Mkhitaryan trascina la Roma in zona Champions

Nella 7ª giornata Roma e Napoli (a cui è stato confermato lo 0-3 a tavolino contro Verona e Juve) entrano prepotentemente in zona Champions

di Mauro Grimaldi

Al club, non più esclusivo, dei contagiati COVID, si è aggiunto anche il Commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, assieme a Edin Dzeko, tutti e due asintomatici ma obbligati alla quarantena prevista per legge, cosa che sembra essere scivolata via come l’olio in casa Lazio con tanto di apertura di un’inchiesta da parte della Procura Federale. Della vicenda ne sono pieni i giornali per cui è inutile parlarne. Non ci resta che aspettare l’esito.
Capisco come sia difficile accettare tutto questo, ma non mi sembra che vi siano alternative e le fughe in avanti, come è successo questa estate, non aiutano a risolvere il problema e nel caso, a tutelare l’immagine di un calcio impegnato con tutte le sue forze a tenere in piedi la baracca in questo delicato momento. In ogni caso, se fosse vero, sarebbe molto grave. Sono situazioni, queste, dove più che pensare ai propri interessi bisognerebbe concentrarsi su quelli della Comunità perché, ormai mi sembra chiaro, nessuno si salva da solo.
Detto questo andiamo a vedere cosa è successo e partiamo proprio dalla Lazio, che continua a mostrare grinta e carattere nonostante le importanti defezioni (questo bisogna dirlo). Il pareggio con la Juventus al 95’ (1-1) per opera di “Caicedo-Cesarini”, la dice lunga sul valore di questa squadra. Tanto di cappello ad un gruppo, allenatore compreso, che non si arrende mai. La fortuna gira e prima o poi arriverà anche da parte della Lazio.
Vista dall’altra parte, questa partita non sorride alla Juve, non tanto per il risultato che ci può stare quanto per la consistenza del nuovo progetto che di fatto chiude un ciclo. Appena 13 punti (3 dei quali a tavolino) in 7 giornate fanno dei bianconeri una squadra normale ed il rischio che dopo oltre un decennio di successi continuativi non riescano a portare a casa neanche un titolo non è poi un’ipotesi così campata in aria.
Idem per l’Inter, che si fa imporre l’ennesimo pareggio, seppure con l’Atalanta (1-1) che con 12 punti si colloca un gradino sotto la Juve. Forse ci si aspettava qualcosa di più dai nerazzurri. La rosa a disposizione è importante, attrezzata per giocare tutte le competizioni ad alto livello. Vorrei dare più tempo a Conte perché sono sicuro che le qualità del tecnico riusciranno ad emergere.
Pareggia anche il Sassuolo in casa con l’Udinese (0-0), perdendo un’occasione d’oro per affiancare il Milan. Sicuramente da una parte c’è il fatto che i friulani non sono più disposti a perdere (ma chi lo è?) e in effetti la squadra merita e gli è mancata solo un pizzico di fortuna. Dall’altra che il Sassuolo non è il Real Madrid e con tutti i meriti del mondo resta sempre il Sassuolo e non si può sempre vincere. Pareggia anche il Milan, per il rotto della cuffia, ma pareggia 2-2 con il Verona. Solita magia di Ibra al 92’ che salva i rossoneri da una brutta sconfitta e una pessima figura. La domanda è: per quanto tempo ancora Ibrahimovic riuscirà a tenere in piedi questa squadra?
Bene. Di tutti questi pareggi ne hanno tratto vantaggio in due. Prima la Roma che imponendosi a Genova con una tripletta di Mkhitaryan si è piazzata al 3° posto (in attesa del ricorso di Verona che potrebbe restituirle il punto conquistato sul campo). I giallorossi, partiti senza i favori del pronostico, nel bel mezzo di una crisi societaria e con un mercato (che sembrava) sottotono sono riusciti a mettere in piedi una squadra di tutto rispetto, equilibrata in tutti i reparti, molto tecnica e con grandi individualità, forse la migliore degli ultimi anni. Tutto questo senza un vero Direttore Sportivo. I risultati ci sono, sia a casa che in Europa e manca Zaniolo. A questo punto metto da parte il mio scetticismo iniziale e la inserisco di diritto nella lotta per la Champions.
Poi il Napoli, che espugna Bologna vincendo 1-0 e si affianca ai giallorossi, assieme allo stesso Verona. Guarda caso anche i partenopei hanno una partita sub iudice dove, tra l’altro, balla un punto di penalizzazione. La morale di questa favola è che il campionato si è ristretto maledettamente e sono tutti lì, in pochi punti e, permettetemi di dire, con le stesse chance. Soprattutto se questo andazzo altalenante di risultati dovesse continuare.
Ad oggi, paradossalmente, non sembra esservi distinzione tra le società metropolitane e quelle di provincia, anzi alcune di quest’ultime sono diventate addirittura irriverenti nei confronti delle grandi. Molto interessante.
Diamo un po’ di spazio anche alle altre. Il Torino, come era prevedibile, non riesce a vincere neanche in casa con il Crotone (0-0) e solo la vittoria nel recupero infrasettimanale contro il Genoa (altra situazione imbarazzante) lo porta a 5 punti in classifica. Neanche il minimo sindacale per una squadra che potrebbe avere ben altre ambizioni.
Sia Genoa che Torino, ormai da tempo, sono le grandi malate del nostro calcio. Nonostante gli sforzi non riescono ad uscire da quella palude di fondo classifica in cui galleggiano da alcuni campionati. Dispiace per il blasone e per la simpatia che gli sportivi nutrono verso queste squadre che tanto hanno dato al calcio italiano. Dovrei dire lo stesso per la Fiorentina, che di punti ne ha 8, ma non riesce mai a dare la zampata vincente. Il pareggio a reti inviolate con il Parma non è che la conferma che non è ancora uscita dal girone degli ignavi.
A proposito di Torino e Genoa, che nell’ultimo campionato si sono salvate sul filo di lana, farebbero bene a rimboccarsi le maniche perché rispetto allo scorso anno di vere e proprie squadre “cuscinetto”, a parte per ora il Crotone, non ce ne sono. Quindi non possono sperare sulle disgrazie altrui.
Anche perché sia lo Spezia - vittorioso 3-0 a Benevento - che lo stesso Benevento (a parte la sconfitta del weekend) sono due squadre che hanno intenzione di giocarsela fino alla fine. Infine, il Cagliari che interrompe la serie positiva della Sampdoria (2-0) senza dare particolari scosse alla classifica.
Adesso godiamoci questa pausa sperando che il 21 novembre, quando si ritornerà in campo, le notizie fuori dai campi di gioco siano migliori.



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