Doppio successo per la manifestazione del Gioco Legale a Roma e a Milano

Lavoratori del Gaming a Piazza del Popolo a Roma e a Piazza del Duomo a Milano per protestare contro il lunghissimo lockdown imposto alle attività, con ben 150.000 posti di lavoro ormai a rischio

Tanti, tantissimi. Come lo scorso 9 giugno, quando Piazza del Popolo si riempì fino all'inverosimile per la protesta dei lavoratori del Gioco Legale, che venivano allora da 3 durissimi mesi di lockdown, e che assistevano impotenti alle riaperture di tutte le altre categorie produttive d'Italia, ad eccezione proprio di quella del comparto del Gaming.

I manifestanti del Gioco Legale in Piazza del Duomo a Milano

Stavolta, complice la 2ª ondata di Coronavirus, si è dovuto mantenere un più rigido distanziamento e contingentare gli ingressi dei manifestanti - arrivati da tutta Italia e con ogni mezzo - a Piazza del Popolo a Roma e a Piazza del Duomo a Milano, ma l'effetto è stato comunque impressionante.

Oltre 3.000 persone nella tradizionale cornice romana, almeno 500 in quella più ristretta del capoluogo lombardo, ma non meno "calda" e appassionata, e tutti all'insegna dello slogan “Il lavoro non è un gioco!”. Tanti gilet gialli (ma l'accostamento cromatico con il noto movimento di protesta transalpino è stato soltanto casuale), tanti fischietti, ma anche tanta compostezza e rigido rispetto delle normative anti-COVID, grazie all'educazione dei presenti e ad un (auto)servizio d'ordine che ha reso del tutto superflue le pur discrete presenze di Polizia e Carabinieri per la salvaguardia dell'ordine pubblico e del necessario distanziamento personale.

Piazza del Popolo gremita e composta di lavoratori del Gaming in attesa di poter finalmente tornare alle loro attività dopo ben 220 giorni di ingiustificato lockdown

Tante, nella Capitale, le personalità politiche intervenute sul palco, sul quale si sono alternati Fabio Felici, direttore di Agimeg, e Alessio Crisantemi, direttore di Gioconews, che hanno coordinato la manifestazione insieme a ATI Gioco Lecito e alla quale hanno aderito tutte le principali associazioni di categoria.
Il primo intervento è stato dell'On. Giorgio Mulè (Forza Italia), da sempre attento fiancheggiatore del comparto e già intervenuto a giugno nella precedente manifestazione del settore. E proprio Mulè si è rammaricato del fatto che - a 8 mesi di distanza - tutto il settore si sia dovuto nuovamente mettere in moto per protestare contro l'immobilismo del precedente governo Conte e i troppi DPCM che hanno sin qui bloccato le riaperture: dal 24 ottobre scorso, infatti, sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono entrate in un nuovo, generale lockdown tutt'ora perdurante, per oltre 220 giorni totali di chiusura.

«La sale da gioco dovevano riaprire ieri» ha detto l'on. Mulé. «Siamo venuti a manifestare qui a giugno, adesso sono passati più di 6 mesi e non è cambiato nulla. Le certezze c'erano già in estate e ci sono per la primavera. Basta mettere altri ostacoli, è ora di capire che se si lavora in sicurezza, queste persone hanno il diritto di lavorare come prevede la Costituzione». E sull'intenzione di farsi portavoce delle istanze del settore di fronte al Governo: «Adesso siamo nella maggioranza, e potremo far sentire la nostra voce in maniera maggiore e far ragionare chi sta ai tavoli». Sulla possibilità di far riaprire quantomeno le sale delle zone gialle, Mulè è stato categorico: «Gialla, bianca, arancione, qualunque zona va bene, vista la sicurezza che offrono le sale».

L'On. Giorgio Mulé (Forza Italia)

A quello dell'On. Mulé è poi seguito l'intervento dell'On. Benedetta Fiorini - vicina ai lavoratori del Gioco Legale anche nella manifestazione del 9 giugno 2020 e nel frattempo passata da Forza Italia alla Lega - che ha posto l'accento sull'evidente disparità di trattamento: «Non mi stancherò mai di ripetere che non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Oggi qui in piazza ci sono migliaia e migliaia di professionisti che chiedono di poter lavorare in sicurezza: 150mila posti di lavoro sono a rischio. Chiediamo a questo Governo che ci sia un cambio di passo e che vengano affrontate queste problematiche in maniera concrete e veloce. E' una filiera importante e un presidio di legalità. E' importante tutelare queste filiere che rappresentano la legalità».

L'On. Benedetta Fiorini (Lega)

Applaudito a lungo anche il Sen. Maurizio Gasparri (Forza Italia), che con un lungo intervento ha posto l'accento sull'importanza del lavoro.«Spero che la vaccinazione possa rimettere in piedi il Paese. Il gioco legale ha tutte le sue ragioni. Io sono qui perchè il mio partito, Forza Italia, è convintamente dalla parte di chi chiede semplicemente di poter lavorare. Il nuovo Governo dovrà vaccinare le persone in maniera seria ovunque. Spero si possa ricominciare almeno nelle zone gialle. La vaccinazione è la vera soluzione per poter riattivare le sale da gioco, le palestre, le scuole e la vita».

Il Sen. Maurizio Gasparri (Forza Italia)

Tra i vari "big" della politica, anche l'On. Ettore Rosato (Italia Viva) è salito sul palco di Piazza del Popolo ed è stato ampiamente apprezzato dai manifestanti: «Il settore del gioco dovrà riaprire con le altre attività. Ci batteremo perchè questo ci sia nel prossimo DPCM (ammesso che il Presidente del Consiglio Draghi decida di usufruire dello strumento, quanto mai abusato durante la presidenza del suo predecessore, ndr). Non c'è nessuna differenza tra chi vende il caffè e chi svolge un servizio come il vostro di gioco legale. Bisogna rispettare i protocolli. Le vostre chiusure portano un vantaggio per la criminalità organizzata e il gioco illegale. E' quindi ancora più illogico un trattamento penalizzante per questo settore».

L'On. Ettore Rosato (Italia Viva) con il direttore di Agimeg, Fabio Felici

La kermesse capitolina è stata poi chiusa dall'intervento dell'On. Mauro D'Attis (Forza Italia), da sempre uno dei più strenui sostenitori del Gioco Legale, e della neccessità che questo faccia da baluardo a illegalità e organizzazioni mafiose: «Dove ci sono restrizioni ai concessionari legali - ha detto il deputato forzista - si facilitano le attività della microcriminalità e quindi il gioco illegale. Cosa comporta questo? Che la criminalità aumenta i suoi introiti e il suo potere. 150mila lavoratori del gioco legale stanno a casa e in difficoltà perchè non lavorano e non guadagnano. E lo Stato introita anche incassi fiscali dovuti al gioco legale che diminuiscono. Allora io dico: un Governo, un ministro, un sottosegretario che conosce queste cose, perchè riferite dalla Guardia di Finanza o l'Antimafia, e le continua indirettamente a favorire, non è semplicemente distratto ma diventa connivente con la criminalità. Non c'è da difendere solo i 150mila lavoratori, ma anche il Paese dall'aggressione delle mafie su un settore che fa appetito, perchè girano tanti soldi. Nel 2019 il settore aveva prodotto 11 miliardi di entrate fiscali allo Stato. Gli italiani hanno diritto di giocare e se non trovano aperta la sala legale vanno a trovarsi la bisca clandestina o quella del gioco illegale. La differenza sta che l'una viene controllata dallo Stato anche dal punto di vista della prevenzione delle ludopatie, il resto è invece fuori controllo. Io queste cose le dico e le scrivo in emendamenti insieme ai miei colleghi di Forza Italia da anni. Ora la mia posizione rispetto a qualche giorno fa è diversa, ora siamo al governo: ma su certe battaglie credo non ci sia maggioranza e opposizione. Quello che dicevo fino a qualche giorno fa è lo stesso che ripeto oggi. Siamo qui per difendere il tema della legalità, che non ha colore politico».



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