Del Napoli di Rino Gattuso l’impresa più bella

I partenopei schiantano l'Atalanta e fanno un balzo in avanti nella considerazione di tutti

di Mauro Grimaldi

Anche Cristiano Ronaldo ha il COVID, quindi ci siamo tolti un dubbio che ci assilla da tempo: è umano. Tra l’altro smentisce il pungente Governatore della Campania, De Luca, che aveva “preteso” le scuse dalla Juve per non aver contagiato il portoghese. Sul fatto di come e quando se lo sia preso questo è un altro discorso, ma probabilmente fa parte di quegli strascichi, non solo polemici, di Juventus-Napoli che si trascineranno ancora per molto.
A proposito il Giudice Sportivo, com’era nell’aria, ha dato partita persa ai napoletani per 0-3 e si è voluto superare dando anche un punto di penalizzazione, aprendo così una nuova casistica nella giurisprudenza sportiva. Ho l’impressione che la pandemia riscriverà molte norme perché generalmente non è la realtà che si deve adattare alla norma, ma il contrario.
Il fatto che stiamo vivendo un periodo eccezionalmente complesso porterebbe a pensare la necessità di uniformare i parametri di giudizio all’attualità rispetto a quelli su cui ci si basava fino a ieri. Restano salve le solite invenzioni all’italiana messe in piedi per scavalcare norme e protocolli, ma su questo indagherà la Procura Federale.
A proposito, ho qualche difficoltà a capire la polemica innestata dal Ministro Spadafora su CR7. Forse dovrebbe pensare ad altre cose più concrete e vitali per lo sport italiano. Dentro al calderone Covid ci sono finiti anche Federica Pellegrini, Valentino Rossi e Filippo Fognini, una sorta di livella sociale di un virus, che almeno in questo, si dimostra davvero democratico, non escludendo nessuno.
In tutto questo il campionato continua, pur con qualche apprensione e protagonista in meno. Ora su quanto possano influire le assenze sul risultato sportivo è un discorso complesso. Sicuramente qualche effetto negativo c’è, soprattutto per quelle squadre che hanno la panchina corta. In ogni caso lo spettacolo deve continuare e questa è una regola inossidabile. Quindi vediamo cosa è successo in questa 4ª di campionato, tra l’altro giornata molto interessante dove c’è anche l’imbarazzo della scelta da dove iniziare. Per pace di tutti seguiamo la via gerarchica della classifica iniziando dal Milan - capolista solitario - che(finalmente) si è aggiudicato il derby con l’Inter (2 -1) con doppietta di Zlatan Ibrahimovic. Ora mi chiedo che razza di Covid ha avuto Ibra se appena rientrato sembrava più rigenerato di prima? Credo che sul personaggio si sia detto di tutto, e ormai non stupisce più se alla soglia dei quarant’anni è ancora in grado di fare la differenza.
La vera delusione, in tutto questo, è l’Inter partita strombazzando e già a 5 punti dalla vetta dopo appena 4 giornate. Quest’anno non credo che Conte possa accampare delle scuse, compresa quella del Coronavirus.
Ma il vero capolavoro della giornata l’ha fatto “Ringhio” Gattuso che con il suo Napoli ha dato una lezione di calcio all’Atalanta dei miracoli di Gasperini. Il 4-1 finale c’è tutto, forse anche di più. Gattuso non è uno di quei fenomeni mediatici alla Jürgen Klopp, e sarebbe ipocrita celebrarlo adesso: ma se ci fosse una classifica dei motivatori lui sarebbe il numero uno. Perché Gattuso, prima di essere un allenatore, è un generoso, uno che nonostante tutto quello che ha vinto come calciatore è rimasto con i piedi per terra e vive ancora nel mondo reale. Per questo riesce a farsi capire dai suoi ragazzi e a trasmettergli quella grinta e quella passione che nessun altro, come lui, è in grado di trasmettere. Resta, in questo stupendo inizio campionato dei partenopei, il neo della mancata partenza a Torino. Sul punto, in ogni caso la vicenda è ancora aperta.
Male, invece Simone Inzaghi (o bene Claudio Ranieri) che rimedia altri 3 gol dalla Sampdoria portando a 2 le sconfitte in 4 giornate. L’impressione è che la Lazio non sia in grado di ripetere l’ottimo campionato dello scorso anno. Fare affidamento su una squadra, seppure forte, senza un minimo di intervento sul mercato sembra un po’ azzardato.
A proposito di squadre in difficoltà, anche la Juventus non mi sembra che stia meglio, almeno vista contro Il Crotone. L’ 1-1 imposto dai calabresi ai bianconeri c’è tutto (anche se qualche recriminazione c’è sul gol annullato e il palo di Morata). Unica consolazione per Pirlo è che la scelta di Morata sembra azzeccata. Da valutare ancora l’impatto di Chiesa, in campo fin dall’inizio, che si è fatto subito buttare fuori. In ogni caso abbiamo imparato che la Juventus può stupirci in qualsiasi momento. Se ci riuscisse con Pirlo, ancora di più.
Invece dobbiamo inserire la vittoria del Sassuolo a Bologna per 4-3 nella parte alta dei commenti. Gli emiliani hanno iniziato alla grande questo campionato e si trovano a soli 2 punti dal Milan. Siamo solo alla 4ª giornata, un po’ presto per sognare ma farlo non è vietato.
La Roma cerca di riappropriarsi del suo ruolo di élite nel campionato dopo le sbandate estive, e i radicali cambiamenti societari, andando a vincere con il Benevento 5-2. Il lato positivo, oltre la vittoria, è che i nuovi arrivati si ritrovano tra le mani una squadra equilibrata che inizia a prendere consapevolezza delle proprie potenzialità. Gioca bene e il mercato estivo sembra azzeccato, soprattutto con Pedro. L’unico suggerimento, almeno per questo campionato, è quello di far lavorare Fonseca in santa pace evitando inutili fibrillazioni di corridoio.
Continua, invece, il solito andazzo per la Fiorentina (2-2) con lo Spezia e alla quale la mancanza di Chiesa non sposta molto e per il Torino, sconfitto 3-2 in casa dal Cagliari. Per i granata la situazione è già imbarazzante con 3 sconfitte su 3 (e deve recuperare la gara con il Genoa) mentre per Eusebio di Francesco è la prima vittoria in campionato, per lo più esterna). Il presidente Urbano Cairo sarà già in fibrillazione, ma del resto l’unica soluzione è provare a dare ancora fiducia a Giampaolo. Il tecnico è bravo, è solo questione di tempo (almeno credo).



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