Milan: da 25 anni mai così bene

Rossoneri implacabili contro la Fiorentina anche senza Ibrahimovic: nell’era dei 3 punti a vittoria non avevano mai avuto 23 punti dopo 9 giornate di campionato. E intanto si affaccia il fattore-Coppe: KO Atalanta, Lazio e Roma, e la Juve “stecca” a Benevento

di Mauro Grimaldi

Che campionato strano e imprevedibile dove è vero tutto e il contrario di tutto. Dove gli schemi gerarchici sono saltati. Dove il timore riverenziale verso le “grandi” si è ribaltato. Dove un “qualsiasi” Benevento può inchiodare la Juve sull’1- 1 facendogli saltare i nervi e terminare in 10 uomini (non si può vincere sempre di rigore, bisognerebbe dirlo a Morata, magari in spagnolo).

O un Verona si può permettere di andare a Bergamo e rifilare 2 gol all’Atalanta dopo che i bergamaschi avevano stupito l’Europa in settimana, andando a vincere con lo stesso punteggio nientepopodimeno che a Liverpool. Ma cosa sta succedendo? È solo colpa del COVID? Andiamo per ordine.

La prima sorpresa (si fa per dire) c’è stata a Reggio Emilia dove l’Inter di Conte, stanca di essere presa in giro, ha asfaltato la quasi capolista Sassuolo per 3-0. Poche cose ma essenziali da parte dei nerazzurri, con un possesso di palla ridotto al minimo (il 34% contro il 66% degli emiliani). Perdere con l’Inter ci può stare, nessun dramma per il Sassuolo e lo sa anche De Zerbi.

La seconda a Benevento dove la Juve era scesa per farne un boccone come aveva fatto l’Inter a settembre. Non è stato così. Quanto può pesare l’assenza di Cristiano Ronaldo? Con lui i bianconeri hanno vinto 2 volte su 6, ma mi rifiuto di credere che questa sia una Juve Ronaldo dipendente (!?). Eppure, i numeri sono questi. Terza sorpresa il Verona che va a vincere a Bergamo e supera in classifica i bergamaschi. E lo fa senza abbassare mai la testa, giocando a calcio, non tirandosi indietro. Si vede che a Juric (che onestamente ha fatto sempre bene dove è andato, ma qui sta facendo meglio) hanno fatto bene gli insegnamenti di Gasperini, suo mentore e maestro. Alle volte il destino può essere crudele.

Per l’Atalanta 2 pareggi e 2 sconfitte nelle ultime 5 di campionato dove l’unica vittoria l’ha ottenuta con il Crotone. Non è molto. Qualcosa sembra essersi inceppato nel perfetto ingranaggio messo in piedi da Gasperini, che sembra andare a corrente alternata a seconda che giochi in campionato o in Champions. Questo è stato il preludio al campionato di un sabato italiano.

Passiamo a domenica, dove è crollata anche la Lazio in casa con l’Udinese per 3-1 (annoveriamo anche questa tra le sorprese?). Nessun alibi per i laziali, incappati in una giornata nera che più nera non si può, ergo vittoria più che meritata i friulani. Una Lazio che nel finale è sembrata stanca e annebbiata, probabilmente colpa delle fatiche di Champions. Adesso bisogna essere concentrati per ipotecare la qualificazione nella trasferta di Dortmund, nella speranza che la squadra vista domenica sia solo un brutto sogno e che il “Lotitus IV” resti nell’hangar per le necessarie revisioni.

Sorride il Milan anche senza Ibra, la cui presenza, anche se non c’è fisicamente, si sente (almeno nello spogliatoio). Lo aveva detto sin dall’inizio: «Con me il Milan vince lo scudetto», e alla fine finiremo per crederci. In ogni caso, il 2-0 alla Fiorentina è stato convincente. Per Prandelli, invece, è la 2ª sconfitta su 2 gare e se questa con il Milan ci può stare, un po’ meno quella con il Benevento (ho detto una stupidaggine?).

Tra l’altro, almeno nelle prossime giornate, non mi sembra avere un calendario favorevole che, a parte il Genoa in casa (ma visto la situazione non si sa mai) se la dovrà vedere con Atalanta, Sassuolo, Verona e Juve. Fate voi. Vince il Napoli, nel giorno dedicato al ricordo di Maradona, su una Roma in emergenza che strada facendo ha perso altri due pezzi importanti (Mancini e Veretout) e con un Dzeko a mezzo servizio causa Covid. In ogni caso il Napoli ha meritato ampiamente, anche se il 4-0 è sembrato eccessivo ma ci può stare. Stupendo il primo gol di punizione di Insigne, posseduto per un attimo da Maradona.

Vince anche il Bologna, anzi perde ancora il Crotone, che non è ancora riuscito a prendere le misure della “A”: appena 2 punti in classifica, con 2 pareggi e 7 sconfitte su 9 partite mi sembra un po’ poco. Va anche detto che giù in basso i distacchi non sono poi così abissali e basterebbero un paio di vittorie per vedere il bicchiere mezzo pieno. Intanto, però, lo Spezia continua a mettere punti nel paniere. Quello conquistato a Cagliari (2-2) in pieno recupero su rigore sa quasi di miracolo, ma se uno ci crede, si avverano.



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