In coda ci vorrebbe un clone di Ballardini per Toro e Cagliari

Tutte le big in una manciata di punti, e questa giornata non ha fatto eccezione

di Mauro Grimaldi

Per chi, come me, di pagliacciate ne ha viste tante, non può che sorridere di fronte all’ennesimo gioco delle tre carte della politica che, dopo una crisi di governo da avanspettacolo, si sta preparando a rimettere le cose come erano prima. Sono scene già viste che mi riportano con la memoria alla disillusione del vecchio principe di
Salina e allo scetticismo sui cambiamenti che avrebbe dovuto portare il
nuovo corso risorgimentale. Quindi, aspettiamoci che tutto cambi perché tutto rimanga così com’è.

Come se non bastasse, a questo scenario inquietante e grottesco, si uniscono i rumors che arrivano dall’UEFA sul prossimo Campionato europeo che, come molti sapranno, è stato rinviato al prossimo giugno. Il tema è se conservare il format originario, cioè un campionato organizzato in 12 Paesi diversi (tra cui l’Italia che dovrebbe ospitare la gara inaugurale) o, come starebbe valutando Aleksander Ceferin, il capo del calcio europeo, di far disputare il torneo in un’unica nazione (Russia?) mettendo in atto un rigido protocollo sanitario. La decisione dovrebbe arrivare all’inizio di marzo, ma le varianti sono troppe e imprevedibili.
Credo, in ogni caso, che sia inutile fasciarci la testa in questo momento, visto che comunque non siamo neanche in grado di sapere cosa succederà la prossima settimana.
Intanto - e questo deve essere sottolineato - il campionato ha effettuato il giro di boa, il che non era così scontato. Lo ha fatto senza particolari problemi dando vita ad uno dei tornei più interessanti degli ultimi 15 anni. E’ vero, lo abbiamo detto e ridetto, magari con qualche precauzione nella logica che prima o poi qualcuno sarebbe andato in fuga. Invece non è stato così. Sono tutti lì, in una manciata di punti, e questa giornata non ha fatto eccezione.
Non l’ha fatta per il Milan, che dopo le polemiche settimanali su Ibrahimovic - che qualcuno ha provato a far degenerare nel solito calderone del razzismo - è andato a vincere a Bologna (2-1). Né
per l’Inter, che ha rifilato, come da programma, 4 gol al malcapitato
Benevento a cui non si possono chiedere altri miracoli dopo quelli che ha fatto. Tantomeno alla Juve, che tutti danno sempre per moribonda, ma che continua a fare punti, questa volta a Genova con la Samp (2-0).

Ai bianconeri manca una partita da recuperare, per cui le distanze dalle milanesi potrebbero ridursi al lumicino.
Azzardo, ma secondo me il titolo, quest’anno, se lo giocano queste tre,
con l’Inter leggermente avvantaggiata perché fuori dalle Coppe, ammesso che sia un vantaggio. Dietro, con tutta la buona volontà, non vedo nessuna in grado di viaggiare a media scudetto. Magari, verso aprile, capirò di essermi sbagliato ma al momento resto di questo parere.
Lo dico perché le altre del gruppo, che restano ad un’incollatura, viaggiano tra alti e bassi. L’Atalanta, ad esempio, è andata in bambola e ha rimediato in casa 3 gol dalla Lazio, che nella doppia sfida settimanale, si è tenuta la parte migliore. I biancocelesti, probabilmente, sono la squadra più in forma del momento, in serie positiva da 6 giornate. Giocano un bel calcio, convincono e vincono. Se dovessero tenere questo ritmo sarei pronto a rimangiarmi le mie
previsioni. C’è comunque da dire che la Roma non molla e lo fa con autorità superando il Verona 3-1 senza Dzeko. A proposito, la storia con Fonseca sta diventando grottesca e credo sia opportuno trovare a breve una soluzione per il suo reintegro. I giallorossi hanno 6 punti di ritardo sul Milan e 4 dall’Inter, ma domenica c’è la Juve a Torino e non potranno schierare Pellegrini e, probabilmente, Smalling. Fonseca, a questo punto, potrebbe accelerare l’opzione El Shaarawy. Certo, per la Roma sarà una partita importante per misurare le sue ambizioni. Le milanesi, invece, avranno un turno facile: il Milan in casa con il Crotone e l’Inter a Firenze.
Bene anche il Napoli che supera il Parma (2-0) e regala un siparietto postpartita con un piccolo sfogo di Rino Gattuso, pur nei limiti della signorilità che lo distingue. Detto tra noi, ha perfettamente ragione. Le fughe in avanti del suo presidente sono spesso inopportune e fuori luogo, ma a questo ci siamo abituati.

Intanto, nei quartieri bassi, Ballardini, con il suo Genoa, sta completando il miracolo iniziato poco più di un mese fa.
Stavolta l’ha fatta grossa espugnando il campo del Crotone (3-0) in una partita non semplice e neanche tanto scontata.
La media dei rossoblù va oltre la salvezza: 10 punti nelle ultime 4 gare. Adesso i tifosi possono dormire più tranquilli.
Stesso discorso non vale né per il Torino (1-1 con la Fiorentina), né per il Cagliari (1-1 con il Sassuolo che pareggia al 94’!) che almeno ha interrotto la sequenza di sconfitte. Le due sono appaiate al terz’ultimo posto, quindi in piena zona retrocessione, ma il problema è un altro: non sanno vincere. Il Toro ha vinto 2 partite su 20, i sardi 3.
Per capire, il Benevento ne ha vinte 6, Udinese, Genoa e Bologna 5, che moltiplicate per 3 fanno tanti punti in più.

Fate voi. Poi possiamo anche dire che il campionato è ancora lungo - ma intanto metà se ne è andato via… - che c’è tempo per recuperare e tutti gli altri luoghi comuni che accompagnano questo tipo di situazioni ma, ad oggi, non si vedono segni di reattività, né con i vecchi, né con i nuovi allenatori. Ci vorrebbe un clone di Ballardini per tutte e due.



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