Distante (SAPAR): «Ogni ulteriore giorno di chiusura è un’azienda in più che fallisce...»

Continua l’odissea del Gioco legale: duro (anche) contro il nuovo governo Domenico Distante, mentre la SAPAR in una nota sottolinea: «L’onda lunga della demagogica guerra al gioco di Stato del governo a trazione gialla pare reggere anche con il governo Draghi»

«Con il governo Draghi cambiano i suonatori ma la musica rimane la stessa. Il fatto di accomunarci a parchi divertimento la dice lunga su come il nostro comparto venga percepito». E’ quanto rende noto Sapar in una nota. «Se c’è una cosa che non piace al Presidente Draghi è buttare soldi al vento. E non dovendo comperare voti, nemmeno gli serve farlo. Infatti il cashback di Stato, che nella penosa bozza di Recovery Plan italiano del governo Conte assorbiva metà delle risorse per l’innovazione della PA, pare abbia le ore contate. Come anche il “Reddito di cittadinanza”, così come è stato pensato e pagato con i nostri soldi», si legge ancora nel documento.
«Ma l’onda lunga della demagogica guerra al Gioco di Stato del governo a trazione gialla pare reggere anche con il governo Draghi. Con l’ultimo decreto pare che la tendenza a buttare risorse e regalarle alle mafie sia confermata. Siamo ormai alle comiche finali: tenere chiuse le aziende del comparto, anche in regime di “zona gialla”, anche se non ci sono mai stati casi acclarati di infezioni da covid-19, anche se i protocolli di sicurezza sono più stringenti di quelli di bar e ristoranti, anche se le persone per metro quadro sono di gran lunga minori di qualsiasi altra attività produttiva, anche se tenere chiusi noi significa regalare i soldi alla malavita, anche se questo significa perdere 11 miliardi l’anno di mancati introiti, anche se questo significa mettere sul lastrico 150mila lavoratori e relative famiglie. I ristori non arrivano al 15% del fatturato precedente per le aziende, ma gli affitti arrivano puntuali, i TFR maturano, gli affitti vanno pagati e ormai gli imprenditori - a parte i vestiti che indossano - hanno venduto tutto quello che possiedono per non chiudere. Hanno chiesto prestiti (se trovano banche che li vogliano ricevere), ipotecato case e proprietà per poter resistere a questa ondata di ignobile indifferenza dello Stato».
E nel confermare il pieno appoggio e sostegno alla Manifestazione dei Lavoratori del Gioco legale in Piemonte, prevista per giovedì 18 marzo, lo stesso presidente Domenico Distante - al solito presente e al fianco della Manifestazione “rosa” in picchetto permanente davanti a Palazzo Chigi e Montecitorio - non ha nascosto la sua amarezza e indignazione per la situazione stagnante: «Il primo obiettivo sono sempre purtroppo le aperture, che pensavamo di ottenere con questo nuovo DPCM, ma non è stato così. Mi dispiace, è cambiata la musica ma i suonatori mi sembrano sempre gli stessi. Non abbiamo ottenuto nulla. Spero che i parlamentari che ci hanno sempre sostenuto, come ad esempio Mauro D'Attis che mette sempre la faccia in qualunque momento, come gli onorevoli Fiorini e Pittella, possano ricevere una mano anche da altri parlamentari. Un plauso all'onorevole D'Attis per tutto quello che fa e a Forza Italia che ha illustrato il suo programma anche sul settore del Gioco. Spero che altre forze di maggioranza e opposizione possano far sì che 150mila lavoratori e 5mila piccole e medie imprese tornino a lavorare. Ne abbiamo bisogno, ogni giorno in più di chiusura significa un fallimento per un'azienda del settore. Speriamo che il nuovo DPCM di aprile sia quello buono per la riapertura».

Il Presidente di SAPAR, Domenico Distante, intervistato da AGIMEG di fronte a Montecitorio, con sullo sfondo il presidio permanente della "Manifestazione rosa": per il VIDEO integrale:



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