace, Steve Parish, intervistato dalla BBC Sport

Il format previsto

Dal 2024 la formula con 32 squadre divise in 8 gironi andrà in soffitta: le partecipanti diventeranno 36. In base al ranking Uefa, i club verranno divisi - all'americana - in 4 conference: nel gruppo A le migliori qualificate, nel D le peggiori.
Ogni squadra giocherà 10 partite, 5 in casa e 5 in trasferta, affrontando club di tutte e 4 le conference. La classifica non sarà più dei gironi, ma globale: le prime 8 andranno direttamente agli ottavi di finale. Le squadre dal 9° al 24° posto giocheranno un turno di playoff (andata e ritorno) a posizioni invertite: 9ª vs 24ª, 10ª vs 23ª, e così via. Le vincenti degli spareggi raggiungeranno le prime 8 classificate, dando poi vita al tradizionale tabellone degli ottavi di finale.
Il cambiamento porterà il totale delle partite disputate da 125 a 225, con una moltiplicazione del valore dei diritti TV. Dal 2024 i club potrebbero infatti incassare dalla Uefa circa 3,5 miliardi di euro ogni 3 anni, contro i 2,2 previsti per l'attuale triennio 2021-2024.



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