Milan travolto dall’Atalanta, ma comunque 1° al giro di boa

Il Milan, dopo la batosta in casa con la Juve, ne prende un’altra con l’Atalanta, sia sul piano del risultato (3-0) che del gioco

di Mauro Grimaldi

Siamo ancora in piena crisi pandemica a cui si aggiunge, come se non bastasse, quella politica. La situazione è drammatica, ma non seria. Che genio Ennio Flaiano con i suoi aforismi intramontabili. Non capisco se questa situazione grottesca che il Paese sta vivendo sia una delle tante farse a cui ci hanno abituato o stanno facendo sul serio. In ogni caso, qualunque sia la risposta, non è il massimo della vita in questa situazione di emergenza, dove non sappiamo neanche se verrà rispettato il piano vaccinale.

Ci stiamo avviando, se non ci sbrighiamo a prendere le contromisure, verso una delle più gravi crisi sociali ed economiche degli ultimi ottant’anni. Sappiamo che il testo del Recovery Plan - che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 209 miliardi di euro - è stato approvato in Consiglio dei ministri, ma manca ancora il passaggio in Parlamento dove potrebbe subire ulteriori modifiche. Sappiamo che 144,2 miliardi finanzieranno “nuovi progetti” (quali?), mentre i restanti 65,7 miliardi sono destinati a “progetti in essere” che dovrebbero cambiare il volto al Paese. Non sappiamo come andrà a finire questa storia, se i nostri
interlocutori politici abbiano intercettato o meno il malumore della gente, se per una volta siano in grado di fare gli interessi del Paese e non dei singoli.

In ogni caso mi sembra una grande occasione che se sfruttata con
intelligenza potrebbe cambiare sensibilmente il nostro futuro, ma è proprio questo che mi preoccupa.
A proposito, non parlate di occasioni perse a Conte (Antonio), che stecca l’aggancio al Milan, nonostante la sconfitta casalinga dei rossoneri, pareggiando a Udine per 0-0. Che poi Conte se la prenda con l’arbitro fino a farsi espellere, per che cosa poi, non gioca a favore
dell’Inter, sulla cui tranquillità interna incide anche la preoccupazione dei rumors sulla situazione della proprietà e sui ritardi sui pagamenti degli stipendi, i cui risvolti potrebbero essere imprevedibili. Comunque, limitiamoci all’aspetto sportivo.

Il Milan, dopo la batosta in casa con la Juve, ne prende un’altra con l’Atalanta, sia sul piano del risultato (3-0) che del gioco dove i rossoneri - diciamola così - non hanno toccato palla e subìto la dinamicità di un’Atalanta straripante.
Conserva però il titolo di Campione d’inverno. I bergamaschi, anche se vanno a corrente alternata, diventano un pericoloso outsider (anche se a questo punto il termine sembra superato) e in un campionato come questo, estremamente equilibrato, potrebbe succedere
di tutto. Anche perché l’Inter non sembra essere in grado di cannibalizzare il campionato come tutti credevano, il Milan non convince ancora del tutto, la Juve vive tra alti e bassi e le altre
potenziali concorrenti (Roma, Napoli, Lazio) hanno i loro problemi. Meglio così, sarà più divertente.

Divertente è stata anche la “rivincita” della Roma sullo Spezia. Partita al cardiopalma, finita 4-3 per i giallorossi dopo che i liguri avevano pareggiato al 90’. C’è voluto un colpo di genio (o di fortuna) del duo Peres-Pellegrini per chiudere il match al 92’ e far esplodere il compassato Fonseca in una corsa liberatoria (in ogni caso prendere 7 gol dallo Spezia in 2 partite è imbarazzante…). Che poi questo sia sufficiente a risolvere i problemi interni al gruppo è un altro discorso. Certo sarebbe un peccato non ritrovare quella serenità e coesione che
sarebbero da grande stimolo per una squadra che ha tutte le qualità tecniche per arrivare ancora più in alto, tanto più che il ritorno di El
Shaarawy e il rientro di Zaniolo potrebbero accrescere notevolmente le potenzialità di questa squadra che si trova già in una posizione in classifica privilegiata.

La Juve supera l’ostacolo Bologna, ammesso che lo fosse. La vittoria nella Supercoppa sembra averle dato nuovi stimoli e si è piazzata al
4° posto. Non sono moltissimi i punti dal vertice e manca ancora l’intero girone di ritorno. Percentualmente ci sono buone possibilità che riagganci le 2 di testa a medio termine. Le incognite che potrebbero favorirla è la tenuta del Milan, che con l’Atalanta ha evidenziato la sua vulnerabilità e il clima che si sta sviluppando
in casa Inter.
Continua a perdere pezzi il Napoli, che si è fatto rimontare a Verona ed è uscito dal Bentegodi con un pesante 3-1. Sicuramente i veneti non sono una squadra facile da affrontare, ma se il Napoli vuole ritornare in Champions non può permettersi queste distrazioni dopo quella con lo Spezia in casa. È vero che i partenopei hanno una partita in meno, ma devono affrontare la Juve a Torino ed una cosa sarebbe stata affrontarla due mesi fa, un’altra adesso.

Infine la Lazio, che chiude il gruppone di testa superando il Sassuolo (2-1) in una partita non facile, continua la serie positiva con 4 vittorie e un pareggio nelle ultime 5 giornate: nessuno ha fatto meglio tra le prime 7. Al giro di boa, quindi, non è deciso niente, né per il titolo,
né peri 4 posti disponibili in Champions, per cui ci prepariamo a gustare un bel girone di ritorno.
Scendendo qualche gradino, troviamo il pareggio in extremis del Torino a Benevento (2-2) con un ritrovato Zaza che Giampaolo aveva
accantonato mentre Nicola ha resuscitato. Il giocatore è stato sicuramente determinante anche se il pareggio non risolve i problemi dei granata, sempre in piena zona retrocessione, dove è precipitato anche il Cagliari.

Per i sardi è la 6ª sconfitta consecutiva, per lo più con una concorrente diretta, il Genoa (1-0) che un po’ alla volta sta risalendo la china. Giulini, però crede a DiFrancesco e nonostante tutto gli ha rinnovato il contratto e secondo me ha fatto bene. Verdiano se i fatti mi daranno ragione. Tornando al Genoa, va detto che rispetto a un mese fa, è un’altra squadra. Sicuramente Ballardini non è Klopp, ma il mix con il suo Genoa dà sempre risultati straordinari. Infine, il Crotone, sconfitto a Firenze 2-1 ma ancora in corsa perla salvezza a soli 2 punti dal quart’ultimo posto e domenica prossima riceve proprio il Genoa in una partita tutta da vedere. Anche qui, con una classifica così corta, difficile fare previsioni.



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