Esordio perfetto per la nuova Juve di Andrea Pirlo

E intanto la Roma si avvita su se stessa con il caso-Diawara e la querelle Dzeko

di Mauro Grimaldi

Si ricomincia con molta curiosità e qualche apprensione. Registriamo, però, un piccolo spiraglio dal Ministro Spadafora su una prima e timida riapertura al pubblico, contingentato, al momento, a 1.000 spettatori. Probabilmente un minimo di cautela non guasta visto l’acuirsi della pandemia in questi giorni che, almeno qui da noi, sembra in qualche modo più contenuta rispetto a Spagna e Francia che viaggiano sugli oltre 10.000 contagi al giorno e questo deve far riflettere. Da capire - giusto per mettere le mani avanti - in che modo riprenderanno le competizioni internazionali, soprattutto la Champions, visto che i Paesi di maggiore riferimento esprimono i più alti livelli di contagio.
Lo so, è una situazione paradossale, di quella da film catastrofici americani, ma non possiamo farci niente se non contribuire, con la massima osservanza dei protocolli, a circoscrivere il tutto in attesa del vaccino. Fatta la solita paternale, vediamo cosa è successo in questa prima (mezza) giornata aperta da due delle squadre più deludenti della scorsa stagione: Fiorentina e Torino. Vincono i viola (ma una rondine non fa primavera) e guastano l’esordio sulla panchina granata di Marco Giampaolo. Non c’è molto da commentare se non il gol di Castrovilli, giovane centrocampista di talento già nel giro della Nazionale.
Un po’ più complicata Verona-Roma, finita 0-0 con due traverse, un palo e tante occasioni. Tra l’altro il risultato non è ancora omologato, in quanto sembr, che Diawara non sarebbe dovuto scendere in campo perché è stato inserito nella lista “under 22” invece che in quella “over” (perché - rispetto allo scorso campionato - ha nel frattempo compiuto 23 anni). Minchia! Non è un bell’inizio e qualcuno dovrà spiegarlo a Dan Fiedkin, presente, con tanto di mascherina, sugli spalti del Bentegodi. In effetti c’è molta confusione e la nuova Roma è un cantiere in costruzione in tutti i sensi. L’unico acquisto che si è visto è Pedro (che dovrà dimostrare di valere i 25 trofei vinti in carriera) per il resto è la stessa formazione dello scorso anno, meno Dzeko che si è fatto tutta la partita in panchina per preservarsi integro in vista del suo passaggio alla Juve. Ridicolo.
Tra l’altro anche questo da verificare, perché il passaggio di Milik in giallorosso non è scontato: tanto valeva farlo scendere in campo (mica era minato) e probabilmente il risultato sarebbe stato diverso. In effetti l’anomalia di questo campionato è il fatto che il mercato è ancora aperto (e visto la situazione non poteva essere diversamente) e le cose potrebbero cambiare per tutti.
Per il portiere, invece, Mirante rappresenta una soluzione ottima (e si è visto sabato sera). Un ragazzo serio e un professionista affidabile che in questo momento può tornare utilissimo senza fare voli pindarici esterofili.
Inizia bene anche il Genoa, che surclassa 4-1 un Crotone frastornato dal suo esordio in serie A. Nessuna illusione, soprattutto da parte dei tifosi genoani che vorrebbero evitare di soffrire fino all’ultima giornata anche quest’anno. Difficile dire se questa partita conti per testare le potenzialità della squadra. Meglio aspettare un avversario più strutturato per la massima categoria (diciamo la prossima con il Napoli?) poi si potranno tirare le somme.
Parte con il piede giusto anche il Napoli di Rino Gattuso che va ad espugnare un campo non facile come quello di un Parma che l’anno scorso ha dato più di un dispiacere alle big. De Laurentiis - quarantena permettendo - sogna qualche cosa in più dello scorso anno, diciamo almeno un posto in Champions e non è detto che il Napoli non ci riesca. “Ringhio” questa volta ha il vantaggio di aver potuto dedicare più tempo sulla squadra e, inutile negarlo, ha un Victor Osimhen in più. È uno che può fare la differenza e non è un caso che quando è entrato nella ripresa qualcosa è cambiato. Ne sanno qualcosa Mertens e Insigne, entrambi in gol.
Ma quello che tutti aspettavamo con curiosità era l’esordio di Andrea Pirlo sulla panchina della Juve. Ebbene, non solo dal risultato ma anche dal gioco sembra che abbia superato questo primo esame anche se l’avversario non era dei più ostici. C’è da dire che Ranieri è sceso in campo con un cautelativo 5-4-1 e nonostante tutto ha rimediato 3 gol, che potevano essere molti di più. Aspettiamo, comunque, il test all’Olimpico con la Roma, anche se i giallorossi, per quello che abbiano detto, non si presentano con le carte completamente in regola. Al di fuori di tutto sono d’accordo nel dare spazio ai nostri allenatori, alle loro idee, alla loro concezione di calcio. Non c’è solo Pirlo e continuo ad insistere su Daniele De Rossi a cui una chance, anche come “secondo”, dovrebbe essere concessa.
Pareggiano 1-1 Sassuolo e Cagliari, con Di Francesco di fronte al suo passato. Eusebio (nomen omen: lo ha chiamato così il papà perché un grande estimatore del calciatore portoghese degli anni ’60) ha iniziato bene. Cagliari potrebbe essere la piazza ideale per lui e francamente se lo merita.
Chiude il Milan, anzi il Mi…brahimovic che liquida la pratica Bologna con una doppietta di Zlatan. Di solito altri calciatori alla sua età (39 anni) partecipano a qualche partita di beneficenza o al torneo dei bar del loro paese. Zlatan no. Lui no. Continua a fare la differenza e, cosa non trascurabile, a portarsi a casa più di 7 milioni l’anno. Chapeau! Ma quale Ronaldo, ma quale Messi. Il vero personaggio è lui. Non si capisce perché non abbia mai vinto il Pallone d’Oro, ma è inutile entrare in queste logiche, anche perché per essere Zlatan Ibrahimovic non ha bisogno di nessun Pallone d’Oro.
Mancano ancora all’appello 3 partite che, giusto per non farci mancare niente in questo bizzarro campionato, si giocheranno mercoledì 30 settembre, dopo la 2ª di campionato. Dentro ci sono Inter, Lazio e Atalanta. Ma va bene anche così.



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