Chiamatela Serie A...SL: il Napoli resta a casa, Milan e Atalanta vanno in vetta

Sub judice la sfida tra Juventus e Napoli: il Giudice sportivo non ha ancora decretato il 3-0 a tavolino

di Mauro Grimaldi

Con il rinvio della partita con il Torino, il Genoa si è giocato il bonus imposto dalla Lega, che consente di rinviare una sola gara nel corso del campionato. Per cui, in caso di recidiva, vale la “regola UEFA del 13”, cioè il numero di calciatori sufficienti a disputare una partita calcolati in base al numero dei giocatori della prima squadra. In caso contrario, la partita è persa a tavolino. Non sono convinto che questo sia in linea con la situazione pandemica che stiamo affrontando perché i tempi di quarantena potrebbero interessare più giornate di campionato e la squadra “contagiata” potrebbe ritrovarsi nella stessa identica situazione anche la settimana dopo. Come si dice, «cornuto e mazziato».
Chiaramente c’è da capire se in situazioni limite come quella del Genoa che dovessero ripetersi, la Lega avrà la forza di imporre questa norma. Il primo banco di prova, anche se su presupposti diversi, sarà stato Juventus-Napoli, per la quale non è stato previsto nessun rinvio, nonostante le oggettive difficoltà dei partenopei legate al COVID-19 (conseguenza della gara con il Genoa). La ASL di Napoli ha puntato i piedi e ha messo tutti in quarantena (visti anche i due casi di positività di Zielinski ed Elmas). Per la Lega e la Juventus, invece, si doveva giocare. Non voglio anticipare niente. Vediamo come andrà a finire.
Certo, sarebbe un precedente su cui riflettere: se un regolamento associativo può imporsi ad una normativa che ha, tutto sommato, una forte connotazione statale. Inoltre, c’è da dire, che siamo di fronte ad uno scenario in continua evoluzione e imprevedibile. Alla fine dello scorso campionato i contagiati in Italia erano poche decine al giorno, adesso abbiamo ampiamente superato la soglia dei 2.000. Per cui la curva del Coronavirus ha avuto un’impennata significativa. Una realtà non semplice da gestire ma capisco che dei punti fermi ci debbano essere, esatti o sbagliati che siano.
Del resto, si cerca in qualche modo di dare una parvenza di normalità e sempre l’UEFA, per le sue competizioni, ha dato la disponibilità dell’accesso al pubblico fino al 30% della capienza, ma solo per i tifosi locali. Ma anche questo si scontra con le restrizioni delle leggi locali che, in via gerarchica, sono sovraordinate a quelle dell’UEFA. È una coperta corta e le soluzioni sono veramente poche.
In tutto questo il campionato, stoicamente, va avanti. Proviamo a dare un senso, quindi, all’aspetto sportivo. Iniziamo da Lazio-Inter: 1-1. Pareggio corretto per una partita non spettacolare e molto spigolosa, con 2 espulsi: Immobile per i biancocelesti e Sensi per i nerazzurri. L’Inter ha ragione ad essere nervosa perché questo pareggio segna la prima importante battuta d’arresto. Lo scorso anno, i punticini persi qua e là, hanno lasciato Conte & C. dietro alla Juve di un punto, sufficiente ai bianconeri per vincere il 9° scudetto. Qui a Roma, la scorsa settimana, l’Atalanta ha passeggiato, imponendosi per 4-1. Stavolta i bergamaschi ne hanno fatti altri 5 al Cagliari portando a 13 le reti totali nelle prime 3 giornate. Mostruoso (non trovo un aggettivo diverso). È quella di Gasperini la squadra da battere ed è chiaramente già prima a punteggio pieno assieme al Milan (3-0 allo Spezia). Probabilmente è ancora presto per trarne le conclusioni, ma se questo è l’approccio al campionato, bisognerà correrle dietro.
Anche il Milan, nonostante l’assenza di Ibra, si sta dimostrando una squadra quadrata e concreta e Pioli sta facendo un bel lavoro a dimostrazione che non bisogna andare chissà dove per trovare un bravo allenatore.
Vince anche la Roma, seppure di misura, contro un’Udinese incapace di segnare. Nessun gol in 3 partite. Sarà ansia da prestazione. I giallorossi, invece, hanno confermato la buona impressione della gara con la Juve. Chissà se un paio di rinforzi in più saranno sufficienti per inserirsi nella lotta per la Champions?
Continua, invece, il bel campionato del Benevento, che batte anche il Bologna, conquistando la 2ª vittoria della stagione. Non male, tutti punti pesanti in ottica salvezza. A Benevento, sia in campo che fuori, c’è molto entusiasmo ed è giusto così. Pippo Inzaghi è riuscito a dare un’anima a questa squadra che l’anno scorso ha dominato la serie B. Sono curioso e aspetto con interesse il derby con il Napoli.
Anche Ranieri, con la sua Samp, si fa sentire andando a vincere a Firenze (per 2-1) una partita non facile, superando l’impasse delle prime 2 giornate. La Fiorentina, con Chiesa che scalpita(va) per andare via, deve capire cosa vuole fare da grande. I tifosi, rassegnati, sperano in un campionato meno anonimo degli ultimi.
Manca all’appello la vittoria del Sassuolo sul Crotone (4-1) e del Parma sul Verona (1-0) che fanno numero. Sono giornate così. Difficili da commentare. Lo si fa quasi controvoglia, come se il risultato sportivo non sia poi così importante nell’economia di questo complicato momento storico. Ma poi ti rendi conto che il calcio è anche una via di fuga dai problemi, un attimo di evasione, quindi viva il calcio e aspettiamo di gustarci la prossima settimana Napoli-Atalanta e il derby milanese, due appuntamenti per verificare la reale tenuta delle prime della classe.



per informazioni e suggerimenti: redazione@sportextra.it