Cuore e stress: la cardiomiopatia di Takotsubo

La rubrica di medicina e prevenzione a cura della Prof.ssa Leda Galiuto

di Leda Galiuto

«Che non si muore per amore è una gran bella verità» cantava Lucio Battisti, ma ci sono casi in cui le forti emozioni possono davvero minacciare la salute del cuore. Proprio cosi: in fondo la saggezza popolare nasconde sempre la verità: il cuore infranto, il cuore spezzato, non sono solo espressioni romantiche, ma una reale malattia.
Il cuore, sottoposto a stress cronico o ad un improvviso e inatteso dolore, o a dispiacere, rabbia, può soffrire anche fino a fermarsi. I giapponesi, che per primi hanno scoperto questa malattia, l’hanno chiamata sindrome di Tako-tsubo, dove “tako” vuol dire polpo, e “tsubo” cesto, questo perché il cuore di queste persone si dilata proprio come un cesto per raccogliere i polpi o un palloncino.
Noi europei, che siamo più romantici, diamo valore all’evento emotivo che porta a far deformare il cuore e dunque lo chiamiamo “crepacuore”.
Ma vediamo come reagisce il cuore allo stress emotivo. A proposito di romanticismo, il cuore è stato anticamente considerato sede delle emozioni proprio perché reagisce alla gioia, alla rabbia, alla paura sostanzialmente nello stesso modo, aumentando la frequenza dei suoi battiti e facendosi cosi “percepire” come qualcosa che ci frulla nel petto, quelle che noi chiamiamo palpitazioni.
Quando però le emozioni sono molto intense, la reazione prolungata, in persone particolarmente predisposte e, a dire il vero, per cause ancora non completamente chiarite scientificamente sulle quali stiamo indagando, i piccoli vasellini che portano il sangue al muscolo cardiaco si costringono, si chiudono e cosi il muscolo, privo di sangue, soffre e smette di contrarsi in una parte più o meno estesa, di solito alla punta, deformandosi a palloncino.
A differenza del più noto e più frequente infarto del miocardio dovuto all’occlusione di una delle grosse arterie coronariche da placca di colesterolo, nella Takotsubo le coronarie della superficie del cuore (le autostrade, dico io) sono normali e aperte e lasciano passare e circolare il sangue
Ma quindi quando abbiamo uno scatto d’ira, quando durante una animata discussione “il sangue ci va alla testa” e diventiamo paonazzi, magari anche nel corso di una riunione di condominio, potremmo in qualche modo danneggiare il nostro cuore?
Le riunioni di condominio sono proprio le condizioni a più alto contenuto di stress e di rabbia e, di conseguenza, le più lesive per il cuore. E’ importante sapere che il carattere non si eredita con il DNA ed è ampiamente modificabile. Il problema è che non è certamente un percorso semplice: provate a dire ad una persona irascibile che deve stare calma, otterrete la reazione opposta.
Se però il medico conosce la psiche, l’aspetto emotivo dei pazienti e sa in modo più o meno approfondito ed efficace interagire con il proprio paziente per portarlo pazientemente a modificare il proprio comportamento e magari anche il proprio sentire, i risultati sulla salute e sul benessere saranno davvero sorprendenti.
Le persone più recettive potranno giovarsi anche di un percorso psicoterapico che serva a conoscersi, a conoscere e gestire le proprie emozioni, proprio perché anche reprimerle e non manifestarle fa ugualmente male al cuore. Va ricordato che corpo e mente sono una sola cosa, lavorano insieme e solo la loro armonia è garanzia di longevità.

I SINTOMI CHE PRECEDONO LA SINDROME DA “CREPACUORE”
Il sintomo classico è un forte dolore al petto, proprio come quello dell’infarto, con il quale questa malattia è inizialmente confusa. Giusto, comunque, in caso di forte dolore al petto pensare subito all’infarto e raggiungere il più vicino Pronto soccorso; questo perché l’infarto è patologia di gran lunga più frequente della takotsubo e soprattutto perché nel caso dell’infarto “il tempo è muscolo”, cioè prima si raggiunge il Pronto soccorso e prima può essere riaperto il vaso occluso in modo di salvare più cellule possibili e preservare la funzione del cuore. E’ possibile che la sindrome da crepacuore si presenti con altri sintomi, meno chiari, come affanno improvviso, dolore allo stomaco, nausea e sudorazione, svenimenti, dolore alla schiena. Anche questi sintomi non vanno sottovalutati.
Ma questi sintomi sono transitori? Insomma, dopo la crisi, il cuore subisce danni? Se è vero, proprio come nell’immaginario collettivo, che di crepacuore si può morire, è anche vero che nella stragrande maggioranza di casi, i piccoli vasi che si erano chiusi durante l’evento stressante tornano a riaprirsi e a lasciar fluire il sangue, con enorme beneficio del muscolo cardiaco che torna a ricevere ossigeno e, dunque, a contrarsi, recuperando la sua forma originaria.

LE CAUSE DELLA SINDROME DI TAKOTSUBO
La forma classica di Takotsubo si manifesta in corso di stress emotivi, tipicamente lutti, perdite, ma è interessante sapere che sono stati descritti episodi di “crepacuore” anche dopo grande gioia (l’abbiamo chiamata “sindrome del cuore felice”). Poi c’è il grande capitolo degli interventi chirurgici che certo sono uno stress fisico, ma certamente anche psichico. Alcuni pazienti hanno gravi malattie psichiatriche, come la depressione, o neurologiche. Ma queste condizioni sono meno frequenti.

L’INCIDENZA PER?ETA’ E SESSO
E’ molto maggiore nelle donne: su 10 pazienti, 9 sono infatti donne ed hanno una età media di 70 anni, sebbene la Takotsubo possa presentarsi anche prima. Le motivazioni di questa predilezione della Takotsubo per le donne non sono ancora ben chiare. Sicuramente l’assenza di estrogeni che in età fertile hanno protetto le coronarie delle donne gioca un ruolo cardine, cosi come potrebbe giocare un ruolo la gestione o non corretta gestione delle emozioni da parte della psiche femminile.
Ma esiste un modo di prevenire l’insorgenza di questa malattia? Certamente si! La cosa più semplice ed immediata da fare è ricordarsi di avere un cuore (inteso come muscolo) e che si può ammalare. Bene dunque prendersi cura di figli, marito, nipoti, casa etc, ma non bisogna trascurare la propria salute e soprattutto la salute del proprio cuore.
Come? Sottoponendosi ad una visita cardiologica annuale proprio come si fa la mammografia ed il pap test. Non trascurare nessun sintomo, soprattutto quando nuovo o insolito e non dare per scontata la propria salute emotiva.
A tutti poi, uomini inclusi, ricordo il ruolo protettivo sul cuore della corretta alimentazione che è quella della dieta mediterranea, l’abolizione del fumo e il regolare esercizio fisico che è la migliore e più potente delle medicine. Gli uomini in particolare si giovano poi di programmi di gestione dello stress.

LA SINDROME DEL "CUORE INFRANTO" SEMBRA PARTIRE DAL CERVELLO
Di certo la partenza della sindrome è dalla mente, intesa come psiche, emozioni; ora se sia proprio una parte del cervello e se questa parte sia congenitamente è una ipotesi che trova sostegno nelle nuove metodiche che ci consentono di studiare l’attivazione delle aree cerebrali.
Se però questa attivazione cerebrale sia la causa o il risultato della malattia non è ancora noto, perché le donne oggetto di studio sono state monitorate dopo l’evento e non prima.
Ci sono tre aree del cervello non collegate anatomicamente tra loro: l’amigdala, l’ippocampo e il giro del cingolo, che controllano le emozioni, la motivazione, l’apprendimento e la memoria. Queste zone del cervello sono funzionalmente connesse. Ovvero: condividono le informazioni che giungono dalla periferia per poi elaborare una risposta. Nelle persone colpite dalla sindrome di Takotsubo, la comunicazione tra queste aree è ridotta.

DIAGNOSI TEMPESTIVA
E’ fondamentale per il cuore: se accusiamo sintomi tipici di questa patologia - come detto (“il tempo è muscolo”) - la prima cosa da fare è raggiungere il più vicino Pronto soccorso

LE TERAPIE FARMACOLOGICHE
Di certo sappiamo che è utile l’Aspirina perché rende più fluido il sangue e sono utili gli ace inibitori, cioè farmaci che aiutano il cuore a recuperare la propria forma.
Poi sono utili tutti i farmaci che trattano i fattori di rischio come ipertensione, diabete e ipercolesterolemia, cosi come, quando necessari, quelli che curano ansia e depressione.

I CONSIGLI DI PREVENZIONE
Controllare periodicamente pressione, glicemia e colesterolo. Non aumentare di peso, non fumare, fare attività fisica, seguire una dieta mediterranea. A proposito di questo, non ci sono alimenti magici e neanche demoniaci o killer:?è nell’equilibrio la ricetta magica.
Cibi di qualità, (attenzione alla stagionalità e al territorio), quantità giuste, mai restare a digiuno e all’opposto non ingurgitare cibo distrattamente, e “convivialità” sono le parole d’ordine.



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