Anche nel 2021 l’Atalanta segna come in un videogioco

Mentre vincono tutte le “big” in vetta, la squadra di Gasperini schianta il Sassuolo anche dopo aver “archiviato” il “Papu” Gomez

di Mauro Grimaldi

Il 1° gennaio mi sono svegliato con la sensazione di trovarmi di fronte a un 2020 camuffato da 2021. Forse è solo un’impressione. Tra l’altro, come strascichi dell’anno passato, ci portiamo dietro quella ridicola farsa del Globe Soccer Awards che ha proclamato Cristiano Ronaldo miglior calciatore del secolo. Quale? Del XX secolo dove avrà giocato sì e no 5 anni o del XXI secolo dove mancano ancora 80 anni? Ridicolo!
Ammesso che esista “il calciatore del secolo”, perché ho i miei dubbi sulla possibilità di mettere in contrapposizione calciatori vissuti in periodi storici diversi. Potrei citare Puskas, Di Stefano, Best e magari lo stesso Meazza che ha vinto 2 Mondiali. Il punto è che una figura che abbraccia un intero secolo è uno che ha lasciato una forte traccia nell’immaginario collettivo e secondo me solo 2, nel ’900, rispondono a questi requisiti: Pelè e Maradona, ma neanche loro sono valutabili per i motivi che ho detto.
Comunque, ho una curiosità: se fosse stato vivo Maradona a chi lo avrebbero dato il premio? Farlo adesso che non c’è più avrebbe significato ritrovarsi a litigare sul palco uno dei vari figli che rivendicava il diritto di rappresentare il padre. Ronaldo no, lui c’è ed è vivo e vegeto, per cui fa audience e richiama pubblico. Questa è la legge dello show business. Una vera buffonata.
Bene, riprendiamo a parlare di campionato in questa prima giornata del 2021 e diciamo subito che non ci sono stati scossoni particolari, perché chi doveva vincere ha vinto, e chi doveva perdere ha perso. Iniziamo dal Milan che qualche gufo aveva dato perdente a Benevento, ma è rimasto deluso. Nonostante l’espulsione di Tonali alla mezz’ora del primo tempo, che ha lasciato i rossoneri in 10 per un’ora, prima Kessié, poi Leao (splendido gol) hanno chiuso la pratica Benevento. Quella di Pioli è una squadra interessante, giovane, grintosa, proiettata al futuro che sembra non risentire dell’assenza di Ibra (che farebbe meglio a rientrare il prima possibile). Il vero valore aggiunto di questa squadra, però, è Gigio Donnarumma, di gran lunga il miglior portiere del nostro campionato e piazzato benissimo in Europa. Questo sarà un problema per la società vista la scadenza del contratto quest’anno. L’offerta messa sul piatto è di 7 milioni l’anno più bonus, vale a dire sullo stesso piano di Zlatan Ibrahimovi?.
C’è solo un piccolo problema, quel “cagnaccio” di Mino Raiola, suo procuratore, che si è già mosso per mezza Europa stuzzicando il PSG e il Chelsea che sarebbero disposti a fare ponti d’oro per il portiere. Brutta storia.
L’Inter gonfia i muscoli e rifila 6 gol al Crotone illudendosi di sorpassare i rossoneri in vetta alla classifica. Non è stato così e davanti non avrà sempre il Crotone. La squadra è sicuramente forte ma non al punto tale da intimorire gli altri: Champions League docet.
Bella partita della Roma sotto un diluvio universale che ne ha limitato molto l’azione ma non le ha impedito di superare la Sampdoria (chiusa come un riccio nella propria area) con un bel gol di Dzeko che raggiunge il grande Amedeo Amadei al 3° posto nella classica dei marcatori della Roma di tutti i tempi. Niente male per uno che ogni anno danno sul piede di partenza. Queste le prime 3.
Ottimo il Napoli - con un Gattuso che sta decisamente meglio e che non ha perso quell’aria un po’ incazzata che fa sempre bene - che va a Cagliari e gli rifila 4 gol senza Mertens. La squadra di Gattuso è un’altra che fila come un treno e la Juve deve sperare che rimandino il più possibile il recupero della partita con i partenopei.
In ogni caso i bianconeri hanno vinto una partita che erano obbligati a vincere e si piazzano al 5° posto. A farne le spese l’Udinese (4-1) che era andata a Torino credendo di vedere una Juve brutta copia di quella degli anni precedenti. Probabilmente non lo è ma non deve essere sottovalutata, soprattutto quando ha uomini come CR7 (doppietta) e Dybala con cui anche Pirlo può fare miracoli.
Poi c’è l’Atalanta che segna come in un video gioco. Questa volta la vittima è stato il Sassuolo che ha rimediato 5 gol ma resta al 6° posto in classifica, il che fa onore agli emiliani. I bergamaschi sono sotto di un punto. Da notare che anche senza il “Papu” (ma che nome è?) Gomez gli uomini di Gasperini vanno comunque avanti come un treno. Vediamo cosa succederà con la riapertura del mercato e se l’argentino (come sembra) sarà messo sul mercato.
L’Atalanta, del resto, sembra rispecchiare in pieno il principio che cambiando l’ordine degli addendi il prodotto non cambia. Eppure, ne ha venduti di calciatori in questi ultimi anni, ma non è sembrato che abbia inciso sul rendimento della squadra che anche quest’anno ha superato la fase a gironi della Champions League andando a vincere a Liverpool e ad Amsterdam con l’Ajax (scusate se è poco!) e sta recuperando posizioni in campionato, quindi va considerata per la corsa ai primi 4 posti.
Il Verona, intanto, zitto zitto, vince anche a La Spezia con “un gol alla Parola” (per capirci l’immagine che è sull’album classico della Panini) di Mattia Zaccagni, uno degli emergenti di questo campionato. È la sua 6ª vittoria in campionato. Niente male.
Veniamo alle note dolenti, da cui al momento escluderei il Torino che - come un grande prestigiatore -, ha estratto il coniglio dal cappello (Izzo) ed è andato a vincere a Parma (3-0), inguaiando Liverani che contro ogni aspettativa ha tagliato il panettone. Adesso il Parma è giù in classifica, ad un gradino dalla zona retrocessione e la situazione non è tra le più brillanti.
Per quanto riguarda il Genoa non so se fargli i complimenti per il pari in casa con la Lazio (1-1), ma nella situazione in cui si trova tutto fa brodo. C’è da dire bravo al salvatore della patria, Davide Ballardini, che anche quest’anno è stato richiamato a salvare i genoani. Le premesse sono buone, 4 punti in 2 partite ed in più, come fece tempo fa uno molto più bravo di lui con un tale Lazzaro, ha fatto resuscitare Mattia Destro. Forse fa parte del miracolo che gli è stato richiesto.
In fondo mettiamo lo 0-0 tra Fiorentina e Bologna, passato inosservato ai più.



per informazioni e suggerimenti: redazione@sportextra.it