Inter spedita verso il titolo, l’Atalanta punta al 2° posto

Mentre i nerazzurri di Antonio Conte si limitano all’ordinaria amministrazione (contro il Verona 5ª partita di fila con un solo gol all’attivo...), la formazione di Gasperini annichilisce il Bologna con una “manita” di rara bellezza: il tecnico bergamasco è il capofila di un gruppo di allenatori italiani (De Zerbi su tutti) che quest’anno si stanno mettendo quanto mai in luce.

di Mauro Grimaldi

Ragionando a mente fredda sul progetto abortito della Superlega ho cercato di capire perché si è arrivati a questo punto. Bene, mi sono reso conto che il modo di agire da parte delle grandi del campionato - che non va dimenticato che hanno ottenuto i loro successi o insuccessi sul debito - assume aspetti ancora più gravi se consideriamo gli effetti che questo loro modo di agire ha provocato sul campionato stesso.
Per curiosità sono andato a verificare il differenziale tra la prima classificata, quella che ha vinto lo scudetto, e l’ultima classificata che retrocede in “B”. Nel 2013/2014, ad esempio, tra Juventus (102 punti) e Livorno (25 punti) la differenza è stata di 77 punti, vale a dire è
come se in un Gran Premio il vincitore doppiasse l’ultimo 4 volte: il che, in Formula 1, chiaramente non è mai successo perché, nel rispetto delle differenze, esiste un equilibrio.

Qui stiamo assistendo ad un match tra un peso massimo e un peso piuma, e continuando di questo passo il campionato rischia di perdere sempre più interesse. L’aspetto paradossale è che questi club, per vincere o cercare di vincere - tra l’altro solo in Italia - si sono indebitati fino al collo con deficit di centinaia di milioni e adesso vengono a chiedere di essere aiutati.

Intanto l’Inter, vincendo con il Verona (che ha tirato i remi in barca) si consola consolidando il margine che lo sta portando allo scudetto. È una vittoria di Pirro che non risolve i problemi di bilancio (tra l’altro la società sarà costretta a pagare i premi vittoria) perché un titolo italiano, in termini economici, vale poco e nulla. A parte l’ennesimo pareggio della Juve, che tiene appena a galla Andrea Pirlo, registriamo la vittoria dell’Atalanta su un Bologna che non ha più nulla da chiedere. Credo che i bergamaschi ci tengano a chiudere al 2° posto. Sarebbe un risultato straordinario e non mi sembra così lontano come obiettivo.

Lo spezzatino del campionato che ha spostato addirittura 2 partite al lunedì - che coinvolgono tre squadre di vertice come Milan, Napoli e Lazio - non mi consente una disamina corretta sulla corsa Champions, ma con questa classifica compressa possiamo recuperare la prossima settimana.

Ancora una sconfitta, invece, per la Roma, 3-2 con il Cagliari, che può
essere giustificata solo sul piano emotivo perché se il calcio è questione di motivazioni, allora i sardi avevano già vinto in partenza. È giusto così, in campo questa differenza si è vista con i giallorossi con la testa a giovedì, alla semifinale di Europa League con il Manchester United. La squadra di Fonseca, comunque, deve fare attenzione al Sassuolo - per quello che conta la 7ª posizione se non ai fini del blasone -, che con la vittoria sulla Samp ha inanellato la 4ª vittoria di fila e si sta avvicinando paurosamente. Bel campionato quello di De Zerbi, probabilmente destinato, a breve, a panchine più “pesanti”. Peccato, perché il clima che si respira a Reggio Emilia con il Sassuolo è unico ed ha fatto la fortuna di molti tecnici, poi crollati una volta fuori dalle mura amiche.
Il Cagliari e il suo santone Semplici, in odore di santità, sono sulla strada del miracolo. Una mesata fa i sardi erano in ritardo di 5 punti sulla quart’ultima e 10 sul Benevento (sconfitto 4-2 in casa dall’Udinese), che hanno riagganciato in classifica a 31 punti.

I campani, fino a un mese fa, sembravano salvi: ora non ci metterei la mano sul fuoco. Tra l’altro hanno un brutto calendario in queste ultime giornate, ad iniziare dalla trasferta con il Milan, poi lo scontro diretto con il Cagliari in casa, poi a Bergamo con l’Atalanta e dopo una parentesi con il Crotone, l’ultima di campionato con il Toro (a Torino) che potrebbe essere inguaiato quanto loro.

La vedo dura. La vittoria del Genoa sullo Spezia (2-0) è sicuramente importante in ottica salvezza e fa respirare i liguri del capoluogo regionale, che al momento si sono tirati fuori dalla bagarre. Al contrario lo Spezia, a 33 punti, non può dirsi tranquillo, perché ho l’impressione che la soglia della salvezza si stia alzando sensibilmente. Idem la Fiorentina a 34 punti, anche se il pareggio con la Juve può essere un punto guadagnato. I viola devono stare attenti: dovranno andare a Cagliari, affrontare la Lazio e il Napoli al “Maradona”.

Infine, nella guerra tra poveri il Crotone decreta il «De Profundis» per il Parma, andando a vincere al “Tardini” per 4-3 (un po’ troppi «Over» con i calabresi in queste ultime giornate, non vi sembra?).
Evidentemente il Crotone di Cosmi è più determinato e, onestamente, da quando è arrivato, nonostante le sconfitte, la squadra ha cambiato volto ma non ci sono più i tempi. Se la società riuscirà a trattenere il tecnico umbro per il prossimo anno, i calabresi potranno essere protagonisti di una nuova scalata. Sarebbe importante, perché un campionato troppo squilibrato al nord comincia ad annoiare.



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