Milan KO a La Spezia e Inter in vetta alla vigilia del derby

In coda si fa drammatica la situazione di Cagliari (8ª sconfitta nelle ultime 9 partite) e Torino (5° pareggio di fila!) che venerdì sera si affrontano in uno spareggio-salvezza

di Mauro Grimaldi

Il nuovo Governo Draghi ha avuto il suo “battesimo dell’aria” dal
Presidente della Repubblica. Chiamatelo come volete: “Ursula”,
“Giovanna”, “Maria”, “di Unità Nazionale”, ma in realtà non è altro che una somma di differenze con cui Draghi dovrà cercare di convivere perché il rischio potrebbe essere che il governo di tutti diventi il governo di nessuno. Quindi ha fatto bene a blindare i ministeri chiave con tecnici che parlano il suo stesso linguaggio e non sono legati ad interessi di partito ma a degli obiettivi.

Ha fatto bene a rimandare a settembre (sempre se li rieleggeranno) quei quattro disperati che mai nella loro vita avrebbero immaginato di ricoprire cariche istituzionali così importanti (e in realtà non lo avevamo immaginato neppure noi). Spero per loro che abbiamo conservato il posto di lavoro (chi ce lo aveva). Mi astengo da commenti sulla piattaforma Rousseau che lascio a colleghi molti più brillanti e autorevoli di me.

Poi in tutto questo c’è anche il calcio, con gli strascichi dei veleni di Coppa Italia, le sfuriate fuori luogo, le delusioni (ma alla fine chi non ne ha?) e tanti cocci da raccogliere che qualcuno a provato a rimettere insieme in questa giornata di campionato. Ci ha provato Gattuso, devo dire brillantemente, che con il suo Napoli, e sottolineo “suo”, ha battuto la Juventus (1-0) con un rigore di Insigne. Questa è la dimostrazione come il calcio è tutto e il contrario di tutto. Fino a pochi giorni fa “Ringhio” aveva le valigie fuori la porta (almeno per ADL) e adesso è di nuovo lì, in piena lotta per la Champions. Se dovesse riqualificarsi nessuno potrebbe negare che, a parte il fatto che il sangue non si è liquefatto, San Gennaro il miracolo l’ha fatto. Certo, probabilmente a fine campionato ADL lo manderà via o meglio, se ne andrà Gattuso, ma se la società vuole andare oltre agli ottimi risultati di questi ultimi anni, nonostante l’esonero (privo di qualsiasi riflessione) di allenatori del calibro di Sarri e Ancelotti, dovrà mettere mano al portafoglio e prendere almeno un paio di top player.

Tra l’altro la classifica di vertice, con la sconfitta del Milan a La Spezia (2-0), si sta restringendo ancora.
Attenzione, non fatevi ingannare dal fatto che i liguri siano una neo-promossa. Sotto le loro forche caudine, oltre al Milan, solo nel 2021, sono passati il Sassuolo, il Napoli, la Samp, il Bologna, il Benevento e la Roma (in Coppa Italia). La squadra gioca bene e Italiano è il suo vate. Chiaramente il Milan ci ha messo del suo e questo è un brutto passo falso, non tanto per la sconfitta ma per il fatto che ha messo a nudo i limiti dei rossoneri.
Chi ha visto la partita se ne sarà reso conto, praticamente neanche un tiro in porta. La fortuna di Pioli è che nessuna delle squadre di vertice, fino a oggi, ha mostrato quella continuità necessaria per fare la differenza.

Intanto, però, l’Inter non fallisce l’ennesimo match point che il destino le ha messo davanti e grazie alla vittoria sulla Lazio (3-1) scavalca i rossoneri e si porta al comando della classifica.
Tra le due milanesi il distacco è minino, un solo punto e domenica c’è il derby che, in ogni caso, arriva al momento giusto, almeno per l’Inter che in questo momento sembra avere, rispetto al Milan, più benzina nel motore. Un derby, comunque, non è mai scontato ed è aperto a tutti i risultati.
Incollata a ruota alle due milanesi c’è la Roma, questa volta bella e concre ta, che rifila 3 gol all’Udinese senza soffrire particolarmente. I giallorossi sono genio e sregolatezza ma se imboccano la partita giusta sono guai per chiunque. Il fatto è che fino ad ora non sono mai riusciti a vincere con le prime 6 della classifica e il 3° posto è frutto di vittorie con le mediopiccole. Prima o poi dovrà vincerne una. Certo, un pareggio tra le milanesi nella prossima giornata potrebbe favorire i giallorossi in caso di vittoria a Benevento, anche perché dopo c’è un attesissimo Roma-Milan. Adesso che la situazione di Dzeko si sta stabilizzando, che è rientrato Pedro (subito in gol) e sta rientrando Stephan El Shaarawy, l’assetto della squadra potrebbe migliorare ulteriormente. Se poi Fonseca ha la fortuna di recuperare per tempo anche Smalling, la Roma potrebbe diventare una temibile outsider.

Passiamo nel sottoscala, iniziando da Torino-Genoa, registrando l’ennesimo pareggio dei granata (0-0) che ha il record di partite “nulle” in questo campionato con ben 11 pari. Adesso c’è poco da scherzare e probabilmente, dalla prossima partita, sulla maglia
del Toro ci sarà scritto «Si accettano miracoli!».Ad oggi ha vinto solo 2 partite (ha fatto meglio il Crotone) ed è penalizzato in tutti gli scontri diretti che potrebbero pesare in caso di classifica avulsa per non retrocedere.

Al dramma di una retrocessione si potrebbe aggiungere una decisione estrema di Urbano Cairo, il che sarebbe devastante. Quindi da oggi in poi il Toro deve scendere in campo come se ogni partita fosse una finale di Champions League.
Peggio il Cagliari, alla sua 8ª sconfitta in 9 partite (e 5ª gara senza segnare gol nelle ultime 6…), questa volta con l’Atalanta. E magari ci può pure stare, ma si materializza puntuale quando scocca il 90’: se non è sfiga ditemi voi cos’è. In ogni caso è in piena zona retrocessione e venerdì prossimo c’è proprio CagliariTorino, che se non è l’ultima spiaggia per tutte e due, poco ci manca.

Infine, ancora più giù resta il Crotone, sconfitto in casa dal Sassuolo (1-2). Chiudono la giornata la vittoria della Sampdoria sulla sempre più deludente Fiorentina e il pareggio per 1-1 tra Bologna e Benevento, che alla fine accontenta due squadre che stanno mettendo in sicurezza la salvezza



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