Da qui alla fine del torneo le emozioni saranno in coda

L’Atalanta batte la Juve nel finale, il Napoli non ferma l’Inter, Milan e Lazio vincono in casa mentre la Roma affonda in casa del Torino e si arrende per la corsa Champions. Ma è in zona retrocessione che si sono vissute le emozioni più intense.

di Mauro Grimaldi

Eureka! Il Governo ha dato il via libera alla presenza di pubblico all’Olimpico per il Campionato europeo. La percentuale autorizzata è di almeno il 25% di tifosi, rispetto alla capienza totale, che potranno assistere ai 4 match in programma a Roma a partire dall’11 giugno (evitando di trasferire il tutto in Turchia facendo un piacere a Erdogan, che si era già proposto). Vivaddio un segnale di ottimismo che rappresenta un messaggio che va oltre il mero evento sportivo. Chiaramente questa apertura ha scatenato le rivendicazioni degli altri
settori dello sport e dell’intrattenimento, con Malagò e Franceschini in testa che chiedono l’apertura anche agli altri sport e ai concerti all’aperto.

Del resto, una soluzione si dovrà trovare probabilmente quella di limitare l’accesso ai vaccinati, o in presenza di un tampone nelle 72 ore precedenti, potrebbe essere una prima soluzione, ferme restando le distanze e i dispositivi di sicurezza, mascherine su tutto. Poi resta il buon senso della gente, ma su questo non ci metterei la mano sul fuoco.
Piccola parentesi europea. Altro Eureka. La Roma è passata eliminando l’Ajax - siamo ai limiti dell’impresa - soffrendo più al ritorno che all’andata. Comunque, va bene così. Adesso in semifinale incontrerà il Manchester United, e il solo nome dice tutto. Che la Roma, nell’immaginario popolare, parta sconfitta ci può
stare ma il campo ci insegna che non è sempre così, perché su un risultato non incidono solo i valori tecnici - che non sono poi così lontani se la Roma gioca come sa fare - ma altri mille aspetti che è
inutile stare qui ad elencare.

Passiamo al campionato dove, necessariamente, va sottolineata la vittoria dell’Atalanta sulla Juventus (1-0) che proietta i bergamaschi al 3° posto a danno degli stessi si bianconeri. Una sorta di lesa maestà da parte di una squadra irriverente e dispettosa ormai più che una realtà nel nostro campionato. Quello dell’Atalanta è un modello interessante da studiare, soprattutto per la capacità di tirare fuori dal cilindro giovani italiani di talento, di trovare talenti anche fuori e resuscitare calciatori dati per finiti. Chapeau!
Pirlo, per quanto lo riguarda, deve garantire l’obiettivo minimo (ma massimo per lui) di confermare la partecipazione alla Champions e possibilmente vincere la Coppa Italia. Sarebbe, comunque, un buon risultato. Deve, però, guardarsi le spalle prima dal Napoli che con l’Inter non va oltre l’1-1, ma va bene così.

Adesso la distanza è solo di 2 punti e vincerà chi sbaglierà il meno possibile, una specie di guerra dei nervi. Poi dalla Lazio (nel gruppo delle pretendenti alla prossima Champions dobbiamo metterci
anche lei) che supera 5-3 il Benevento e porta a casa la sua 5ª vittoria consecutiva, con un Ciro Immobile che si è sbloccato e una partita non impossibile da recuperare con il Toro. Va detto che anche quest’anno Simone Inzaghi ha confermato di essere un grande allenatore, peccato che la società non prenda seriamente in considerazione la possibilità di metterlo in condizione di vincere qualcosa di importante.

Al 2° posto resiste il Milan. La vittoria sul Genoa, per nulla scontata, rafforza le ambizioni dei rossoneri e, come ho già detto, meritano un posto nella massima competizione europea per quello che hanno fatto vedere quest’anno. Non credo che nessuno, dalle parti di Milanello, anche in tempi migliori, si fosse illuso di vincere lo scudetto. Troppo il gap tecnico con l’Inter e, se vogliamo anche con la Juve. Per cui, quello di Pioli, se non è un miracolo poco ci manca.
La Roma, invece, si è tagliata definitivamente fuori dalla corsa andando a perdere a Torino 3-1. Probabilmente la testa dei giallorossi è altrove e il Toro -va detto - è sceso in campo con le motivazioni
giuste dopo la vittoria (rocambolesca) del Cagliari sul Parma. I sardi, neanche loro sanno come hanno fatto, hanno recuperato con la forza della disperazione una partita già persa (4-3), condannando definitivamente il Parma alla retrocessione e conservando un minimo di speranza. Dico un minimo perché la distanza dalle quart’ultime è di 5 punti e il Toro ha una partita in meno.

Però ci sono Fiorentina e Benevento, anch’esse a 30 punti. Non è detto che tutto sia già scritto, perché può bastare anche la minima distrazione per riaprire i giochi e mi riferisco innanzitutto alla Fiorentina, che ha collezionato un solo punto nelle ultime 4 partite. I viola devono incontrare la Juve, la Lazio, il Napoli e la possibilità di fare zero punti è molto alta.
Poi al Benevento, con Milan, Atalanta e Torino fuori casa. Inoltre, in queste ultime 7 giornate c’è un Benevento-Cagliari e un CagliariFiorentina ancora tutti da giocare. Ergo, da oggi in poi ogni partita è una finale e onestamente non è facile fare pronostici. Ho l’impressione che questo sarà un campionato da giocare fino all’ultima giornata, giusto per aumentare le ansie di tutti noi.



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