Parla Veronica Diquattro, AD di DAZN: «La Serie A costerà meno di oggi»

Nell'intervista a La Stampa la numero 1 della piattaforma streaming risponde a Maximo Ibarra, AD di Sky, e sottolinea i vantaggi della massima serie targata DAZN: «La Serie A costerà meno di oggi e il nostro sforzo sarà utile per la digitalizzazione del Paese»

di Carlo Lazotti

Botta e risposta. All'intervista di Maximo Ibarra, AD di Sky su Repubblica, ha subito riposto Veronica Diquattro, AD di DAZN su La Stampa. In un'intervista a Gabriele De Stefani, il numero 1 della nuova azienda leader del calcio italiano ha fatto il punto della situazione, delineando il profilo di quello che sarà il costo di fruizione dei prossimi 3 campionati di Serie A sulla piattaforma streaming e mettendo anche a tacere le voci di un prossimo accordo tra i due litiganti, Sky e DAZN appunto.

«Il calcio in streaming sarà un grande veicolo per la digitalizzazione del Paese - ha detto Veronica Diquattro -. La serie A interessa così tanto a tutti che spingerà milioni di italiani a dotarsi di una connessione migliore. E il pubblico è pronto per nuovi format: basta talk show, vincono i contenuti brevi e freschi».

Veronica Diquattro, AD di DAZN

Veronica Diquattro ribalta anche il punto di vista comune: la scarsa qualità e diffusione della rete digitale italiana (una famiglia su tre non ha un computer a casa e ben 6 milioni di persone, un decimo della popolazione complessiva, vanno online solo con lo smartphone...) da problema diventa un'opportunità per il Paese, una chance per portare più tecnologia nelle case degli italiani. Nel 2013, quando non aveva neanche trent’anni - ricorda PrimaOnline -, la Diquattro ha fatto sbarcare nel nostro Paese Spotify, e prima ancora le versioni d’esordio di Android Market, antenato di Google Play. È quindi una specialista delle modalità di consumo dell’era digitale e scommette che il calcio nostrano sia pronto al salto nel futuro. «Naturalmente lo sviluppo della banda larga - dice - è molto importante e apprezziamo i piani del ministro Colao, ma già oggi la copertura della rete è ampia e ci rassicura. La sfida per tutti è accelerare il processo di digitalizzazione e noi crediamo che il calcio possa dare una grande spinta: tutti ora avranno un motivo in più per dotarsi di una connessione più veloce e di device adeguati. Vogliamo favorire l’educazione digitale».

In realtà, i tifosi dovrebbero attrezzarsi in gran fretta, visto che dopo l'Europeo (partenza l'11 giugno con Italia-Turchia: almeno quello, a Sky, è rimasto...) la nuova Serie A 2021/22 partirà molto presto a fine estate per ovviare alla compressione dei calendari causata dai Mondiali del Qatar nell'inverno della stagione seguente. Il tempo è poco e i problemi tecnici avuti in passato non sono stati cosa di poco conto. «Il grosso dei problemi lo abbiamo avuto all’inizio della nostra esperienza, quando partivamo da zero e in un mese abbiamo dovuto iniziare a trasmettere. Poi abbiamo fatto tantissimi passi avanti e da qui a settembre lavoreremo ancora per migliorare a gestire i picchi di traffico. Ma ci sentiamo molto solidi. Certo l’alleanza con TIM sarà molto importante per il loro know how». C'è anche la questione delle aree (non poche) prive di fibra e di rete ad alta velocità, e qui la Diquattro concede una rivelazione non da poco: «In quelle aree ci saremo anche sul digitale terrestre». E il pensiero corre immancabilmente a Mediaset come partner: staremo a vedere...

L'AD di DAZN, poi, difende il corposo investimento (500 milioni di euro, più i 340 del partner TIM) per avere il calcio della massima serie strappato a Sky dopo 18 anni di "dominio" incontrastato: «Nel 2020 abbiamo avuto grandi risultati con i nostri contenuti in streaming: la chiave è innovare i format, oggi gli utenti chiedono modalità fruibili e flessibili, un linguaggio nuovo e fresco. Avvicineremo i giovani con contenuti agili, accessibili da qualunque dispositivo». E' finita l’era dei talk show e delle discussioni infinite, semplifica il collega de La Stampa?. «Esatto. Noi abbiamo il vantaggio di poter misurare in tempo reale l’interesse per ogni produzione e aggiornare i contenuti, ma di certo l’offerta della TV tradizionale non è quello che ci interessa. È così che puntiamo ai grandi numeri». Ai vari Caressa e Bonan, a Santa Giulia, la risposta non sarà probabilmente piaciuta poi tanto. E forse neanche alla maggior parte dei tifosi meno giovani, visto che - da decenni - siamo felicemente il Paese dei (vari) Processi del Lunedì e degli Appelli del Martedì, o - come nel caso di Roma - il regno delle (tante) Radio che parlano H24 di calcio...

Ma insomma, visto che poi si punta sul pubblico giovane (abituato a pagare poco - o nulla - per i contenuti sul web), quanto costerà il calcio di Serie A su DAZN? «Adegueremo il prezzo dell’abbonamento alla crescita della nostra offerta - risponde l'AD -, ma di certo vedere la serie A costerà meno di oggi. Gli abbonamenti saranno sempre snelli: mensili e non vincolanti, si potrà disdire in un attimo. Ma non venderemo partite singole». E Veronica Diquattro non teme nemmeno che il calcio-spezzatino in TV (DAZN con la Serie A, Sky e Amazon per le Coppe Europee, Mediaset per le partite in chiaro) possa mandare al manicomio i tifosi: «Le piattaforme sono numerose in molti Paesi europei. Io posso parlare per quanto ci compete: dal prossimo campionato per la serie A sarà tutto più facile, perché noi avremo tutte le partite».

Infine la domanda fatidica, per fare luce su uno scenario che tutti gli attuali abbonati di Sky attendono con ansia: ci sarà modo di fare un accordo con la Pay TV? «Con loro non ci sono dialoghi in corso - risponde categorica Veronica Diquattro -, del resto fino alla settimana scorsa eravamo competitor e non potevamo neanche parlarci. Quanto al possibile ricorso, noi siamo tranquilli: abbiamo rispettato le regole in piena trasparenza. Non eravamo tenuti a comunicare prima la partnership con Tim: con loro abbiamo un accordo strategico, ma l’offerta è nostra».

L'ansia non è stata sconfitta, anzi. Guarda tu se per vedere tutto il calcio in TV, la prossima stagione, dalla "A" alla Champions passando per i campionati esteri (e chissà quando si potrà tornare allo stadio...), non toccherà sottoscrivere 3 o 4 abbonamenti diversi. Di "risparmio", per ora, davvero non si vede traccia.



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