Suicidio Champions per il Napoli: la spuntano Juve e Milan

La squadra di Gattuso non riesce ad andare oltre l’1-1 contro il Verona: con due vittorie (rispettivamente su Bologna e Atalanta) bianconeri e rossoneri entrano nell’Europa che conta

di Mauro Grimaldi

Finisce qui, non ci rimane che concludere. Iniziamo dalla finale di Coppa Italia, con pubblico presente (grande novità!) tra Atalanta e Juventus, nella quale i maggiorenti del calcio si aspettavano un’apoteosi dei bergamaschi, una sorta di tauromachia dove il torero con la muleta rossa infilzava il toro, ormai allo stremo, per dargli il colpo di grazia. Eppure, neanche la migliore Atalanta, bella e incompiuta, è riuscita a superare la peggiore Juventus. Quindi Pirlo, il vituperato Andrea Pirlo, si porta a casa, meritatamente (o inaspettatamente), il 2° trofeo stagionale dopo la Supercoppa.

La scalmanata rincorsa a centro campo dell’allenatore, dopo il fischio finale, la dice lunga su quanto la Juve tenesse a questo trofeo ridimensionante le sue fastose abitudini. Solo Cristiano Ronaldo è sembrato un po’ in disparte, come una vecchia gloria scesa in campo per fare un piacere agli amici (ammesso che ne abbia). Poi il trionfo di Gigi Buffon, che lascia la Juve con un ultimo e, vista l’età, incredibile trofeo. Lui dice che non appenderà i guantoni al chiodo e, nonostante le perplessità, credo che dobbiamo credergli. Un grande campione dovrebbe sapere quando smettere e questa sarebbe stata l’occasione migliore.

Per quanto riguarda il campionato, l’ultima risposta era quella di stabilire la griglia delle squadre partecipanti alla prossima Champions League che interessava Napoli, Milan e Juventus: 3 squadre per 2 posti.
Ebbene, fino all’ultimo questo campionato non ha smesso di stupirci e come nei migliori gialli ad essere esclusa è stata quella che sulla carta aveva maggiori possibilità di qualificazione, cioè il Napoli, che pareggiando 1-1 contro un Verona senza stimoli si è ritrovato al 5° posto.
Vorrei dire una cattiveria ma non credo che Rino Gattuso abbia voluto lasciare di stucco ADL proprio nel momento in cui stava per pregustare la qualificazione. Adesso il divorzio tra i due (e Napoli) sarà meno indolore.

Di contro, quella che sembrava più compromessa, cioè il Milan, è andata a vincere d’autorità a Bergamo rovinando la festa all’Atalanta che già si preparava a festeggiare uno storico 2° posto. In tutto questo chi ci ha guadagnato di più è stata la Juventus (4-1 a Bologna) che si classifica al fotofinish in Champions League proprio ai danni del Napoli. E adesso cosa gli diranno a Pirlo?
«Bravo, hai vinto la Supercoppa e la Coppa Italia, ti sei qualificato in Champions League, ma ci aspettavamo qualcosa di più, per cui arrivederci e grazie».
Francamente lo trovo esagerato. Non credo che nessun allenatore esordiente (nel senso stretto della parola) abbia ottenuto tanti risultati.
C’è da capire se la scelta di Pirlo faceva parte di un progetto a medio termine (e in questo caso ha una logica) oppure pretendevano di vincere SerieAe Champions League (in questo caso sono da ricoverare).
Qualunque sia la risposta non può trovare come capro espiatorio Andrea Pirlo.

C’era poi da dirimere l’unico posto utile per la Conference League, che è andato alla Roma per forza di inerzia. Il 2-2 con lo Spezia chiude una stagione svogliata e imbarazzata dei giallorossi. Se poi vogliamo dire che questo risultato soddisfa i tifosi, direi proprio di no ma in gran parte la delusione è stata annacquata dall’arrivo di José Mourinho, per cui si guarda già al futuro.
Il Sassuolo, però, ci ha provato fino all’ultimo, battendo la Lazio 2-0 e togliendosi la soddisfazione di arrivare pari ai giallorossi. Segnalo il divorzio tra la Sampdoria e Claudio Ranieri, anzi tra Ferrero e Claudione nostro, il che non mi stupisce. Semmai, c’è da chiedersi come abbia fatto Ranieri a resistere fino ad oggi.

Comunque, chapeau per aver portato i blucerchiati al 9° posto.
L’ultimo nodo da sciogliere, che teneva col il fiato sospeso il campionato era l’ultimo posto rimasto in piedi per la serie B, ma l’anticipo di martedì, con il pareggio tra Lazio e Torino, ha reso pleonastico lo scontro tra Torino e Benevento. Tra l’altro non capisco la ramanzina di Urbano Cairo a Immobile, reo di essersi
impegnato alla morte per battere il Toro. Forse mi sfugge qualcosa, ma cosa dovrebbe fare un calciatore in campo?
Per quanto riguarda il Benevento deve solo recriminare su se stesso e sullo scellerato girone di ritorno (9 punti in 16 partite), con l’unica soddisfazione di battere la Juve. Certo, ci sarebbe da obiettare sul fatto che questo recupero doveva e poteva essere giocato molto prima, vista la delicatezza delle implicazioni che il risultato avrebbe determinato, e su questo servirebbero regole più precise, almeno stabilire i tempi entro i quali la partita andrebbe rigiocata.

Tutto il resto è festa, per un Cagliari rilassato che perde in casa con il Genoa 0-1 (anche Ballardini è sul piede di partenza); per l’orgoglio del Crotone che ha affrontato con dignità e sportività la sua ultima gara in serie A pareggiando con una
Fiorentina tra le peggiori degli ultimi anni; per il Parma, ultima delle ultime, che avrà molto da lavorare e già pensa al futuro perdendo anche con la Samp (3-0).
Chiude questo campionato il triste pareggio tra Torino e Benevento che in situazioni diverse poteva essere una partita vera.
Chiudo come ho iniziato. Finisce qui questo campionato difficile, complicato, scompigliato dal COVID, ma il ritorno del pubblico apre ad uno scenario di normalità e ci fa guardare al futuro con maggiore serenità. Adesso godiamoci l’Europeo e Forza Italia!



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