Distante (pres. Sapar): «Necessaria una norma nazionale che stabilizzi il settore dei Giochi»

«Confidiamo nel sostegno del direttore di Adm Minenna, che ha ricordato il nostro importante ruolo come presidio di legalità. E ho incontrato il ministro Di Maio e spero possa avere un’apertura nei nostri confronti»

«Siamo nel periodo dell’anno in cui si avvicina l’emanazione della Legge di Bilancio e non sappiamo ancora cosa vuole inserire il Governo nel testo. Il settore ha sofferto duramente il lockdown di 100 giorni. La riapertura sta dando lenti segnali di ripresa e i dati che mi hanno riferito per il mese di settembre sono incoraggianti. A seguito di ciò, noi abbiamo ancora più bisogno di stabilità dalla politica. Non possiamo essere vincolati ai Sindaci che singolarmente possono stabilire limiti orari sempre più stringenti ed altre norme volte ad impedire di proseguire il nostro lavoro. Spero che il nuovo Direttore Generale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Marcello Minenna, possa difendere i nostri diritti di fronte al Governo». E’ quanto ha affermato il presidente dell’associazione di categoria Sapar, Domenico Distante, durante il Convegno organizzato da Agimeg “100 giorni di lockdown, 100 giorni di riapertura: sale scommesse, slot e bingo, cosa serve per rilanciare le attività e non perdere incassi e posti di lavoro” nella fiera di Enada Rimini.
«Lo Stato deve ascoltare dai concessionari ai gestori per poter effettuare un riordino generale del comparto. Spero che ci sia buon senso da parte di tutti e voglia di riorganizzare un settore che è fondamentale per l'erario poiché versa oltre 11 miliardi di euro l’anno. Inoltre - ha proseguito Distante -, lo stesso Minenna ha ricordato il nostro importante ruolo nel presidio della legalità. Noi, come Sapar, abbiamo sempre segnalato comportamenti illeciti e mi rattrista constatare che le amministrazioni locali ci remino contro emanando ordinanze che ci impediscono di portare avanti il nostro lavoro. Tutti devono essere al corrente che noi siamo parte dello Stato e non siamo contro di esso, ma continuiamo ad essere colpiti a livello comunale, regionale e statale. Per tutti questi motivi io credo che sia sempre più necessaria una norma nazionale che stabilizzi il settore e le imprese che vi hanno investito. Ricordo ancora una volta che siamo alle porte della nuova legge di bilancio in cui, storicamente, c’è sempre stato un aumento di tassazione come accaduto con il Preu che ha avuto 7 incrementi in soli 4 anni. Spero che questa volta sia diverso e che possa contenere dei tagli fiscali nei nostri confronti».
«Il settore, negli ultimi anni, - ha detto ancora il Presidente di Sapar - è stato sempre calpestato e a questo punto penso che se la politica ritiene che sia così nocivo per la salute pubblica basterebbe poco per eliminarlo. Però, bisogna essere consapevoli delle ingenti perdite di entrate per lo Stato e dell’aumento dell’illegalità. Questo è proprio quello che è successo in Piemonte con la legge regionale sul gioco d’azzardo. Noi, quando fummo auditi, avevamo previsto che l’attuazione di tale legge avrebbe portato all’incremento dei fenomeni illegali, poiché il proibizionismo porta naturalmente a questi effetti. Ancora oggi il Movimento 5 Stelle parla male del comparto e ciò mi dispiace molto. Di recente ho incontrato il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e spero che possa avere un’apertura nei nostri confronti anche se ora non è più il Ministro dello Sviluppo Economico. La mia speranza è che anche altri politici possano cambiare il loro atteggiamento ipocrita verso il settore e voglio sperare che si tratti solo di mancanza di conoscenza del comparto. Il lockdown è stato colpo durissimo, in molti non sono riusciti a riaprire. Ricordo che tutto questo impatta su centinaia di migliaia di persone che lavorano nel mondo dei giochi e che hanno difficoltà nei diritti basilari come quello di accendere un mutuo che, spesso e volentieri, viene negato dalle banche. Noi stiamo cercando di far luce sulla situazione e di avere un confronto costruttivo con l’ABI. E dobbiamo impegnarci a difendere le nostre imprese e tutto l’indotto che attorno ad esse si viene a creare: spero che d’ora in poi si crei un fronte comune delle associazioni di categoria per difendere il comparto dei giochi dalle ingiustizie», ha concluso Distante.



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