Il Milan supera di slancio anche la prova-Sassuolo

Ben venga Amazon che ha acquisito i diritti per trasmettere in esclusiva in Italia le dirette delle 16 migliori partite del mercoledì sera della Champions League

di Mauro Grimaldi

Un po’alla volta, anche il monopolio di Sky sul calcio si sta disgregando, come dire nulla è eterno. Del resto, le forme monopolistiche sono sempre dannose per il sistema e ben
venga Amazon che ha acquisito i diritti per trasmettere in esclusiva in Italia le dirette delle 16 migliori partite del mercoledì sera della Champions League dove ci sarà sempre una squadra italiana presente nei gironi e, in caso di qualificazione, fino alle semifinali.
Acquisiti anche i diritti per la Supercoppa Uefa.

Mancano all’appello ancora i diritti di altri 121 incontri per la Champions, per i quali sembra favorita Sky, ma non è questo il punto.
L’entrata in scena diAmazon allarga l’interesse per il nostro calcio alle piattaforme streaming, che tra Netflix e Prime Video, hanno
già cannibalizzato il mercato dell’entertainment e soprattutto si rivolgono ad un pubblico giovane abituato a confrontarsi con queste
piattaforme. Va da sé che nella gara sui prossimi diritti televisivi sul nostro campionato si prospettano scenari molto affollati e non è da escludere che possano far parte della comitiva la stessa Amazon, Netflix e Apple. A gennaio uscirà il bando della Lega per il triennio
2021/2024, che si porrà come obiettivo 1,15 miliardi a stagione contro i 973 milioni pagati da Sky (780 per ora, ma manca una rata da 130 oggetto di un contenzioso) e Dazn (193 milioni) per il triennio che si sta concludendo. Ora, comunque vadano le cose, sarà un successo, perché un’offerta diversificata non potrà che accrescere la qualità del
servizio, riequilibrare i costi e allargare la fascia dei fruitori.

Intanto vediamo cosa è successo in questo lungo week-end prenatalizio e iniziamo dal Milan che inizia ad abituarsi all’assenza di Ibra andando a vincere una partita complicata, almeno sulla carta, sul campo del
Sassuolo per 2-1. A questo punto direi che il primo posto, seppure provvisorio, è meritato.
Lo è perché la squadra di Pioli riesce a mantenere un passo da primato nonostante non sia partita tra le favorite e detto tra noi nessun
avrebbe scommesse un cent sulla sua leadership. Eppure, c’è. Anche se giorno dopo giorno ha visto assottigliarsi il suo vantaggio, ma quest’anno scordiamoci le fughe in avanti bulgare, stile Juve. L’Inter, in ogni caso non molla, anche se il suo impegno casalingo con
lo Spezia (2-1) era obiettivamente più semplice, ma nel compito totale tutto fa brodo.

Sontuosa anche la Juve che rifila un 4-0 al Parma, con doppietta targata Cristiano Ronaldo. Con quelli di oggi i gol segnati sono
12, quasi uno a partita (ma vanno escluse le giornate in cui è stato fermo per COVID) il che significa quasi il 50% dei gol segnati dai bianconeri. Non so se è un bene o un male dipendere da un solo uomo, in ogni caso - con il portoghese in campo - l’avversario, per definizione, parte con un gol di svantaggio.

Male, anzi malissimo la Roma, che dopo un bel primo tempo chiuso in vantaggio, incassa 4 gol dall’Atalanta (ma resta 4ª per il rotto della cuffia). Crollo fisico? Potrebbe essere una spiegazione, almeno da quello che si è visto in campo. Il tema, senza cercare alibi, è che per correre dietro alle esigenze dei grandi network televisivi, non rispettando i tempi del necessario recupero, si rischia di snaturare l
spettacolo.

Ma ve la ricordate la differita di un secondo tempo di una partita di serie A, la domenica sera alle 19.30 sulla RAI, rigorosamente in
bianco e nero e con una sola telecamera? No, non credo, però vi garantisco che l’aspettavamo con ansia come aspettavamo le rare partite di Coppa dei Campioni dove accedeva solo la vincente il campionato. Allora InterReal Madrid era un evento, non come adesso
che si incontrano 4 volte l’anno.
Probabilmente sono superato. Anzi, senza probabilmente. Lazio e Napoli hanno chiuso la serata, che ha soddisfatto solo i biancocelesti che vincono 2-0 accorciando le distanze dalla zona Champions. Per il Napoli è la 2ª sconfitta consecutiva. No buono. A farne le spese, mercoledì prossimo, sarà il povero Torino, già inguaiato per fatti suoi, la cui posizione, dopo il pareggio con il Bologna (1-1) diventa complicata (probabilmente quella con il Napoli sarà anche l’ultima chance per Giampaolo che era quasi arrivato a tagliare il panettone!)
Qui, ormai, siamo a livello di miracoli ma di questo periodo Napoli sembra poco recettiva e San Gennaro docet.

Nella stessa situazione il Genoa - entrambe penultime con 7 punti - che perde malamente anche a Benevento. Lo Spezia, al quart’ultimo posto, si trova a 11 punti e domenica ospiterà proprio il Genoa. Brutto affare per i liguri del capoluogo. Tra l’altro, mi sembra che le due tifoserie non si amino molto quindi nessun pericolo di cortesie di scambio.
Pareggio per 1-1, infine, tra Fiorentina e Verona che non sposta più di tanto l’ottima posizione in classifica dei veneti ma impensierisce i viola, prigionieri da anni dell’ignavia dei propri campionati, con appena 11 punti in classifica e che solo l’incapacità delle altre pericolanti di vincere mantiene a galla. In ogni caso, 3 punti in 5 partite non è la strada per andare in paradiso. Mi dispiace per Cesare Prandelli, ma il suo ritorno a Firenze rischia di cancellare l’ottimo ricordo che aveva lasciato. Veleggiano poi beatamente a centro classifica Cagliari e Udinese (1-1) e la Sampdoria che batte 3-1 il Crotone.
Buona 14ª giornata, infine, e soprattutto un Felice Natale a tutti.



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