Il Milan frena ancora e l’Inter è ormai ad un passo

Alle spalle delle due milanesi ci sono ora Juventus e Roma, e un gradino più in basso Sassuolo e Napoli, mentre la Lazio è attardata

di Mauro Grimaldi

Mentre ci prepariamo ad affrontare questo Natale in versione COVID, possiamo dire che, tutto sommato, fino ad oggi il campionato non ha subìto particolari scossoni e la gente sembra essersi abituata (?) agli stadi vuoti. In un’Italia arcobaleno dove il rosso, l’arancio e il giallo sembrano essere diventati i colori nazionali, restiamo comunque in attesa degli eventi e di capire, in questa incertezza, come sarà il 2021 (anche se è difficile immaginarlo peggiore di questo
che sta finendo).

Allora parliamo di calcio e iniziamo dai sorteggi di Champions che hanno regalato a Lazio e Atalanta due sfide proibitive, rispettivamente con i Campioni del Bayern Monaco e con il pluridecorato Real Madrid. Non è sfiga, perché se vuoi competere a questi livelli gli avversari non possono essere che questi. Poi, nel lotto, come la Juve, puoi pescare anche il Porto (che comunque non è da sottovalutare) e illuderti che tutto sia più facile.

Meglio in Europa League, dove Roma, Milan e Napoli si dovranno confrontare con il Braga, la Stella
Rossa e il Granada. Detto questo sappiamo che tutto è relativo e che il calcio riserva sempre qualche sorpresa (vedi le vittorie dell’Atalanta con il Liverpool e l’Ajax), ma il nostro drappello in Europa è nutrito, quindi è lecito sperare che al prossimo turno qualcuna delle nostre ci sarà.

Intanto si è giocato il turno infrasettimanale del campionato, aperto dai fratelli Inzaghi. Benevento-Lazio è finita 1-1 in un clima di pace natalizia. Ci può stare, anche se il pareggio no
favorisce i biancocelesti sempre più lontani dai primi 4 posti utili: 2 sconfitte e un pari nelle ultime 5 gare è un ritmo da centro classifica. Bene il Benevento (una sola sconfitta in 5 partite) che, punto dopo punto, sta costruendo la salvezza.

Nella 12ª di campionato ci sono state un paio di partite clou. La prima è sicuramente Inter-Napoli, che ha visto i nerazzurri prevalere di misura su un bel Napoli (1-0) che ha perso con onore ma ha perso, per cui torna a casa con la consapevolezza di essere una squadra di livello ma senza un punto. Per i più scaramantici la mancata liquefazione del sangue di San Gennaro è stato un segno premonitore. Per cui l’Inter, forse oltre i suoi meriti e i suoi limiti, si ritrova seconda a un punto dal Milan che pareggia ancora, questa volta con il Genoa (2-2) perdendo 4 punti sui cugini nelle ultime 2 giornate.

Non lo vorrei dire, ma forse la mancanza di Ibra si sente. Intanto la Juve, quatta quatta, mogia mogia, si è avvicinata pericolosamente a 3 punti dalla vetta e lo ha fatto senza effetti speciali, mettendo nel carniere tutto quello che gli è capitato tra i piedi. Il pareggio (1-1) con l’Atalanta ci sta. Poi, per chi crede nei miracoli, ieri ne ha avuto la conferma: Cristiano Ronaldo ha sbagliato un rigore. Bentornato tra noi.

Frenano il Sassuolo, inchiodato a Firenze sul pareggio (1-1) e il Verona, sconfitto in casa dalla Samp di Claudione Ranieri, sempre presente e pronto a sfruttare ogni occasione.
Ha chiuso la giornata un RomaTorino che in altri tempi sarebbe stata la terza partita clou. Adesso non è altro che una triste rappresentazione del declino di una squadra che ha scritto la storia del nostro calcio. La Roma vince 3-1 non deludendo le attese e si porta al 3° posto in classifica, affiancando la Juve.

Il Toro sembra invece inchiodato nelle paludi della bassa classifica e condivide l’ultimo posto in classifica con il Crotone. Che tristezza. A proposito dei calabresi, va segnalato il secondo risultato utile consecutivo che li fa restare agganciati al treno della salvezza
L’Udinese, in questo caso, si accontenta del pareggio (0-0) dopo le vittorie su Genoa, Lazio e Torino. I calabresi, invece, dovrebbero fare subito santo Cordaz, il loro portierone.

Resta complicata la situazione del Genoa che, come il Torino, non riesce a vincere nonostante non giochi male e, ripeto, abbia un tecnico di livello.
Serve una scossa, perché più si va avanti e più è difficile recuperare.
Anche perché mi sembra che quest’anno di squadre al palo non ce ne siano e le tre neopromosse stanno recitando perfettamente la loro parte del “mi piego ma non mi spezzo”
È vero, è un campionato ancora lungo, ma non sfiderei troppo il destino soprattutto da parte di chi non ha l’abitudine di frequentare queste parti della classifica.



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