Giornata “neutra” per le prime 3 della Serie A, la Lazio vola in zona Champions

Questa emergenza ci ha regalato uno dei campionati più interessanti (se non il più interessante) dell’ultimo decennio e lo conferma anche questa 2ª giornata di ritorno.

di di Mauro Grimaldi

Ci stiamo avviando verso un nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi e non poteva essere diversamente, non solo per la statura di Draghi, ma anche perché all’orizzonte non ci sono altre alternative valide. Vanno derubricate le voci fuori dal coro - non mi riferisco alla Meloni che segue una logica politica corretta dal suo punto di vista - ma ai tanti improvvisati, piccoli capopopolo che pensano che l’Italia possa andare avanti con le chiacchere da osteria.

Anche la scelta di un governo misto, tecnico-politico, è segno di lungimiranza perché la politica non deve abdicare al suo ruolo (come successe con il Governo Monti) ma deve essere consapevole che alcuni ruoli chiave non possono essere oggetto della contrattazione delle poltrone ma devono essere appannaggio di alti profili professionali. Anzi, dovrebbe essere la regola, perché se mi si rompe un tubo a casa non chiamo un odontotecnico ma un idraulico, e di odontotecnici al posto di idraulici, in questi ultimi governi, ne abbiamo visti tanti, troppi.

Adesso - o al massimo a fine legislatura - molti di questi dovranno cercarsi un lavoro e quelli che verranno dovranno riparare i danni che hanno fatto. Non faccio nomi, ma la lista è lunga. Intanto il rischio pandemico è sempre presente e l’indice di contagiosità è contenuto ma non meno pericoloso, per cui bisognerà tenere duro fino a che il vaccino non garantisca quell’immunità di gregge che tutti auspichiamo. Questo vuol dire che anche lo sport deve fare la sua parte e al momento gli stadi dovranno restare chiusi al pubblico e le attività di base soffrire ancora un po’.

Per cui dovremmo continuare a rapportarci al nuovo modello imposto dal COVID, che poi è lo stesso imposto al mondo del lavoro, cioè restare a distanza. Paradossalmente questa emergenza ci ha regalato uno dei campionati più interessanti (se non il più interessante) dell’ultimo decennio e lo conferma anche questa 2ª giornata di ritorno. Vediamo cosa è successo. Innanzitutto, anticipiamo le vittorie delle due milanesi mai tanto scontate come questa volta, quindi nessuna sorpresa.

Diciamo che è stato, per la lotta al vertice, un turno neutro. L’Inter, che ha aperto la giornata, supera in trasferta per 2-0 una Fiorentina che continua a cercare il senso della sua presenza in questo campionato. La cessione di Chiesa non c’entra niente, non esiste un a.C. (avanti Chiesa) e un d.C. (dopo Chiesa). Anzi, direi che hanno fatto bene a capitalizzare il valore di un giocatore che appariva inutile in una squadra che non lo supportava (e sopportava) e quanto mai utile nella Juventus. Lo dico anche per il giocatore, che resta un valore importante per il nostro calcio e che giustamente deve essere valorizzato lì dove ci sono le condizioni.

Su Milan-Crotone c’è poco da dire se non riportare il risultato finale di 4-0. Poi c’è Juve-Roma che si è chiusa 2-0 a favore dei bianconeri e di Cristiano Ronaldo, senza il quale la Juventus avrebbe una decina di punti in meno, ma i fuoriclasse servono appunto a questo. A vedere il risultato, sembrerebbe essere stata una partita a senso unico: invece è stato il contrario, con una Roma che ha fatto la partita chiudendo i bianconeri nella propria metà campo, ma non è bastato, primo perché i giallorossi - piacevoli da guardare - mancano di concretezza sotto porta e questo è un aspetto che la squadra si trascina dietro da sempre. Poi perché la Juve, con Pirlo, ha cambiato filosofia ed è molto più cinica ed essenziale (nel primo tempo il gol nasce dall’unico pallone toccato da CR7) e ben messa in campo, soprattutto in difesa, dove è difficilissimo farle gol e non a caso è la migliore difesa del campionato.

Ora è 3ª, appena sopra la Roma, a pochi punti dalle milanesi con una partita in meno, quella da recuperare con il Napoli che affronterà nella gara di ritorno sabato prossimo. Va detto anche che i bianconeri sono fortunati, almeno sulla carta, perché al “Maradona” troveranno un Napoli in piena crisi, uscito da Marassi con una pesante sconfitta (2-1), portando a 2 le sconfitte nelle ultime 3 partite. Con questa sono 7 le sconfitte dei partenopei e non è un dato trascurabile. Le prime 3 della classifica hanno perso solo 2 volte, le altre papabili alla qualificazione in Champions, come le due romane, ne hanno perse 5 (di cui una a tavolino la Roma) mentre l’Atalanta 4. Prima di parlare dei bergamaschi, Ballardini e il suo Genoa meritano un attimo di attenzione oltre che per gli ottimi risultati (4 vittorie e un pareggio nelle ultime 5 partite) anche per l’alchimia che il tecnico ha creato con i propri giocatori, resuscitando persino un giocatore in disarmo come Pandev, autore della doppietta che ha affossato il Napoli.

Adesso passiamo all’Atalanta che, come avevo accennato tempo fa, non riesce a sfruttare al massimo i numerosi cavalli che ha sul motore. Immaginate un’auto che ha una forte accelerazione e parte prima di tutti per poi perdere gradualmente potenza e farsi riprendere. Con il Torino è successo proprio questo. Dopo il 3-0 iniziale, dove sembrava dovesse dilagare, ha subìto la lenta rimonta dei granata che hanno chiuso sul 3-3. Con questo sono 7 i pareggi di cui 3 nelle ultime 5 partite dove ha conseguito una sola vittoria.

Non è il massimo, ma adesso deve pensare alla Champions. Per il Torino c’è poco da dire. Anche con il nuovo tecnico non riesce a vincere e il fatto che comunque non perde da 4 giornate conta poco nella sua posizione di classifica, primo perché con un punto alla volta non si fa mai giorno, poi perché le sue dirette concorrenti continuano ad accumulare punti.

Tra queste c’è lo Spezia del bravo allenatore Italiano (si chiama così, non è una botta di sovranismo!), che espugna Reggio Emilia, superando il Sassuolo 2-1 e ridimensionando notevolmente il ruolo degli emiliani che erano partiti, in questo campionato, sgommando da tutte le parti. I numeri non aiutano De Zerbi, con appena 2 punti in 5 partite. Fortunatamente, il patrimonio di punti accumulato nel girone di andata lo tiene bene a galla.

Da segnalare, infine, il pareggio tra Benevento e Samp che non scontenta nessuno; la vittoria del Bologna a Parma che inguaia ancora i parmensi ormai in carenza d’ossigeno, e la vittoria dell’Udinese sul Verona alla sua 3ª sconfitta nelle ultime 5 gare. Chiudo con la Lazio, se non altro perché ha chiuso la giornata. La banda di Simone Inzaghi sembra ormai inarrestabile (1-0 con il Cagliari) con un filotto incredibile di vittorie consecutive che le ha consentito di riagganciare il gruppo di testa. Solo per quello che ha fatto fino ad oggi e per la pazienza dimostrata (e credetemi, ce ne vuole) il tecnico biancoceleste meriterebbe almeno l’intitolazione di una via a Roma. E tra poco godiamoci le Coppe europee.



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