Il Milan allunga di nuovo, ma in vetta niente è deciso

di Mauro Grimaldi

Alla fine, Liverani è saltato. Mi dispiace e sono convinto che il Parma non abbia preso questa decisione a cuore leggero, ma la situazione di classifica non ammette alternative, sempre che le responsabilità siano esclusivamente del tecnico, ma questo è un altro discorso. La società ha richiamato in panchina Roberto D'Aversa, legato al club emiliano da un contratto in scadenza nel giugno del 2022. Del resto, questo è il destino degli allenatori e quando la società non sa che fare li dà in pasto ai leoni. Poi, se son rose, fioriranno. Magari la prossima domenica, visto che in questa il Parma ha rimediato la 5ª sconfitta consecutiva con la Lazio (0-2) sprofondando sempre di più in classifica. Su questo torneremo dopo.
Adesso occupiamoci delle posizioni di testa che ha visto, sostanzialmente, vincere tutti gli interessati. A questo punto, però dividerei il campionato in 2 grandi tronconi. Il primo arriva fino ai 27 punti del Verona e il secondo inizia dai 21 punti del Benevento.
Detto questo diciamo che il Milan, dopo lo scivolone contro la Juve, è tornato a vincere, dimostrando che il fatto che stia lì in cima alla classifica non è un caso. Lo ha fatto battendo il Torino, in serie positiva da 4 giornate, e lasciandolo al penultimo posto in compagnia del Parma. Di tutto questo continua a non approfittarne l’Inter, fermata da un’ottima Roma all’Olimpico sul 2-2. Adesso il distacco tra le due milanesi è ritornato a 3 punti. Chiaramente non è un abisso, ma alla fine - in campionati come questo - le distrazioni si pagano. Ad essere onesti il pareggio con la Roma ci poteva stare, anzi possiamo considerarlo un lusso perché poteva andare anche peggio. Però il risultato, per quello che si è visto in campo, è giusto e secondo me alla fine va bene a tutte e due le squadre che conservano le rispettive posizioni.
Domenica capiremo meglio la situazione perché la Roma affronterà la Lazio, l’Inter la Juventus e il Milan andrà a Cagliari, dove rischia di aumentare il vantaggio. In ogni caso, mai come in questo campionato, si ha continuamente la sensazione che nulla è deciso e che le prime 6 in classifica sono in grado di essere competitive sino alla fine.
Prendiamo l’Atalanta che ha segnato altri 4 gol, questa volta al Benevento portando a 40 le reti realizzate con una partita in meno che deve recuperare con l’Udinese. La squadra di Gasperini imbarazza per la facilità con cui va in porta e del “Papu” Gomez non ne parla più nessuno perché la filosofia dei bergamaschi, se qualcuno non l’avesse ancora capito, è che la forza di una squadra è nel gruppo, non nel singolo.
Poi abbiamo il Napoli - che come l’Atalanta deve recuperare una partita con la Juventus - che dopo aver perso inspiegabilmente in casa con lo Spezia, si è andato a riprendere i 3 punti a Udine con un gol al 90’ di Bakayoko, giusto a dire che il calcio prende, il calcio dà. L’Udinese, in realtà, avrebbe meritato pienamente il pareggio, ma il calcio è anche questo, però occhio che i friulani hanno perso 3 delle ultime 5 partite.
Restano Juventus e Sassuolo, che si sono affrontate a Torino. È finita come da copione: 3-1 per la Juve con un Sassuolo rientrato nei ranghi. Ora diventano importanti (quando si giocheranno) Juventus-Napoli e Udinese-Atalanta, che potrebbero ridisegnare la classifica. Aspettiamo il gito di boa per tirare le somme.
Anche il Verona va bene, anzi rispetto allo scorso anno - nel quale aveva fatto un grande campionato - va ancora meglio con 7 punti in più rispetto al torneo passato. Ha vinto 2-1 con il Crotone, il che poteva essere scontato ma i calabresi non giocano male, Stroppa li mette bene in campo ma non può fare miracoli con i giocatori che ha a disposizione. La serie A è un’altra cosa e se i calabresi vogliono restarci devono fare un piccolo sforzo in questa sessione di mercato invernale.
Andiamo sotto. Del Benevento abbiamo già detto: impossibile per i ragazzi di Pippo Inzaghi fermare la compulsività dei bergamaschi in fatto di reti. Comunque, la classifica li premia ancora.
Male il Cagliari che perde di misura a Firenze (con questa è la 4ª consecutiva) ma, detto tra noi, nella situazione in cui si trova non si può permettere di sbagliare un rigore. Joao Pedro è bravo ma questi errori pesano come macigni. Tra l’altro, neanche il rientro di Nainggolan sembra aver dato la scossa sperata. Ora la situazione si fa complicata sia per la squadra che per Di Francesco che potrebbe avere un’ultima chance domenica, ma riceve il Milan.
Respira il Genoa, che supera il Bologna 2-0 tirando appena fuori il naso dalla paludosa zona retrocessione. Diciamo che Ballardini sta facendo un mezzo miracolo, ma a Genova ne serve uno intero. Con lui 2 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta a Benevento. Ce la dovrebbe fare, ma resta il fatto che serve una seria svolta societaria: non si può ogni anno mettere una pezza sperando nella fortuna. Discorso a parte merita il Torino - solo 2 vittorie fino ad oggi e ben 9 pareggi, sconfitte a parte - con la peggiore difesa del campionato (35 gol subìti) che sta rischiando seriamente di restare invischiato in una guerra che non è abituato a combattere. Sabato ha un’occasione importante perché affronta lo Spezia in casa. Senza togliere nulla ai liguri, ma non mi sembra che i granata abbiamo troppe scelte se non quella di portare a casa i 3 punti. In caso contrario tutte le ipotesi sono aperte.
Un’ultima cosa, che non c’entra niente con quello che stiamo dicendo, ma ho letto che Maicon è tornato in Italia per giocare con una squadra di serie D, il Sona. Adesso dico, ma uno che ha giocato ai suoi livelli, ormai vicino ai 40… Qual è il senso di tutto questo? Chiusa parentesi.



per informazioni e suggerimenti: redazione@sportextra.it