Lockdown prolungato: SAPAR guida la protesta dei principali operatori del gioco legale

«Se lo Stato ci obbliga alla chiusura abbia almeno la decenza di sostenerci con le spese vive, non con l’elemosina»

«Il “Decreto sostegni” è definitivo e gli aiuti non basteranno, nella maggioranza dei casi, nemmeno a pagare un mese di affitto dei locali che ci hanno imposto di tenere chiusi. Se uno stato ci obbliga alla chiusura abbia almeno la decenza di sostenerci con le spese vive, non con l’elemosina». E’ il duro commento di Domenico Distante riguardo alle misure messe in campo dal governo la scorsa settimana. Con lo stesso Presidente di Sapar che rincara la dose: «Lo ha ammesso anche il premier Mario Draghi in conferenza stampa che le misure non saranno sufficienti. Tra l’altro, passeranno mesi prima di ricevere le somme. Mesi in cui affitti, utenze e costi fissi continueranno a maturare. E se non bastasse, ci sono state negate fino ad ora anche le istanze di spostamento del termine per il versamento del Preu e ISI (Imposta sugli Intrattenimenti, ndr). La cosa più preoccupante di questa situazione è la sordità congenita del governo alle nostre istanze. La democrazia in questo Paese dovrebbe essere espressione di giustizia sociale, partecipazione collettiva, di coscienza economica e culturale».
E il pensiero di Domenico Distante si spinge fino al passato, ai recenti governi che hanno sperperato preziose risorse: «Ma se i partiti, il ceto politico e il governo si affaticano nella propria autoconservazione senza dare voce alle istanze degli italiani, vuol dire che manca un progetto e una prospettiva politica. Il nostro settore è demonizzato da anni in questo Paese, siamo stati utilizzati come bancomat da governi di tutti i colori. Hanno sperperato le nostre tasse, continuano a farlo con il “Reddito di Cittadinanza” tenendo comodamente le persone sui divani e ora si ostinano a tenere chiuso un comparto anche in regime di “zona bianca” senza alcun evidente motivo scientifico».
Non tutte le forze politiche, però, sono schierate contro il mondo del gioco legale, anzi: «Alcuni parlamentari, che ringraziamo, in questi anni hanno dato voce alle nostre istanze ma questo non può bastare - ha proseguito Distante -. Se dalle piazza e dai proclami non si passa all’ordine del giorno nei consigli dei ministri questo serve a poco: è indispensabile che i vari partiti e i parlamentari che ci sostengono pongano la questione all’attenzione dei loro ministri di riferimento nei tavoli che contano. Al Ministero dell’Economia, dello Sviluppo Economico come a quello degli Affari Regionali qualcuno si deve prendere la responsabilità di portare all’ordine del giorno la drammatica situazione del nostro settore. Il Ministero degli Interni ha più volte sollevato la questione dell’aumento del gioco illegale, la guardia di Finanza registra ormai da mesi un aumento dei sequestri di apparecchi illegali, senza parlare di magistrati antimafia le cui dichiarazioni sono di pubblico dominio. Ma questo pare non basti ancora al governo e ai ministri per prendersi le proprie responsabilità di fronte a 150mila lavoratori e un indotto di quasi mezzo milione di persone. Al governo devono farsi carico di mezzo milioni di italiani condannati dalla loro indifferenza alla disoccupazione, e migliaia di piccole e medie imprese al fallimento».

Domenico Distante

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Maurizio Ughi:?«Il Dl Sostegni è assolutamente insufficiente per il nostro settore, non sono stati presi in considerazione quei codici di attività (ATECO) che per ordine stesso dello Stato sono stati costretti a chiudere. Un conto è dare un sostegno a chi ha diminuito il proprio fatturato, un altro è aver visto crollare il fatturato perché è stato dato ordine di tenere chiusa l’attività, come nel caso delle sale giochi, sale scommesse e sale bingo. Noi siamo stati obbligati a chiudere - ha ribadito Ughi - quindi ci devono trattare come attività a cui è stato dato un divieto specifico. Gli stessi giudici amministrativi, a seguito dei ricorsi, hanno affermato che le chiusure di sale giochi, scommesse e bingo non sono motivate. Mi auguro che qualcuno ci voglia mettere testa, che qualcosa possa cambiare in fretta».

Maurizio Ughi

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