Finalmente un campionato quanto mai equilibrato

Le prime 6 sono racchiuse nello spazio di 7 punti, e in coda è allarme per Fiorentina, Torino e Genoa

di Mauro Grimaldi

Mentre il Milan, nonostante il pareggio interno con il Parma (2-2) veleggia in solitaria, dietro si fa a gomitate per cercare di restare in scia (che ogni regata si sta riducendo sempre di più). C’è da dire che le gerarchie classiche del campionato, quest’anno, sono sconvolte dal Sassuolo, che continua a vincere (1-0 con il Benevento) anche se di misura, di rigore e a fatica.

Ad essere onesti il Benevento avrebbe meritato almeno un pareggio, se non altro per il numero di occasioni create, vanificate solo dalle straordinarie parate di Consigli. Alla fine, però, il calcio è anche questo e così gli emiliani si ritrovano al 4° posto a 2 punti dall’Inter e uno dalla coppia Napoli-Juventus, tutte vittoriose.
Almeno per Inter e Napoli non sono state vittorie semplicissime. I nerazzurri, fino al 77’, erano sotto di un gol a Cagliari, poi in 10’ hanno ribaltato la partita chiudendo 3-1. Idem per il Napoli, sotto con la Sampdoria di un gol al 1° tempo, poi pareggio di Lozano nella ripresa e vantaggio di Petagna, buttato nella mischia da Gattuso. Per il Napoli è l’8° successo in 10 gare. La squadra sta dimostrando una maggiore continuità rispetto alla scorsa stagione, il che lascia ben sperare.
Dopo i 3 gol al Barcellona, la Juve si ripete con il Genoa, con un paio di rigori del solito CR7. Morale, il portoghese raggiunge Zlatan Ibrahimovic in testa alla classifica cannonieri, con 10 reti, mentre il Genoa resta penultimo in classifica, con 6 punti.

Appena un gradino sotto troviamo la Roma di Fonseca (credo che il marchio di fabbrica vada sottolineato) che ha dato spettacolo a Bologna rifilando 5 gol, tutti nel primo tempo, al malcapitato Mihajlovic. Detto tra noi, sarebbe stato impossibile per chiunque fermare i giallorossi che di gol ne avrebbero potuti segnare almeno una decina, tanto che anche quello nella loro porta se lo sono fatti da soli con un ottimo tap-in di Cristante. La parentesi di Napoli, quindi, è chiusa ed archiviata (e in ogni caso è stata una partita surreale per i motivi che tutti conoscono).
A seguire il gruppo di testa c’è l’ottimo Verona che continua a stupire tanto e quanto il Sassuolo. I veneti sono andati a espugnare l’Olimpico, sponda laziale, imponendosi per 2-1. Lato Lazio, vi prego di lasciar
stare scuse come la fatica della Champions e storie simili. Il Verona ha vinto e basta, e quando uno perde gli alibi servono a poco. Purtroppo, il problema di Simone Inzaghi è sempre lo stesso: ha pochi uomini e alla fine diventa un limite.
A chiudere la griglia delle prime 8 c’è l’Atalanta, tornata alla vittoria dopo 2 pareggi e una sconfitta. Non credo che Gasperini ne faccia un cruccio, specialmente dopo che per il 2° anno consecutivo ha superato la prima fase della Champions League, andando a vincere a Liverpool e ad Amsterdam con l’Ajax. In questa situazione nessun allenatore si lamenterebbe.

Passiamo alla 2ª griglia della classifica, capeggiata dall’Udinese che è andata a vincere anche a Torino, portando a 3 le vittorie consecutive. SOS Torino. Penultimo in classifica. I numeri sono impietosi: dopo 11 giornate, 27 gol subìti e peggiore difesa del campionato. Ha fatto meglio il Crotone. I punti in classifica sono solo 6, troppo pochi per guardare avanti. I mea culpa servono a poco. Giampaolo dovrebbe saperlo che a questo punto della giostra servono punti, tanti punti, ma non sarà facile trovarli. Ormai non si può più rimandare, anche perché il Crotone sembra essersi sbloccato dopo i 4 gol rifilati alle Spezia. Quindi, «damose da fa’»! Non sta meglio il Genoa che ha gli stessi punti e la Fiorentina, che di punti ne ha 3 di più. Purtroppo, il cambio di panchina, non ha portato l’effetto sperato per i viola: 2 punti in 5 partite sono un po’ pochini e la cessione di Chiesa non c’entra niente, perché aveva quest’andazzo anche prima. Torino, Genoa e Fiorentina sono i veri casi emblematici del campionato, non solo di questo attuale ma anche di quelli appena passati e si sono salvate sempre per il rotto della cuffia nelle ultime giornate.

Che cosa abbiano non si capisce. Tre allenatori capaci (Giampaolo, Maran e Prandelli), giocatori di categoria esperti, qualche campioncino. Eppure, qualcosa non funziona. Forse il problema non è da ricercare in campo. Sì, è vero, il campionato è ancora lungo, ma non vedo segnali di vitalità che lascino ben sperare. Magari ne riparleremo al giro di boa, ma potrebbe essere già tardi. Una cosa è certa. Questo campionato, sia a salire che a scendere, si deciderà nelle ultime giornate, il che non è male perché non è detto che un campionato equilibrato sia un campionato scarso.

Lo preferisco mille volte a quei campionati dove a vincere sono sempre le stesse squadre come in Francia e Germania.
Èuna noia e questo lo hanno capito gli inglesi, dove in 5 punti ci sono 8 squadre, e gli spagnoli, dove a dominare non sono le solite Real e Barcellona (addirittura al 9° posto). Ecco, il calcio deve entusiasmare, far godere un po’ tutti e non sempre gli stessi (come sta purtroppo accadendo in Formula 1) perché solo così il giochetto funziona.



per informazioni e suggerimenti: redazione@sportextra.it