Caos DAZN: stop alla condivisione dell'abbonamento

La piattaforma streaming va verso una forte restrizione delle possibilità previste dagli attuali termini contrattuali

(Ina Fassbender/DPA/ANSA)

Si chiama concurrency - scrive il Sole 24 Ore che per primo ha dato la notizia, facendo esplodere la "bomba DAZN" presso gli sportivi: praticamente le 2 utenze collegate a un medesimo abbonamento e in grado di vedere contemporaneamente lo stesso contenuto, come su DAZN, appunto. Ebbene, questa possibilità sta per essere cancellata, visto che - a quanto risulta al Sole 24 Ore -, la piattaforma streaming che detiene i diritti della Serie A per il triennio 2021/24 sta per mettere fine alla possibilità di concedere a 2 utenze collegate allo stesso abbonamento di accedere ai contenuti contemporaneamente da 2 device che si trovano a distanza l’uno dall’altro.

Com'è noto, DAZN finora (e probabilmente anche per le prossime settimane, almeno fino alla fine dell'anno) concedeva la possibilità ai propri utenti di poter vedere lo stesso evento in contemporanea su 2 dispositivi a patto che l'utenza "user e password" fosse la stessa. I vertici della società OTT hanno però in mente una rivoluzione radicale che eliminerà la visione contemporanea dello stesso evento su più dispositivi, qualunque essi siano.

Contattata dal Sole 24 Ore, DAZN replica con un «no comment». Il “due al posto di uno” è però in procinto di lasciare la scena. E sarebbero infatti in partenza le comunicazioni agli abbonati che devono essere informati per avere la possibilità di esercitare il recesso, entro 30 giorni. In questo modo, l’avvio delle comunicazioni in questi giorni porterà dunque la novità a regime a partire da metà dicembre, mettendo la parola fine a una possibilità, la “doppia utenza contemporanea” che per gli abbonati - ricorda l'autorevole quotidiano economico di Confindustria - era finora prevista al punto 8.3 delle condizioni di utilizzo.

In realtà, come detto, non è una svolta già approvata, ma un'idea che DAZN ha da tempo e che, di fatto, in parte è preannunciata dal cambio di dicitura apparso in questi giorni sul proprio sito web. Al posto di ?“Con un’unica sottoscrizione Dazn si sdoppia: potrai guardare due contenuti – uguali o differenti – allo stesso momentonella sezione "abbonamento" rimane la dicitura: ?“L’abbonamento dà diritto all’utilizzo del Servizio DAZN su un massimo di due (2) dispositivi contemporaneamente”. Di fatto sparisce la dicitura "uguali o differenti" che è ciò che permetterebbe a 2 persone di vedere un evento live come una partita di Serie A in contemporanea.

La scelta della piattaforma OTT sta ovviamente scatenando la polemica degli abbonati, con minacce di disdette e proteste lanciate soprattutto da quei gruppi famigliari che condividono lo stesso account. La mossa di DAZN è però mirata a colpire non queste situazioni, bensì la vera e propria compravendita di sottoutenze che nel mercato della pirateria già avviene. 
Secondo quanto appreso da Calciomercato.com, inoltre, la Lega Serie A al momento non si esprimerà sulla vicenda in quanto non può materialmente opporsi a una decisione presa da una società che è licenziataria dei diritti TV sulle modalità di ritrasmissione degli stessi, sempre a patto che questi vengano poi distribuiti regolarmente e senza problemi di visione. Cosa che, in realtà, con DAZN neanche è avvenuta, visti i frequentissimi problemi di collegamento, ritardi e visione che coinvolgono centinaia di migliaia di appassionati in tutto il Paese.

Dal punto di vista pratico, la visione in contemporanea di DAZN su 2 dispositivi attraverso lo stesso abbonamento resterà possibile. Ma soltanto in un caso: quello in cui i devices saranno agganciati allo stesso indirizzo IP. In pratica, si potranno vedere i contenuti di DAZN contemporaneamente su dispositivi diversi con un unico abbonamento ma solo se collegati alla stessa rete (ad esempio all'interno della stessa abitazione). Un accorgimento che renderà così impossibile lo sfruttamento del medesimo abbonamento in contemporanea tra utenti diversi, escamotage adottato in massa che DAZN ha voluto contrastare.



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