La politica italiana si schiera: dal centro-destra si invocano riaperture

Le parole del Premier Mario Draghi: «Le prossime settimane devono essere di riaperture, ma in sicurezza»

Il tema più dibattuto nell’attualità politica ed economica è quello delle riaperture delle attività produttive. Le recenti e vibranti proteste di piazza degli esercenti di pubblici esercizi rappresentano un campanello d’allarme troppo forte per poter essere ignorate e segnano un clima di evidente esasperazione nel tessuto socio-economico del Paese. AGIMEG ha cercato di mettere ordine nelle tante dichiarazioni di questi giorni, che in qualche modo delineano uno schieramento sempre più netto di una grande maggioranza dell'arco parlamentare, con il centro-destra (ma non solo: anche Italia Viva e Azione) che a gran voce chiede date certe per le riaperture
A farsi portavoce, all’interno del governo, della necessità di ripartenza delle attività e della possibilità di convivenza con il virus in questa fase è Matteo Salvini, leader della Lega che nei giorni scorsi ha dichiarato: «I dati scientifici e i dati medici, per fortuna, in diverse zone d’Italia permetterebbero già dal mese di aprile di ricominciare a lavorare. Se la situazione sanitaria è positiva già da aprile, cosa diciamo a queste migliaia di lavoratori? Che devono aspettare un mese perché la scienza vale quando si chiude ma non vale quando si apre? Se la scienza è scienza quando diventi “zona rossa” e chiudi, la stessa scienza rimane scienza quando torni “zona gialla” e puoi riaprire». Le Regioni e Province autonome che potrebbero ripartire in sicurezza secondo il leader del Carroccio sono: Trentino, Alto Adige, Veneto, Umbria, Marche e Abruzzo.

Matteo Salvini, leader della Lega

Gli ha fatto eco il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha affermato come sia necessario verificare nuovamente i dati a metà aprile per poter capire se ci sono gli spazi per una riapertura nella seconda parte del mese. Tesi ribadita anche dalla collega di Forza Italia e Ministro per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, secondo la quale «qualcosa si potrà riaprire già dal 20 aprile».
«Bisogna risarcire settori come la ristorazione, lo sport e l’agricoltura, che non stanno lavorando a causa delle chiusure. Nel frattempo vanno organizzate le riaperture dove i dati dei contagi lo consentono per aprire già nella prima settimana di maggio» ha invece detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, ai microfoni del Tg3.
Leggermente più prudente il leader di Cambiamo, Giovanni Toti, che nei giorni scorsi ha affermato che «per la prima settimana di maggio si può pensare a vaste riaperture per questo Paese».
Al coro per le riaperture si è unito anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha affermato: «Penso e spero che sia arrivato il momento di iniziare a ripartire. Credo anche che la svolta psicologica per il Paese arriverà soprattutto con l’abolizione della misura del coprifuoco e la riapertura dei ristoranti, dei teatri, degli spazi di socialità la sera. Solo allora inizierà l’uscita dal tunnel di questa lunga depressione».

Matteo Renzi, leader di Italia Viva

Decisamente più cauto il Partito Democratico, che per bocca del nuovo segretario nazionale, Enrico Letta, invita a «non generare aspettative che poi finiscono per essere frustrate». Tesi ribadita anche dall’ex segretario e attuale presidente del Lazio Nicola Zingaretti che sostiene come priorità principale sia la sconfitta del virus per poter tornare a riaprire tutto.
All'interno del PD c'è però chi come il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, in un'intervista sul Corriere della Sera, prova a mediare: «Dobbiamo vaccinare adesso e dovremo farlo nei prossimi anni, quando probabilmente servirà fare i richiami. Sulle riaperture è bene non illudere nessuno, ma bisogna preparare un piano. Dove la curva scende sotto le soglie di rischio, i reparti si liberano e le vaccinazioni proseguono rapide, bisogna creare le condizioni per possibili riaperture in sicurezza».

Stefano Bonaccini (PD), Governatore dell'Emilia Romagna

Dello stesso avviso di Letta e Zingaretti il Ministro della Salute e leader di Liberi e Uguali, Roberto Speranza, che al convegno “Riapri Italia. La sfida è oggi” organizzato da Fratelli d’Italia ha dichiarato: «Credo che nelle prossime settimane si possano creare le condizioni per un percorso graduale, cauto, che, in sicurezza, ci porti a una stagione diversa da quella passata. Non c’è ripartenza contro la tutela di salute. Se non si vince la battaglia sanitaria non c’è ripartenza economica. Le due cose si tengono insieme». Speranza ha poi ricevuto l’appoggio dell’alleato Pier Luigi Bersani (Articolo 1) che in un colloquio con il Premier Mario Draghi, ha affermato che «non si possono scaricare le tensioni su chi ha il compito di tutelare la salute degli italiani in questa fase».
Anche il Movimento 5 Stelle si accoda a PD e LeU con le parole del deputato Stefano Buffagni che invitano alla calma e alla cautela: «Per noi  sulle riaperture va seguita la curva dei contagi, perché su queste cose non si scherza. Dopodiché bisogna accelerare con i ristori alle imprese e far correre il piano vaccinale».
Carlo Calenda (leader di Azione) spinge invece per una riapertura per il 15 maggio dopo aver messo «in sicurezza chi rischia di più con almeno una dose: gli over 70 e tutti i soggetti identificati come vulnerabili dal piano vaccinale del Governo».
«I dati sull’occupazione e sulla crisi di imprese, artigiani e commercianti - ha proseguito Calenda - dimostrano che stiamo arrivando oltre la soglia di tenuta sociale, abbiamo perso un milione di posti di lavoro e ulteriori 300mila imprese sono a rischio».
Arriva poi netta la voce dall’opposizione di Fratelli d’Italia che chiede un’immediata programmazione delle riaperture e con Giorgia Meloni sottolinea come le chiusure e il lockdown non siano la normalità. «Ogni giorno che passa è un colpo di mannaia al sistema produttivo italiano, la questione delle riaperture non può più essere rimandata. Andiamo incontro alla bella stagione e numerosi studi confermano che all'aria aperta le possibilità di contagio sono rare: in attesa della riapertura totale, perché non riaprire subito bar, pub e ristoranti con spazi esterni, anche di sera almeno fino a mezzanotte, continuando a seguire i protocolli? Occorre un radicale cambio di passo nel Governo: gli imprenditori ormai sanno bene che chi di chiusure e speranza vive, di chiusure di Speranza muore» ha detto la leader di Fratelli d'Italia.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia

Ora la palla è in mano al presidente del Consiglio, Mario Draghi, che nella conferenza stampa della scorsa settimana ha ribadito di essere consapevole della «situazione di bisogno a dir poco, spesso di disperazione, dei cittadini» e che sia «normale chiedere le aperture: la miglior forma di sostegno per l’economia non sono i sostegni del Governo, ma le riaperture, e questo è quello che chiedono tutti». Draghi ha lanciato un segnale di speranza sostenendo che «le prossime settimane devono essere di riaperture, ma in sicurezza».



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