La Champions League femminile compie un gigantesco passo verso il professionismo

Più soldi per chi arriva in fondo alla massima competizione continentale, ma anche - a cascata - per gli altri club della stessa Lega che non partecipano però alle Coppe Europee

La UEFA Women’s Champions League compie un “passo da gigante” verso il professionismo e una maggiore ricchezza globale di tutto il movimento. Con le riforme decise la scorsa settimana, le squadre di calcio femminili di tutta Europa riceveranno un aumento di 24 milioni di euro quando la rinnovata UEFA Women’s Champions League entrerà in vigore la prossima stagione, con la somma da redistribuire ai club di tutto il continente
Il nuovo modello di sviluppo, che è stato approvato dal Comitato Esecutivo dell'UEFA la scorsa settimana, durerà dalla stagione 2021/22 fino al 2025, con la Federazione continentale che stima che ogni squadra partecipante alla fase a gironi beneficerà di una quota minima di 400.000 euro
Inoltre, ricorda l'autorevole Insider Sport, l'autorità calcistica europea ha anche confermato che il 23% della somma totale sarà disponibile attraverso “pagamenti di solidarietà” alle squadre che non partecipano al torneo ma i cui campionati nazionali sono rappresentati in Champions League, con il denaro reinvestito nello sviluppo del calcio femminile. 
I pagamenti verranno calcolati in base a quanto progrediscono i club che rappresentano i rispettivi campionati nazionali, il che significa che migliori sono le prestazioni delle varie squadre (e più lungo sarà il loro percorso nella massima competizione continentale), maggiori saranno i pagamenti di solidarietà e i benefici agli altri club membri della loro Lega. 

Claire Bloomfield, Responsabile del calcio femminile presso la European Club Association (ECA), ha commentato: «Questo è un momento straordinario nella storia delle competizioni per club femminili e testimonia quello che un approccio collaborativo tra ECA e UEFA può realizzare.  Il sussidio incrociato delle competizioni europee per club maschili, i premi in denaro notevolmente migliorati, oltre a un approccio progressivo ai nuovi media della competizione e ai diritti di sponsorizzazione, cambieranno in modo significativo la realtà finanziaria per i club femminili in tutta Europa»

Il nuovo modello di sviluppo del calcio femminile europeo è stato inoltre rafforzato dal primo sussidio incrociato della Champions League maschile - anch'essa, com'è noto, in fase di riforma dopo la “tempesta Superlega» - che secondo il popolare quotidiano inglese “The Guardian” si stima si aggiri intorno ai 10 milioni di euro.



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