La Juve si suicida in casa con il Benevento: scudetto addio

Bianconeri a -10 dall’Inter (fermata dal COVID), mentre Milan, Atalanta e Napoli hanno già iniziato lo sprint per i posti Champions

di Mauro Grimaldi

Chiarita (?) la vicenda Astrazeneca ci prepariamo ad affrontare la più grande vaccinazione di massa dal dopoguerra. Come si dice, adulti e vaccinati. Il Generale Figliuolo ha detto che a metà aprile arriveremo ad una media di 500mila vaccini al giorno. Magari fosse, mi accontenterei anche di qualcosina in meno. In ogni caso, se questo fosse rispettato consentirebbe di arrivare ad una immunità di gruppo (non mi piace la parola “gregge”) verso la fine dell’estate o giù di lì.
Personalmente mi fido, fermo restando il rispetto dei piani di approvvigionamento dei vaccini da parte delle case farmaceutiche e in attesa del Johnson & Johnson (già sbloccato) e dello Sputnik (da sbloccare).

Comunque, mi sento ottimista, il che mi fa vedere più roseo il futuro del nostro calcio, nonostante il tentativo di scippo degli Europei da parte dell’Inghilterra, che si dice pronta ad ospitare il torneo con stadi aperti al pubblico. No comment. Anche perché, se ci pensate bene, con tutti i casini che abbiamo - non ultimo le positività nell’Inter - i campionati di calcio di serie A, B e C sono gli unici che hanno dato un senso di normalità a tutto questo, dando continuità alle partite nonostante le chiare difficoltà che le squadre hanno incontrato in questi mesi. Non solo, ma questo, a differenza dei campionati monocolore precedenti, è risultato più avvincente ed equilibrato, ridando alla gente quel gusto ad una partecipazione equilibrata.

E questo a prescindere dai risultati in campo internazionale dei nostri club, in particolare in Champions, dove l’unica delusione, secondo me, è l’Inter, squadra attrezzata per arrivare in fondo. Lazio eAtalanta, onestamente, possono fare i fenomeni in Italia, ma sul piano internazionale il confronto è improbabile per cui l’eliminazione delle due non desta alcuno stupore.

Forse quello della Juve, ma come ho già detto tempo fa c’è anche un po’ di sfortuna in una squadra a cui la fortuna, onestamente, è sempre stata vicina. Perché in tornei del genere, ad eliminazione diretta, la fortuna può incidere e alle volte una vittoria non può bastare. In ogni caso riprenderemo questo discorso l’anno prossimo.
In Europa League, invece, siamo rimasti “uno”. Il Milan si era illuso dopo il rocambolesco pareggio a Manchester, ma in maniera altrettanto rocambolesca ha perso in casa, per cui è fuori. A difendere l’onore patrio è rimasta solo la Roma, direi con merito, che si è imposta anche nella gara di ritorno con lo Shakhtar (2-1) con doppietta di Borja Mayoral, e adesso si prepara ad affrontare l’Ajax ai quarti.
Passiamo al campionato, dove pesa il rinvio di Inter-Sassuolo per COVID, a sottolineare come il difficile momento di passaggio si sposa con la grande volontà di andare avanti.

Vorrei iniziare con la sconfitta della Juve in casa con il Benevento (!?) che evidenzia, in modo drammatico, una stagione totalmente storta, anche perché non capisco se abbia vinto il Benevento o abbia perso la Juventus. Adesso è troppo facile scaricare tutte le colpe su Pirlo, gettato nell’arena del Colosseo ad affrontare i leoni a mani nude. Le responsabilità vanno ricercate più in alto e la sintesi è nelle parole di Sarri quando ha sbattuto la porta e se ne è andato: «E’ una squadra inallenabile». Diciamo che dopo 10 anni di successi (casalinghi) la squadra ha bisogno di un nuovo progetto, mettendo da parte le figurine e iniziando un percorso serio. Chiaramente il discorso scudetto è chiuso (anche se mi ero illuso di allungare la suspence, chiaramente a livello accademico.)

Il buon Milan, che ultimamente ha preso schiaffi da tutte le parti si riscatta andando a vincere a Firenze e consolidando il 2° posto che adesso resta il suo obiettivo principale. Continua invece a vincere l’Atalanta (2-0 a Verona) agganciando la Juve al 3° posto, viaggiando a media scudetto. Credo che un posto in Champions non solo se lo meriti, ma se continua così non glielo toglie nessuno. Tra i “nessuno” ci sono Roma e Napoli, che si sono affrontate all’Olimpico in una sorta di spareggio degli inseguitori. Vince il Napoli (2-0) e qualcuno dovrà chiedere scusa a Gattuso per come l’ha trattato circa un mese fa. La Roma, ahimè, è entrata in stato confusionale. Una squadra a due volti, capace di andare a vincere in Ucraina e a perdere con il Parma e il Napoli. A questo punto qualche dubbio su Fonseca c’è e l’unico modo per salvare la panchina è riagguantare il 4° posto, ma la vedo molto dura.

Bene la Lazio, che passo dopo passo, sta riagganciando il gruppo, ma anche per lei la distanza è ancora molta e poi c’è da capire come andrà a finire la faccenda dei tamponi. Ho la vaga impressione - a meno di un’accelerazione del Napoli - che il prossimo anno la Champions League sarà appannaggio soltanto di formazioni del Nord.
Andiamo al piano di sotto. Il Parma, che domenica scorsa aveva battuto la Roma lasciando a bocca aperta tutti (perfino se stessa), ha perso in casa con il Genoa (2-1) del buon Ballardini che di queste occasioni va a caccia.

Motivo di più, per i giallorossi, per fare un serio esame di coscienza. Difficile, invece, la diagnosi per gli emiliani che ricordano tanto quel pugile suonato che all’angolo, rivolgendosi al suo secondo, disse «Come sto andando?» al che il secondo rispose «Se l’ammazzi fai pari!»… Idem per il Cagliari, che dopo una partenza a razzo con l’arrivo di Semplici si è afflosciato un’altra volta andando a perdere a La Spezia per 2-1 e allargando ancora di più la forbice dal quartultimo posto, utile per restare in “A”, anche se il Torino non riesce ad approfittarne perdendo l’ennesima partita a Genova con la Samp (1-0).

È vero, comunque, che i granata debbono recuperare 2 partite, ma non stanno in una botte di ferro. Chiude tristemente la classifica il Crotone, sconfitto in casa dal Bologna dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio di 2 gol.



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