Le favole sono realtà: chiedete ai ragazzi dell’Harrogate Town...

Una squadra guidata da padre e figlio che in pochi anni sale fino ai professionisti

di Carlo Lazotti

Poco più di un mese fa, ad un anno esatto dall’inizio del campionato, la Vanarama National League inglese (la quinta serie, equivalente alla nostra “Eccellenza”, ma di caratura tecnica decisamente superiore) si è finalmente conclusa con la vittoria in finale a Wembley dell’Harrogate sul Notts County: 3-1 grazie ai gol di George Thomson, Connor Hall e Jack Diamond, tutta gente con dei cognomi che - già da soli - danno l’idea di un’impresa leggendaria.
Chi non vorrebbe avere in squadra un attaccante che si chiama “Jack Diamond” (neanche fosse uscito dalla fantasia di uno sceneggiatore di cartoni animati giapponesi…) e che segna il gol decisivo in una finale? A maggior ragione se il ragazzo in questione ha appena vent’anni ed è giunto in prestito 11 mesi fa dal Sunderland, che ora farà di tutto per (ri)portarselo a casa facendogli firmare un ricco rinnovo contrattuale.
Ma la notizia in sé della promozione dell’Harrogate non è nella vittoria finale contro il Notts County, in quella che è stata la finale tra la possibile squadra più “giovane” della Football League e quella più “vecchia”, fondata nel 1862, un anno prima della stessa Football Association inglese. La notizia è che in League 2 è salita per la prima volta nei suoi 106 anni di storia una squadra che oltre Manica viene definita “non-League club”, cioè una formazione che non ha mai militato nelle prime 4 serie del calcio inglese.
Ed è a questo punto che la cronaca sportiva lascia spazio alla poesia del calcio, alla favola che non ti aspetti.
In 106 anni l’Harrogate (compagine di una soave città termale nella contea del North Yorkshire) non era mai andato oltre la Yorkshire League Division (una sorta di “3ª Categoria” del calcio inglese), riuscendo a salire negli anni ’80 in Northern Premier League e poi nel 2004 - ma senza tante fortune - in National League North (6ª serie, l’equivalente della nostra “Promozione”).
Poi un giorno di 11 anni fa, Simon Weaver, un modesto ex giocatore di provincia, risponde all’annuncio di un giornale locale: cercano un allenatore per una squadra di calcio, l’Harrogate Town AFC, appunto.
Simon Daniel Weaver, oggi 42enne, all’epoca è ancora un difensore dilettante: cresciuto nelle giovanili dello Sheffield Wednesday, ha giocato - o almeno ha cercato di farlo - per 2 anni nei professionisti, con il Lincoln City e il Macclesfield, senza troppa fortuna. E una volta tornato tra i dilettanti, nell’ultima stagione 2008/09 ha addirittura cambiato 3 squadre in pochi mesi: King’s Lynn, Redditch United e Ilkeston Town, dove aveva già militato tra il 1998 e il 2000.
In realtà se lo può permettere, perché non ha davvero bisogno di lavorare. Suo padre è il ben più famoso Irwin Weawer, fondatore del colosso immobiliare Strata Homes:?16 filiali tra Yorkshire e Midlands e sede principale a Doncaster, città della famiglia Weaver.
Nel 2009 Simon riceve l’incarico di player-manager dell’Harrogate, ma le cose non vanno molto bene: non vede un penny di stipendio per mesi e mesi, e il budget settimanale del club è di appena 1.600 sterline, tant’è che al termine della stagione 2009/10 l’Harrogate finisce ultimo nella Conference North e viene retrocesso. C’è però un altro club, il Northwich Victoria, che ha grossi problemi finanziari e non può garantire la stagione successiva, e alla fine l’Harrogate viene ripescato. Ma Simon non vuole più continuare a barcamenarsi e a galleggiare ogni stagione qualche punto sopra la zona retrocessione: ha delle ambizioni, e l’anno successivo chiede al padre, che è milionario, di comprare la società.
Detto, fatto: Irwin Weaver diventa presidente all’inizio della stagione 2011/12, e l’Harrogate inizia lentamente a risalire l’immensa piramide del calcio inglese. Nel 2016/17, nonostante una buona partenza iniziale, i gialloneri perdono colpi. Ed è qui che il genio imprenditoriale di papà Weaver si dimostra fondamentale: capisce che i tempi sono cambiati, e che per la crescita del club è necessario un salto in avanti. E decide che dalla stagione successiva la squadra diventerà professionistica, con contratti full time. Molti giocatori che hanno già un lavoro stabile decidono di andarsene, ma molti altri vengono comprati da serie superiori, soprattutto difensori e centrocampisti, in ossequio al pragmatico difensivismo del manager (ormai non più “player”) Simon Weaver.
Il 3 luglio 2017 è la data del primo allenamento storico sul terreno di Wetherby Road del “nuovo” Harrogate Town AFC, ora club “Pro”. E da lì è un’escalation da brividi. Al termine della stagione l’Harrogate vince infatti i Play off battendo il Brackley Town e viene promosso in National League, e dopo un 6° posto la scorsa stagione (ma con sconfitta contro il Fylde nelle eliminatorie dei Play off), quest’anno la favola si completa: l’epidemia di Coronavirus interrompe a marzo il campionato, ma grazie alla media punti di 1,78 a partita l’Harrogate finisce al 2° posto e guadagna l’accesso ai Play off partendo dalle semifinali, nelle quali batte 1-0 il Boreham Wood. L’impresa di domenica sera, con il 3-1 in finale alla leggenda Notts County e l’ingresso trionfale in League 2 e quindi per la prima volta nella Football League inglese, è ormai già entrata nella storia del calcio inglese, con Simon Weaver che in un colpo è diventato - ad appena 42 anni - l’allenatore di tutto il calcio professionistico inglese di più lunga militanza con la stessa società.
Ora il club dovrà mettere mano al portafoglio per rifare il terreno del vecchio Wetherby Road da quasi 4.000 posti, un campo polifunzionale con l’erba sintetica 3G, impiantando l’erba naturale come da specifiche regolamentari della Football League. E, visti i tempi strettissimi prima del via ufficiale della prossima stagione (sabato 12 settembre), iniziare a giocare “in casa” altrove per qualche mese: un sacrificio più che accettabile per la prima, storica stagione d’esordio come “League club”.