L’Atalanta asfalta la Lazio e vola in vetta

I recuperi della 1ª giornata di campionato

di Mauro Grimaldi

Quasi quasi verrebbe da dire «Io speriamo che me la cavo», almeno a vedere i 15 positivi del Genoa (12 giocatori e 3 dello staff) che onestamente mi sembrano tanti per una sola squadra. Soprattutto in funzione dei rigidi protocolli osservati dalla serie A, che dovrebbero garantire un monitoraggio continuo. Quindi anche i tamponi a “go-go”, i test sierologici e le capillari sanificazioni non offrono garanzie sufficienti. Questo evidentemente gioca a favore del Comitato Tecnico Scientifico e del Ministro Spadafora, il cui obiettivo già dichiarato è di soprassedere ad una apertura più allargata del pubblico negli stadi.
Per cui, ho l’impressione che dovremmo rassegnarci ad un campionato con 2 classifiche, quella sportiva e quella per Covid (anche Keita Baldè della Samp è positivo). Qui non esistono colpevoli. Né è il caso di cercare responsabilità. Siamo di fronte a una situazione complessa e questo è un ulteriore segnale, se ce ne fosse bisogno, che bisogna tenere alte le difese se non vogliamo fare la fine di Spagna, Francia e Inghilterra.
A questo punto ci sarebbe da chiedersi se il sistema sarebbe a rischio di fronte a un’impennata ulteriore del contagio. L’AD della Lega, De Siervo, ha evidenziato come le perdite ad oggi sono di 500 milioni di euro, una cifra pesantissima che incide profondamente nel modello economico del calcio, soprattutto della serie A che non dimentichiamo è il motore trainante del movimento. Ma questo lo sanno tutti.
Il tema è che il calcio è schiacciato tra due spinte contrapposte, da una parte quella di garantire la sicurezza e la salute della gente, dall’altra quella di garantire la tenuta del sistema. Come del resto tutto il settore industriale. Difficile fare previsioni. La FIGC, in ogni caso, ha riequilibrato l’impatto dei controlli sulla gestione dei controlli stabilendo che il tampone verrà effettuato solo 48 ore prima della partita, come del resto è previsto nelle competizioni internazionali.
A questo punto, il dubbio è che le aree di probabile contagio per i calciatori attengano a luoghi fuori dell’ambito prettamente sportivo, probabilmente alle loro frequentazioni private. Nessuno può impedire a questi ragazzi di gestire il loro tempo libero, ma forse un richiamo al buon senso non farebbe male.
Passiamo ad altro. Il Ministro della Salute Speranza (già il nome dovrebbe incoraggiare) ha dichiarato che per vedere un po’ di luce ci vorranno almeno 6 mesi, ergo nessuna illusione fino al termine del campionato che dovrà essere gestito con la massima cautela, come del resto tutte le altre cose che ci circondano. Certo, questa storia del Genoa alza i livelli di allerta, «una tegola a ciel sereno» come ha detto, con molta fantasia, il Ministro Spadafora, ma in ogni caso mantiene il punto e ribadisce che al momento non ci sono le condizioni per fermare il campionato (in contraddizione con il sottosegretario alla salute, Sandra Zampa, che rema invece in senso contrario). In tutto questo la logica portava a rinviare la gara Genoa-Torino e così è stato.
Intanto si sono giocati i 3 recuperi a conclusione della prima giornata, che hanno confermato la solidità dell’Inter (5-2 a Benevento) e la conferma della grande qualità dell’Atalanta che è andata a stravincere all’Olimpico, con la Lazio, per 4-1. A questo punto, partendo dal postulato che per definizione la squadra da battere sia la Juventus, sia Inter che Atalanta sono le due più accreditate concorrenti dei bianconeri a cui, a qualche lunghezza di distanza aggiungerei il Napoli. Ma ripeto, in questa corsa verso lo scudetto, avrà una parte importante lo sviluppo che interesserà l’epidemia in atto.
Lascio la Lazio un po’ indietro non tanto per la sconfitta di mercoledì sera, ma per la mancanza di una strategia di mercato che ha lasciato Simone Inzaghi in difficoltà, accentuando le criticità che sono emerse lo scorso anno dopo il lockdown. Del resto - mi sembra di averlo già detto -le 5 sostituzioni sono una novità sostanziale anche ai fini del risultato. Prendete ad esempio proprio l’Inter - che ha una panchina lunghissima e di qualità - che con il Benevento ha effettuato tutte e 5 le sostituzioni facendo entrare Barella, Eriksen, Perisic, Brozovic e Lautaro. Praticamente un’altra squadra titolare. Scusate se è poco. Ecco perché quest’anno Conte non può fallire. Sarebbe imbarazzante.
Registriamo anche la prima storica vittoria dello Spezia in serie A ottenuta alla Dacia Arena per 2-0 contro un’Udinese già in affanno. Da segnalare che da metà del secondo tempo i liguri erano rimasti anche in 10 uomini per l’espulsione di Terzi. Doppietta di Andrej Asenov G?l?binov (sembra un personaggio di Dostoevskij), onesta punta bulgara di 31 anni con all’attivo un paio di centinaia di gol nella sua carriera, segnati con le 15 squadre che ha cambiato e spaziando dalla serie C alla serie A. Va bene così, il calcio non è solo dei Ronaldo e dei Messi, ma è fatto anche di questi carneadi del pallone ancora in grado di strappare qualche sorriso.



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