I servizi segreti spagnoli indagano sulle compagnie di gioco online

Il Centro Nacional de Inteligencia (CNI) spagnolo monitora le aziende straniere che operano a Ceuta e Melilla

E’ stato un uomo d’affari marocchino, entrato a Melilla con regolare visto per ritirare un premio di 50mila euro per una scommessa vinta, l’indizio che ha portato all’apertura di un’inchiesta internazionale che - secondo il quotidiano “El Español” - coinvolge società di gioco con sede a Ceuta e Melilla, le due enclavi spagnole in territorio marocchino.
Il comportamento di quest’uomo, che si occupa di lavori pubblici e vive a Oujda, città a 150 chilometri da Melilla, al confine con l’Algeria, ha destato i sospetti dei servizi segreti marocchini, che lo hanno indagato non avendolo identificato come un giocatore “abituale”.
Dopo le indagini, l’Intelligence marocchina ritiene che il denaro ritirato sia stato in realtà un pagamento effettuato in cambio del passaggio di informazioni ad una società turca.
Le indagini indicano la costruzione di un complesso turistico e commerciale di lusso nella regione di Nador, al quale hanno mostrato interesse diverse società turche. Ma i sospetti ricadono anche sulle compagnie britanniche, che si sono trasferite da Gibilterra a Ceuta e Melilla dopo la Brexit, poiché le case da gioco online beneficiano di vantaggi fiscali per avere la loro ragione sociale sul suolo europeo. In effetti, il 25% di questi stabilimenti a Ceuta sono britannici. Inoltre, dopo l’accordo di associazione firmato nell’ottobre 2019 tra Rabat e Londra per cercare di assicurare le condizioni del Regno Unito di cui godevano all’interno dell’UE, diverse società britanniche hanno annunciato la loro intenzione di stabilirsi nel nord del Marocco. Le due città autonome spagnole sono così diventate un’attrazione per questo tipo di attività, grazie alla legge ideata dall’ex ministro delle Finanze Cristóbal Montoro che offre loro sconti fiscali. E tale normativa è stata approvata un mese fa dal governo di Pedro Sánchez.
Mentre una casa da gioco paga il 20% di tasse nella Penisola, nelle Isole Canarie e nelle Isole Baleari, nelle due città autonome in territorio marocchino paga soltanto il 10%. Le compagnie estere beneficiano inoltre di una riduzione dell’Imposta su Produzione, Servizi e Import (IPSI) - sostituto dell’IVA a Ceuta e Melilla -, che passa dal 4% allo 0,5%. Delle 24 case da gioco online con domicilio fiscale a Ceuta, ce ne sono almeno 6 britanniche, 2 sono di Malta e ce n’è persino una russa e una israeliana.
Attualmente, sospetta il Centro Nacional de Inteligencia spagnolo, alcuni di questi uffici potrebbero essere utilizzati per riciclare denaro sporco o fornire informazioni industriali o “sensibili” su Spagna e Marocco a Paesi terzi.
In Marocco, hanno assicurato i servizi spagnoli a “El Español”, «Ceuta è più sorvegliata di Melilla, perché accoglie più compagnie, registra una maggiore visita di imbarcazioni da diporto nel porto turistico, e per la sua vicinanza alla Spagna e Gibilterra».
Da parte sua, l’Amministratore Delegato dell’Agenzia autonoma per i servizi fiscali (OATSCE), Enrique Reyes, ha assicurato che Ceuta è «un modello per sostenere il gioco d’azzardo privato» e difende questo settore come «motore dell’economia e generatore di ricchezza». Ha ricordato che impiega 170 persone e spera che diventino oltre 250 all’inizio del prossimo anno. In ogni caso, «se ci fosse un’accusa di frode vorrei che la giustizia facesse subito il suo corso» ha detto Reyes.
Al momento la Polizia Locale ha il compito di controllare che queste compagnie di gaming posseggano i requisiti per beneficiare di agevolazioni fiscali, come avere la ragione sociale a Ceuta e Melilla, e che almeno il 50% dei dipendenti sia regolarmente registrato. Fino al 2018, delle 79 società di gioco online che operavano in Spagna, solo 39 erano spagnole e 34 avevano la sede a Malta, secondo i dati del Ministero dei consumatori. Tuttavia, a partire dal 2019, la maggior parte delle aziende straniere si è definitvamente spostata a Ceuta e Melilla.