King Wincent: il giovane stratega che studia da analista ogni singolo match

«Gli sport che preferisco sono tennis e calcio: nel primo devi mettere sotto la lente di ingrandimento tutti i “Testa a testa” tra 2 giocatori, nel secondo bisogna riconoscere le quote palesemente sbagliate»

di Carlo Lazotti

Al di là delle varie esperienze calcistiche amatoriali, e della professione che mi ha poi portato a vedere migliaia e migliaia di match allo stadio e in TV, vedo partite di calcio dall’età di 5 anni e mezzo, da quando - sulle ginocchia di mio padre ed in via del tutto eccezionale, vista l’ora tarda - mi ritrovai ad esultare per Italia-Messico 4-1, quarti di finale dei Mondiali del ’70.
Da allora è passato giusto mezzo secolo esatto, e in tutto questo tempo non ho mai fatto fatica a capire se l’interlocutore di turno che ho davanti è un semplice appassionato, un tifoso troppo acceso, qualcuno che “sa di pallone” o uno che capisce veramente di calcio. E quando te ne trovi davanti uno che ha poco più di vent’anni, ti rendi veramente conto di come - in tutto questo tempo - siano davvero cambiate le cose, grazie alla TV, a Sky Sport, al web, agli smartphone e alla capacità di interagire in pochi nanosecondi con tutto il mondo, accedendo a qualsiasi banca dati planetaria, sia pur incentrata su un pallone che rotola su un rettangolo verde.
E’ bastata mezza puntata di “Tip Stop”, l’interessante trasmissione sul betting e sui pronostici in onda il lunedì, il mercoledì e il venerdì su SportItalia (canale 60 del Digitale terrestre), e di cui Agimeg è partner come giudice del contest tra i vari tipsters ospitati, per rendermi conto subito che quel ragazzo educato, dal viso pulito e dai modi gentili, era davvero “qualcuno”.
E Vincenzo Vigilia, in arte “King Wincent”, ha tutto per diventare quello che preferisce: dal tipster ancor più affermato e di fama mondiale (ce ne sono tanti, nel mondo, basti pensare al canadese Dan Weston nel tennis, o a Russell Blair nell’ippica d’oltre Manica…), al senior analyst di un grosso club professionistico, visto che in molti casi l’analisi statistica pre-match ai fini di un pronostico finisce per collimare con il lavoro degli analisti all’interno dello staff di un allenatore di alto livello.
Conoscere Vincenzo e decidere di saperne di più su di lui, sulle sue passioni, sui suoi “metodi” e sulle sue strategie di gioco è stato un tutt’uno, visto che non capita spesso di trovare un ventenne con già quasi 100mila followers tra Instagram e Telegram…

  • Vincenzo, com’è nata questa passione per le scommesse sportive?
    «E’ una passione nata sin da piccolo. Ho sempre cercato di capire quale squadra fosse migliore dell’altra, e perché. Anche a scuola, con i miei amici. E dai 13-14 anni mi sono appassionato ai pronostici delle partite di calcio e tennis che seguivo in TV, scoprendo che - anno dopo anno - diventavo via via sempre più bravo nell’azzeccare il favorito di un match. Con la maggiore età ho cercato di capire bene come gestire le varie puntate, anche se - soprattutto all’inizio - è facile andare fuori controllo con il proprio budget».
  • Quand’è che hai capito che poteva diventare, se non una “professione” tout court, quanto meno un’attività che aveva un certo seguito?
    «Avevo appena compiuto 19 anni, e lo scorso autunno ho cominciato a creare una pagina: vittoria dopo vittoria scopri che la gente comincia a parlare di te e ti fa crescere nei numeri, sempre di più. E questa sfida personale con me stesso e con altri tipster che vedevo in giro - di cui non mi sentivo inferiore - è stata alla fine vinta con 70mila followers su Instagram».
  • Ti sei dedicato sin da subito al calcio o hai anche altri sport sui quali ami elaborare puntate?
    «In realtà mi piacciono tutti gli sport che si possono giocare. Seguo anche la Formula 1, oltre a calcio e tennis, del quale mi piace studiare anche le motivazioni psicologiche: se - ad esempio - un tennista vince per 3 set a 2 un match quanto mai combattuto del Grande Slam, in quello seguente potrebbe avere un vistoso calo psicologico, oltre che fisico…».
  • Curiosando sul tuo account Telegram ti ho visto piazzare anche una puntata vincente sul… ping pong!
    «Quella era una quota palesemente sbagliata: doveva essere a non più di 1,20, e invece era offerta molto più alta. Tra l’altro i confronti precedenti tra i due giocatori erano tutti a senso unico, e quindi mi ci sono buttato. A volte esistono questi confronti che vanno sempre in una stessa direzione: anche nel tennis, ad esempio, un “big server” può essere sofferto da alcuni avversari ma da altri, che magari hanno nella risposta al servizio una delle armi migliori, no. E così via. Occorre sempre confrontare i vari giocatori, le loro caratteristiche di gioco e la “storia” dei loro confronti».
  • Quindi è tutt’altro che un impegno “part time”: quante ore dedichi ogni giorno a questa attività?
    «Tante ore. Ma allo smartphone, non al PC. Lo preferisco perché è molto più veloce, e così facendo posso anche interagire, facendo “indagini” in giro con chi mi dà informazioni supplementari, magari via WhatsApp. Prima di fare una giocata impiego almeno 2-3 ore in ricerche».
  • Tutto pre-match o anche in “live”?
    «Nel tennis diventa fondamentale giocare “live”. Durante il match capisci tante cose. E’ il mio sport preferito, anche più del calcio, nel quale devi necessariamente aspettare più tempo per avere stati di forma, indiscrezioni, formazioni ufficiali, ecc. Il tennis è più semplice: o l’uno o l’altro».
  • Di quante giocate si compone un tuo weekend “normale”?
    «Prima giocavo tanto, se non troppo. Ora preferisco fare e dare poche giocate, ma buone. Massimo 3 pre-match, anche per dare ai followers la possibilità di godersi la giocata, cosa che sarebbe più difficile fare con 10 multiple piene di partite di tanti campionati diversi».
  • Veniamo ad un centro particolarmente geniale, di questi giorni. Ti ho sentito parlare di questa cosa a “Tip Stop”, durante la trasmissione di SportItalia, e ho poi rivisto i tuoi ragionamenti su Telegram, addirittura con tanto di breve messaggio audio con il quale hai spiegato agli iscritti del tuo canale il “perché” eri arrivato a quella convinzione. Hai voluto addirittura condividere il tuo pensiero, portarli a ragionare - come avevi fatto tu - sull’esito di quella particolare scommessa. E stiamo parlando dei calci d’angolo di Genoa-Juventus…
    «La cosa fondamentale, prima di tutto, è farsi un’idea della partita: si gioca a Marassi sì, ma senza pubblico, e il Genoa affronta la capolista con i vari Cristiano Ronaldo, Dybala, Douglas Costa, due terzini con Danilo e Cuadrado… Eppure la quota per la vittoria della Juve nei corner era incredibilmente 1,83! Ma come?! Quella è una squadra di fenomeni che tiene quasi sempre la palla, che ti attacca continuamente, ti pressa, recupera il pallone nella tre quarti avversaria e va sempre al cross persino con gli esterni bassi… Ma come si fa ad offrire la Juve vincente nei corner sul Genoa a 1,83?!».
  • E infatti è stato come “sparare sulla Croce Rossa…
    «Al 20’ di gioco stavano già 6 angoli a 0 per la Juve (ride, ndr), con CR7 che stava prendendo a pallonate il povero portiere Perin da ogni zona del campo. Infatti, al triplice fischio, il computo dei corner è finito 9-2 per i bianconeri:?una quota davvero regalata e tanti complimenti da parte dei followers, che hanno vinto insieme a me».
  • Tra l’altro, molto più remunerativa questa, di giocata, che il semplice «1X2» magari in combo con qualcos’altro…
    «Sì: il “2” della Juve era a 1,40 (quota troppo alta anche quella…), ma ad esempio quelli che hanno puntato su un “Parziale/Finale 2/2” alla fine hanno perso, visto che il gol di Pinamonti nel finale ha riequilibrato almeno i secondi 45’ di gioco».
  • Ti capita mai, invece, di elaborare delle “multiple” sul calcio?
    «Mi capita tante gente che me le chiede. Così come mi chiedono di andare ai raddoppi, anche solo per puntare 10 euro e vincerne 20. La gente oggi sa che se vuole divertirsi, vincere qualcosa e soprattutto non buttare soldi, deve giocare in modo più performante. Le “multiple” sono uno strumento ad hoc dei bookmakers per cercare di portarti ad esagerare e a sbagliare. Per quello mettono continuamente così tanti “bonus multipla”:?per invogliarti ad inserire sempre più squadre e portarti poi ad aumentare considerevolmente il margine di errore».
  • Ci sei passato anche tu, per una fase del genere?
    «Come no (ride, ndr)?! Ti racconto questa: a 18 anni faccio una multipla pazzesca da 20 euro sui piazzamenti finali in un Gran Premio di Moto3, Moto2 e MotoGP, dopo aver lungamente studiato piazzamenti, prestazioni, velocità delle moto, storia recente di quel circuito… Ebbene, centro tutto in Moto3, poi faccio en plein anche in Moto2, e tutto va per il verso giusto anche in MotoGP, con i piloti tutti correttamente nelle posizioni da me immaginate prima del via. Se non che, all’ultimo giro, Dovizioso viene superato da Crutchlow, che fino a quel momento, e per tutto il Gran Premio, era sempre stato abbondantemente dietro senza mai impensierirlo. Ho perso tutto (oltre 3.500 euro di vincita!) per un solo pilota, a 3 curve dal traguardo, dopo aver centrato perfettamente - in pratica - 3 diversi Gran Premi. Assurdo».
  • Quindi ti senti di consigliare a tutti i tuoi followers di lasciar perdere le multiple lunghissime, per evitare che vivano anche loro delusioni così cocenti…
    «A loro direi ad esempio di evitare di giocare sempre tutte le favorite. Se mi quoti il segno “1” di Barcellona-Getafe a 1,25, quella quota non ha valore. E all’interno di una multipla non ha senso. Bisogna iniziare ad usare la testa per giocare, e per non buttare i soldi. Perché si rischia tanto anche solo per la legge dei grandi numeri, o per una partita svogliata o sfortunata da parte di una “big”, di non arrivare a dama per l’esito a bassa quota di un match che doveva essere scontato, ma che tale alla fine non è mai, visto che entrano in gioco tanti fattori».
  • A questo punto diamo un consiglio ai lettori di SPORTextra sulla stretta attualità di questo weekend…
    «Mah, così su due piedi, come ti ho detto è difficile, perché bisogna studiare prima le situazioni delle squadre e soprattutto vedere quello che succede in questo weekend… Se vuoi, parliamo di Lazio-Milan, che è poi il big match della 30ª giornata. La squadra di Simone Inzaghi sarà senza Immobile e Caicedo, squalificati, con il solo Correa lì davanti e una profondità di gioco decisamente diversa rispetto a quando c’è Immobile. Probabilmente saranno 2 assenze che peseranno: in questa gara i biancocelesti - che rispetto alla Juve hanno una rosa molto più ristretta - rischieranno un po’ di più…».
  • E invece nel panorama generale della Serie A c’è qualche formazione che ti senti di consigliare per il futuro? Magari qualche esito «Goal» in più (d’altronde in questa seconda parte di stagione post COVID-19 si sta segnando tantissimo…) da parte di squadre meno attrezzate?
    «Avendo ormai visto 3 partite di tutte le squadre di “A” dopo la ripartenza, ce ne sono effettivamente alcune che non hanno più nulla da chiedere alla stagione, e possono giocare libere di testa:?penso al Verona, che è addirittura 8° ad un punto dal Milan e che potrebbe persino inserirsi nella lotta per l’Europa League, ma anche al Sassuolo di De Zerbi, 12° e ormai praticamente salvo con largo anticipo. Si tratta di due squadre che lottano, corrono, giocano sempre a viso aperto e - per esempio anche il Verona di Juric - sempre proiettate in fase offensiva, proprio perché non devono pensare ai punti da mettere in cascina. Tra le pericolanti, forse il Genoa potrebbe risalire un po’ nelle prossime giornate. Ma c’è poi un’exploit particolare che mi intriga non poco…».
  • Un exploit particolare? Sentiamo…
    «L’Atalanta. Parlo della vittoria della Champions da parte dell’Atalanta. Sì, lo so che può sembrare assurdo, ma per come sarà il torneo finale, per il fatto che si giocherà senza pubblico, vedendo come sta bene la squadra di Gasperini, io un pensierino all’antepost ce lo faccio. Tra l’altro il tecnico bergamsco tra un po’ comincerà a fare turnover, a centellinare le forze, e in quelle sfide secche - se fisicamente arriva bene - l’Atalanta attuale è praticamente in grado di battere chiunque. Forse solo il Manchester City, che sa fare possesso palla, può neutralizzarla, visto che i giocatori dell’Atalanta soffrono un po’ le formazioni tecniche che riescono a farli correre a vuoto, ma per il resto non li vedo inferiori a nessuno».
  • E tu Vincenzo? Come ti vedi, invece, nel prossimo futuro? Tipster di fama Mondiale? Analista? Scout? Detto che José Mourinho ha praticamente iniziato così…
    «Qualsiasi cosa di quelle che hai elencato sarebbe affascinante. Per l’immediato mi auguro solo che l’Italia torni in fretta quel bellissimo Paese che è, purtroppo non sempre apprezzato e sfruttato al meglio come dovrebbe invece essere».