Boombet: il calciatore che ama studiare gli altri calciatori

«Nel calcio come nei pronostici sono e mi sento un “fantasista”: per me le scommesse non sono un modo per fare soldi, ma più semplicemente una sfida con me stesso...»

di Carlo Lazotti

Ci sono i calciofili da salotto, i censori da divano (quelli che «…Questo lo segnavo anch’io!»), gli appassionati che qualche calcio sui campetti di periferia - in gioventù - l’hanno tirato, i malati di football che si guarderebbero anche una replica della “B” inglese alle 2 di notte, e quelli che di calcio ne possono parlare con competenza e cognizione di causa, visto che lo giocano regolarmente ad alti livelli, magari sfiorando addirittura il professionismo. Quest’ultimo è il caso del nostro protagonista di oggi, “Boombet”. All’anagrafe Leo Ragno, trentenne (ha festeggiato il compleanno sabato scorso), centrocampista del Team Orta Nova dell’Eccellenza pugliese, che giusto un mese fa ha avuto l’ufficialità della permanenza nella categoria (con il 13° posto in classifica “cristallizzato” al momento dello stop) dopo l’interruzione del campionato per l’emergenza sanitaria da COVID-19.
E proprio dalla carriera calcistica di “Boombet” si dipana la storia di appassionato di questo sport e abile pronosticatore: «Io gioco a calcio da anni nei Dilettanti - ci dice Leo - come centrocampista, anzi fantasista (ride, ndr), e ho portato nelle scommesse quello che è il mio stile anche sul rettangolo di gioco. Ovviamente il calcio l’ho sempre seguito anche in TV, mi è sempre piaciuto così come mi piace confrontare le mie idee con quelle degli altri».

  • Quando è iniziata ufficialmente la tua carriera di tipster? E cosa ha fatto accendere la scintilla per i pronostici… pubblici?
    «Premetto che per me le scommesse non sono un modo per fare soldi, ma molto più semplicemente una sfida con me stesso. Sin dalla maggiore età ho sempre giocato per curiosità e divertimento, così come seguivo anche il Fantacalcio. In ogni caso, durante una cena di Natale con i parenti, i miei cugini mi hanno sfidato con dei pronostici e ho vinto io. E da lì mi sono detto:?“Perché non provare a fare una pagina sui social?!”. E il successo è arrivato quasi subito, visto che nel giro di un anno sono riuscito ad arrivare a quasi 100mila follower su Instagram».
  • La popolarità non sembra davvero averti cambiato…
    «Non mi è mai interessato diventare un personaggio, e non ci tengo ad essere uno che viene fermato per strada dalla gente. Anche se poi è arrivata l’opportunità di andare in TV con SportItalia (nell’interessante e divertente trasmissione di sportsbetting “TipStop” in onda il lunedì, il mercoledì e il venerdì alle 18.30 sul canale 60 del digitale terrestre con la conduzione di Romina Minadeo:?nelle foto a destra, ndr) e ho accettato subito. Ma la mia passione è tanta che pronosticherei partite di calcio anche senza giocarmele, solo per il gusto di centrare l’esito o il risultato».
  • Scendiamo allora un po’ più nel dettaglio: spiega ai lettori di SPORTextra quali partite scegli, che tipo di scommesse preferisci e come si sviluppano i tuoi ragionamenti…
    «Quello che faccio è cercare quote alternative, che magari le persone generalmente tralasciano o perché non hanno tempo per analizzare. Ma sempre seguendo una logica. Penso sempre che i miei pronostici devono stupire chi mi segue. Quindi non darò mai il classico favorito che tutti giocano: certo, se c’è - magari - Juve-Spal, è ovvio che i bianconeri di Sarri sono strafavoriti e vinceranno, ma magari vado a cercarmi una quota più alta in una specialità “esotica”».
  • E per arrivare al pronostico che tipo di analisi effettui?
    «Parto dal presupposto che alcune dinamiche sono le stesse tra calcio dilettantistico e professionistico. E io le conosco. So quello che succede in uno spogliatoio di uno squadra, so come pensa un giocatore. Ti faccio un esempio: Niccolò Zaniolo, a novembre scorso, ha iniziato da titolare Roma-Brescia ed era diffidato. Ebbene, subito dopo la Roma aveva in calendario la trasferta di Verona, e poi il match contro l’Inter. Me lo sentivo che contro il Brescia avrebbe preso un “giallo” e sarebbe stato squalificato per il successivo match del Bentegodi, ma in quel modo non avrebbe rischiato di perdere la sfida con la sua ex squadra. E così è andata infatti. Come avevo correttamente pronosticato. Ma d’altronde io ho fatto lo stesso nel mio girone di Eccellenza: ero diffidato, e per non perdere la sentitissima sfida contro il Trani - la squadra della mia città - mi sono fatto ammonire due partite prima…».
  • Da questo punto di vista sei decisamente avvantaggiato rispetto a tanti altri tipster…
    «Con queste conoscenze penso di avere dei vantaggi, ma cerco sempre di motivare al massimo quello che dico: io cerco di spiegarti le mie ragioni sul perché si dovrebbe verificare un determinato esito o un risultato e ti dò le mie motivazioni. Poi sta a te. Se non sei d’accordo, ovviamente non effettui quella giocata. Tanti, poi, mostrano decine e decine di giocate di grande impatto, solo per far vedere che hanno tanto disponibilità. Ma quella è anche una cosa rischiosa che può portare all’emulazione. Io cerco sempre di vedere le scommesse sportive come puro divertimento».
  • Un divertimento, quest’anno, purtroppo interrotto da una pandemia planetaria che ha fermato per mesi l’intero Paese e chissà per quanto tempo ancora la nostra economia… Tu che hai fatto durante il lockdown: hai continuato a giocare spostandoti magari su altri sport o su campionati più esotici?
    «Durante il lockdown no, niente. Neanche con il virtual, ho giocato. Oltre al calcio seguo anche basket e tennis, gioco un po’ a poker perché organizzo tornei gratuiti per puro divertimento e senza vincite in denaro, ma devo avere il contatto con lo sport “vero”, quello giocato. Devo essere onesto con chi mi segue, e ho preferito evitare anche la Bielorussia, che nei mesi di quarantena ha imperversato sui vari siti, visto che era praticamente l’unico campionato d’Europa in attività. Ho preferito aspettare il ritorno delle partite dei tornei più importanti».
  • Hai nominato Zaniolo, e quindi il capitolo “scommesse sui cartellini”: quali altre tipologie di gioco prediligi?
    «Il classico “1X2” lo gioco davvero raramente, a meno che non ci siano condizioni particolari. A me piacciono le prestazioni dei giocatori: gol, assist, ammonizioni, comunque sempre quote “alternative”. Non sono io a doverti dire che la Juve batte la Samp, ma magari ti faccio vedere invece che Ramsey è migliore in casa - allo Stadium - che fuori. Così come se analizzo il Sassuolo che gioca fuori casa non posso non pensare che Boga è uno straordinario contropiedista e quindi regolarmi di conseguenza sulla partita che andrà a fare. Ce ne sono tanti di ragazzi che creano pagine con dei pronostici sui vari social, ma per arrivare ad avere credibilità bisogna fare analisi serie e ben motivate».
  • Qual è stata la vincita che ricordi con maggiore piacere?
    «Io gestisco 2 pagine su Instagram: “BoomBet” e “Yellow Bet” insieme a mio fratello Ignazio. Su “BoomBet” ho vinto una volta 6 raddoppi consecutivi, partendo da 20 euro e arrivando ad oltre 1.000 euro. Il tutto è durato un mese, con tante persone che seguivano. E devo dire che dà emozione riuscire a far vincere così tanta gente e a trasformare i loro 20 euro in oltre 1.000. L’anno scorso, poi, ho centrato Inter-Juve 1-1 con tanto di marcatori: Nainggolan e CR7. Quota alta, vinta con tanti ticket e con soddisfazione particolare, visto che ero anche allo stadio»
  • E su “Yellow Bet”?
    «Qualche giorno fa, studiando le statistiche recenti - io amo la statistica - ho centrato l’ammonizione di Leo Messi in campionato. E anche in quel caso è stato bellissimo vedere la gente che ti segue felice perché hai dato loro un’informazione corretta. Io cerco tra l’altro di rispondere a tutti i messaggi, facendomi ovviamente aiutare da qualcuno, visto che mi alleno anche 4 volte a settimana. E a tutti cerco, con pazienza, di spiegare il perché delle mie scelte. “Yellow Bet”, ad esempio, è stata creata soltanto a novembre 2019, ha poco più di 6 mesi come pagina Instagram, ma in poco tempo ha visto arrivare oltre 80.000 follower. Grazie anche a “colpi” tipo una multipla con almeno un ammonito in 12 diverse partite, o una “quota 70” centrata con 3 ammoniti specifici in 3 diverse partite, l’ultimo dei quali - Kurti?, nel posticipo serale».
  • I social, parafrasando “Star Wars”, hanno purtroppo un lato oscuro. Ed è quello contrassegnato dagli “haters”, quelli che ti saltano addosso al minimo errore, magari arrivato dopo una lunga lista di successi…
    «Premetto che la mia soddisfazione più grande è vedere che anche gli altri prendono in considerazione quello che faccio. Detto questo, sì è vero: gli “haters” ci sono sempre. Più si ha successo, se di “successo” si può parlare, e più ti tormentano. All’inizio reagivo male, per inesperienza, ovviamente. Me la prendevo, mi facevo prendere dai dubbi, bloccavo utenti. Poi ho riflettuto bene sul fatto che io non chiedo mai soldi a nessuno. Condivido semplicemente il mio pensiero, e se ti faccio vincere sono anche contento così come mi dispiace se non ti faccio vincere. Giocando anche a calcio, però, alla fine mi sono abituato anche alle critiche».
  • Tornando al pubblico dei tuoi followers su Instagram e degli iscritti al canale Telegram, ti hanno mai fatto richieste specifiche? Magari super multiple?
    «Le tipologie di giocatori sono variegate e le richieste sono le più disparate: c’è chi vuole il raddoppio, chi vuole “quota 10”, chi ti chiede il colpo grosso con “quota 100”. Io cerco quando possibile di accontentare le persone, ma senza esagerare. Quindi cerco di fare delle giocate mirate, una singola e qualche altra scelta, sempre… da “fantasista”».
  • A proposito di “fantasia”: tu che analizzi anche ammonizioni, rigori, ecc. avrai senz’altro avuto modo di notare come il VAR abbia decisamente cambiato le carte in tavola…
    «Sì, decisamente. Ha proprio modificato le statistiche. In questo campionato 2019/20 si è stabilito già il record assoluto di calci di rigore. E’ vero che è cambiato il regolamento, e soprattutto per i falli di mano in area è diventato tutto più complicato perché ogni minimo contatto dà origine a un penalty, ma questo non ha fatto altro che aumentare anche il computo delle ammonizioni. L’esempio è quello di Milan-Juve che viaggia su un tranquillo 0-2 per i bianconeri e improvvisamente il VAR modifica la partita: rigore per il Milan e “giallo” a Bonucci. In campo nessuno se n’era reso conto».
  • Quindi il VAR ha modificato anche le tue analisi pre-match?
    «A volte punto anche sui rigori, ma meno rispetto alle ammonizioni. Più generalmente dedico parecchie ore allo studio delle statistiche, e cerco di elaborare tutti quei pronostici che gli altri non prendono in considerazione. Io non mi sento il più forte di tutti. Sappiamo bene come va: a volte vai alla grande, a volte si sbaglia, si va a momenti e a periodi. Di sicuro, quello che non mi piace sono gli sbruffoni, quelli che millantano vincite ogni settimana. Perché - statisticamente - è davvero impossibile tenere un tale ruolino di marcia».
  • Proiettiamoci allora sul prossimo weekend e proviamo a consigliare qualcosa per i lettori di SPORTextra…
    «Con la vittoria sul Milan la Juve avrebbe vinto a occhi chiusi il campionato. Perché giocando ogni 3 giorni, con quella rosa, è in assoluto la più forte di tutti. Così, invece, è diventato tutto più complicato, e in questo senso l’Atalanta è l’avversario peggiore che potesse capitare a 7 giornate dalla fine. Ma ci sarà Dybala, e in questo finale di stagione è un fattore determinante, e quindi dico Juve. C’è poi Napoli-Milan, che è un’altra partita tutta da seguire: qui azzarderei addirittura un risultato esatto di 1-1. Ma fammi dire una cosa sull’Atalanta…».
  • Prego, Leo!
    «L’anno prossimo la squadra di Gasperini lotta per lo scudetto. Non so se potrà vincere questa strana fase finale di Champions quest’anno (al momento la quota antepost è a 15, ndr), perché Manchester City e Bayern Monaco sono anche più temibili del Barcellona o del Napoli e poi c’è sempre la stessa Juventus, ma nell’Atalanta c’è - secondo me - il giocatore più forte del campionato insieme a CR7, Josip Ili?i?. Aveva il difetto di non essere troppo continuo, ma quest’anno ha frantumato ogni record».
  • Ottima scelta… Insieme al “Papu” Gomez è uno di quelli forse sottovalutati dalle “big” italiane. Ce ne sono di casi del genere: basta guardare a Bruno Fernandes (ne parliamo alle pagg. 26 e 27 con le infografiche sulla Premier League, ndr), oggi stella dello United e ieri meteora in “B” con il Novara e in “A” con Udinese e Samp…
    «Ma spesso può dipendere dagli allenatori. E’ capitato anche a me:?un anno ho trovato un tecnico che da me pretendeva 13-14 gol a stagione visto che gioco come centrocampista avanzato, ma l’anno prima ne avevo fatti soltanto 3… Eppure quella spinta emotiva, quella continua sollecitazione dal tecnico a fare meglio mi ha portato addirittura a farne 15 di gol, in quella stagione. Quindi penso che se ai giocatori si dà fiducia, come è successo a Bruno Fernandes con Solskjaer, spesso si ottiene il meglio».