«Nel mondo il 70% delle squadre di calcio ha sponsor legati alle scommesse»

E per quanto riguarda l’Italia il “Decreto Dignità” non ha dissuaso i bookmaker dal collaborare con i club di Serie A

«Le sponsorizzazioni di scommesse sono diventate onnipresenti negli sport, con oltre i due terzi delle squadre esaminate che hanno una qualche forma di partnership con un operatore di scommesse sportive. Questo trend è particolarmente evidente nel calcio, dove il 70% delle squadre ha sponsor legati alle scommesse e un quarto delle squadre mostra il logo delle scommesse sulle loro maglie. Di tutte le 188 squadre sportive esaminate, il 30% era associato sponsorizzazione da parte di aziende che operano in mercati non soggetti a specifiche legislazione per le scommesse sportive o dove vi è un divieto». E’ quanto rende noto Global Lottery Monitoring System (GLMS) nel suo “A study of betting operators and their sponsorship of sport”.
GLMS pubblica questo studio come un invito all’azione di fronte a un problema globale sistemico che rischia di andare a scapito della società globale. La visione e la missione di GLMS dal 2017 è - come ricorda Agimeg - quella di salvaguardare l’integrità dello sport sviluppando una cultura di integrità e responsabilità sociale attraverso varie attività tra cui la rilevazione di modelli di scommesse sospette. Ciò include la consulenza alle autorità di regolamentazione su quali disposizioni sia necessario introdurre quando si tratta di legalizzare le scommesse sportive e proteggere i valori sportivi.
GLMS evidenzia come il match-fixing rappresenti un danno all’integrità dello sport:?«Mentre le scommesse sulle competizioni sportive non devono essere percepite come una tendenza negativa di per sé, è necessario garantire l’implementazione di misure per mitigare i rischi che potrebbero derivano dallo sfruttamento criminale illegale delle scommesse, come le partite truccate che consentono alle attività criminali il riciclaggio di denaro sporco e alla criminalità organizzata di offrire scommesse in una giurisdizione non regolamentata. Gli operatori di scommesse asiatici fanno soprattutto leva sulla loro associazione con sport rispettati per legittimare i loro prodotti e rivolgersi ai clienti in Asia, dove il calcio europeo è estremamente popolare. Per le squadre sportive e gli organi governativi ufficiali, ciò dovrebbe suscitare preoccupazioni in quanto gli operatori di scommesse asiatici offrono le proprie scommesse in giurisdizioni dove sono illegali: è fondamentale comprendere il rischio delle sponsorizzazioni non regolamentate. GLMS è pienamente consapevole dell’impatto finanziario che lo scoppio della pandemia avrà sul mondo dello sport e quanto fragile potrebbe essere l’ecosistema. Altri regolatori, compresi quelli che collaborano a stretto contatto con GLMS, come la UK Gambling Commission, nella primavera del 2020 hanno anche emesso avvertimenti, anche multando aziende a seguito di indagini che hanno identificato le carenze di responsabilità legate alla gestione dei partner autorizzati. Durante l’emergenza COVID-19, tra marzo e giugno 2020, c’erano ancora in corso alcuni eventi sportivi residui e di basso profilo, che presentavano un rischio maggiore di combine. GLMS aveva informato i suoi membri che è necessario aumentare la vigilanza per assicurarsi che si chiuda ogni potenziale finestra di opportunità per truffatori e organizzazioni criminali determinati a sfruttare illegalmente gli scenari post coronavirus».
«Con l’entrata in vigore nel settembre 2019 della Convenzione internazionale sulla Manipolazione delle competizioni sportive adottata dal Consiglio d’Europa - comunemente nota come “Convenzione Macolin” - sono nati i concetti di piattaforme nazionali. La Convenzione, che è stata redatta da oltre 50 parti interessate nei 4 continenti, nonché da organizzazioni internazionali come l’Interpol, il CIO e la FIFA, incoraggia la cooperazione e il coordinamento tra tutte le parti interessate alla lotta contro la manipolazione delle competizioni sportive, sviluppando azioni nazionali coordinate di indagine, educazione e prevenzione del match-fixing».

IL?CASO-ITALIA
Nello studio c’è anche un focus sulla recente legislazione in materia di pubblicità delle scommesse in Italia: «Con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gioco e aumentare la protezione degli scommettitori, dal 2019 (con il “Decreto Dignità”, ndr) sono state vietate le pubblicità e le sponsorizzazioni degli operatori di gioco legale» scrive la GLMS, che nel constatare come ovviamente non vi siano più sponsor di maglia nelle varie leghe, in realtà «ciò non ha dissuaso gli operatori di scommesse dal collaborare con le squadre e persino con il campionato stesso».
La GLMS rileva infatti che la stessa Lega Calcio è sponsorizzata dall’operatore asiatico Yabo Sport, che fornisce a Yabo l’esposizione del marchio attraverso la grafica delle partite, le identità e la pubblicità virtuale in tutte le partite in diretta di Serie A trasmesse in Asia. Yabo (che gestisce siti di scommesse tramite TGP Europe Limited, rmarchio registrato all’Isola di Man, e i cui servizi e siti web sono orientati verso il mercato asiatico)?ha già lavorato in passato con formazioni del calibro di Manchester United, Leicester, Bayern Monaco, Hertha Berlino e Monaco e squadre nazionali cone l’Argentina, ma questo è il primo accordo con una Lega.
A livello di club l’Inter ha invece avviato nel 2018 un accordo pluriennale con la società di scommesse filippina LeTou, come primo partner di gioco online in Asia, mentre la Juventus ha siglato un accordo di partnership per 3 anni, a partire da questa stagione 2019/20 e focalizzato sulla promozione del marchio al di fuori dell’Italia, con 10bet, bookmaker con licenza maltese che sponsorizza anche il Blackburn in Inghilterra.
Altre partnership in Serie A, a partire da questa stagione 2019/20, hanno visto il Bologna siglare un accordo con JBO67 e la Roma con All Win City: entrambi gli operatori di scommesse sono orientati verso l’Asia, con contenuti di siti Web principalmente in cinese e soluzioni di pagamento rivolte ai clienti in Cina.