Ci mancava anche questa pagliacciata della Superlega...

L’adesione al club degli “eletti”, durato appena 48 ore, non ha portato bene al Milan (battuto in casa dal Sassuolo) e neanche all’Inter, fermata sul pareggio dallo Spezia. In coda c’è sempre più equilibrio per la terz’ultima piazza: per il Cagliari è fondamentale la sfida di domenica contro una Roma con la testa al Manchester United

di Mauro Grimaldi

Anche quest’anno non ci facciamo mancare niente. Non bastava il Covid, la crisi economica, le esternazioni di Grillo. Adesso ci si è messa anche la Superlega, nome pomposo che - man mano che ci penso - più che a dei supereroi iniziano a somigliare a Super Pippo. I primi a sfilarsi sono stati gli inglesi che, con un aplomb tutto anglosassone, dopo la straincazzatura di Boris Johnson, hanno ammesso di aver fatto una stupidaggine con tanto di scuse a domicilio. Poi, a sfilarsi, in fila indiana l’Inter, il Milan, il Barcellona e l’Atletico Madrid lasciando Andrea Agnelli e Florentino Perez con il cerino in mano.
Potranno consolarsi con un torneo estivo, nella speranza che il pubblico partecipi. Andrea Agnelli ha dichiarato che valuterà le proposte dell’UEFA, il che conferma la confusione mentale del dirigente bianconero. Farebbe meglio, a questo punto, a capire come fare per riacquistare quella credibilità (non solo con i vertici istituzionali) senza la quale mi sembra difficile continuare a fare il mestiere che ha fatto fino ad ora.
Il problema è che questa situazione deriva da una guerra che i grandi club si sono fatti in questi ultimi anni, a suon di milioni, per accaparrarsi le prestazioni dei vari campioni, determinando un vortice inflazionistico che ha fatto lievitare i costi a livelli insostenibili. La butto là: ma non facevano prima a sedersi attorno ad un tavolino e stabilire un patto di gentlemen agreement per calmierare i prezzi e stabilire dei tetti di ingaggio?
Parliamoci chiaro. A potersi permettere certi top player sono in pochi. Se questi pochi stabiliscono delle regole d’ingaggio rapportate al mercato, a questo punto resta difficile per questi giocatori trovare ingaggi milionari a meno di non svernare in qualche Emirato. No, non stiamo parlano di “cartello” ma di una logica che da sempre regola il mercato. L’indebitamento di questi club non è più sostenibile, e su questo sono d’accordo, ma continuando con questo modello gestionale il rischio concreto è che esploda tutto. Per cui, secondo me, la cosa più logica non è fare questi colpi di coda, che sanno tanto di disperazione, ma cercare con l’UEFA e le FSN delle regole d’ingaggio e gestionali adeguate al mercato di rifermento e al momento storico.
Detto questo andiamo a vedere cosa è successo in questo turno infrasettimanale che, a prescindere dai risultati, ha confermato che una Giustizia divina esiste. Il primo a farne le spese, per questa sua scellerata adesione alla neo-abortita Superlega, è stato il Milan che ha pagato subito pegno in casa con il Sassuolo, perdendo 2-1. Ma come, uno squadrone con ambizioni così alte, che si eleva al di sopra di tutti, va a perdere con una piccola provinciale? Ma come si fa a non capire che è proprio questo il bello del calcio? Comunque, per dirla “terra terra”, questo complica le cose per i rossoneri (che fino a ieri, prima di aderire alla Superlega, mi erano simpatici…) che rischiano di giocarsi il 2° posto.
La Juve, vincendo con il Parma (3-1) e l’Atalanta, pareggiando a Roma (1-1) si sono portate ad una sola lunghezza dal Milan. Peccato per i bergamaschi, che avrebbero addirittura potuto superare i rossoneri ma hanno peccato di presunzione, e invece di fare un solo boccone della Roma hanno rischiato anche di perdere.
Dietro, leggermente più attardato, il Napoli che ha asfaltato la Lazio 5-2. In sostanza hanno segnato tutti, mancava solo De Laurentiis. Questo risultato rimette in pista il Napoli per la Champions e taglia fuori la Lazio, per non dire la Roma, che giovedì è chiamata a dimostrare che il superamento di turno in Europa League non è stato un caso.
In tutto questo fa rumore anche il pareggio dell’Inter (un’altra delle 12 ancelle dell’Olimpo) a La Spezia (1-1) ma questo risultato non fa testo, in quanto i nerazzurri consolidano il comando. Esalta, però, il bel campionato dei liguri.
Già che ci siamo, vogliamo spezzare una lancia a favore di Italiano e De Zerbi, due allenatori che stanno onorando il nostro calcio alla faccia di tutti quelli che snobbano il calcio di provincia?
Scendiamo qualche gradino sotto iniziando con il dire che sia il Parma che il Crotone (sconfitto 1-0 in casa dalla Samp) stanno rotolando inevitabilmente verso la “B” e non li salva neanche un pellegrinaggio a Lourdes. Diverso è il discorso del Cagliari, che ancora ci crede e lo dimostra la vittoria a Udine (1-0), pesantissima in termini di punti e di morale, che rimette i sardi in corsa dopo il pareggio del Benevento (2-2 con il Genoa) e del Torino (1-1 con il Bologna).
Per la lotta per non retrocedere ci sono quindi 6 squadre in 5 punti, con al vertice Fiorentina, Genoa e Spezia a 33; il Torino e il Benevento a 31 e il Cagliari a 28. Mancano ancora molte partite in ottica salvezza e ci sono una serie di scontri diretti: quindi se fino a qualche settimana fa si poteva dare tutto per scontato, adesso un pronostico è sicuramente più complicato per la terzultima posizione in classifica. Mi sembra che tutte queste squadre si equivalgano sotto l’aspetto tecnico o per lo meno nessuna di queste sembra poter andare in fuga, ergo gustiamoci questo finale di stagione mai così incerto come quello che stiamo vivendo.



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