A San Siro la Juve si è ricordata di essere la Juve

Decisivi i cambi di Pirlo durante la partita: con la rosa che hanno i bianconeri, rimontare in fretta in classifica è tutt’altro che impossibile

di Mauro Grimaldi

Una volta, durante le feste natalizie non si vedeva una partita di serie A manco a pagarla oro. Le ferie natalizie erano un diritto previsto contrattualmente e guai a dire che in Inghilterra giocavano anche il giorno di Natale. Chissenefrega degli inglesi, dicevano, noi siamo italiani. Poi è arrivato il COVID e le cose, volenti o nolenti, sono cambiate, magari anche esagerando un po’. Ma necessità fa virtù.
Quindi, neanche il tempo di metabolizzare i risultati dell’ultima giornata che già si ricomincia. Forse è giusto così. Sembra che il calcio sia rimasto l’unica vera offerta d’intrattenimento valida visto che tutto, dai cinema ai teatri, dai concerti agli altri sport, è fermo. Senza esagerare, ma la sua è quasi una missione per regalarci qualche pillola di normalità. Diciamo subito che le prime due della classe, cioè le milanesi, hanno perso, accorciando ancora di più la classifica. Iniziamo da Milan-Juventus, una delle classicissime del nostro campionato. C’è un vecchio proverbio che dice «non disturbar il can che dorme». Forse in questi giorni le critiche sulla Juve sono state talmente tante che si è ricordata di essere la Juve e con questo spirito è scesa a San Siro e si è riappropriata del suo ruolo rifilando 3 gol alla capolista. Questo per mettere i puntini sulle “i”.
Di questo scivolone del Milan non ne ha saputo approfittare l’Inter e per questo, presumo, che Conte (Antonio, sempre meglio specificare il nome) sia doppiamente incazzato. Del resto, che la Samp di Claudione Ranieri fosse una squadra complicata da affrontare lo sapevamo. Ne abbiamo avuto la prova la scorsa di campionato dove la Roma ha faticato non poco per vincere e lo ha fatto di misura. L’Inter deve aver sottovalutato questo aspetto (magari Conte dirà di no) e quindi è tornato a casa con una sonora sconfitta (2-1), sbagliando anche un rigore, che frena la sua corsa ai vertici della classifica dove, nonostante la batosta, il MIlan resta ancora e saldamente al comando.
La Roma, invece, non ha perso quest’occasione d’oro e ha fatto il suo dovere a Crotone superando i calabresi 3-1 nonostante il sostanzioso turnover messo su da Fonseca prima di affrontare, nell’ordine, Inter e Lazio. I giallorossi vanno forte. La squadra ha preso le misure e metabolizzato le idee del tecnico, anche se va a corrente alternata. Con l’Inter potrebbe indovinare la partita, nel caso l’aggancerebbe al secondo posto. Altro discorso è se l’Inter, statisticamente, possa perdere 2 partite di seguito. Vedremo.
Diciamolo subito che negli obiettivi della Roma non c’è lo scudetto (meglio non illudersi) ma l’aiuterebbe molto, soprattutto in termini di bilancio, qualificarsi per la prossima Champions: in un campionato così equilibrato le concorrenti sono però molte, ad iniziare dall’Atalanta che continua a vincere a suon di gol, questa volta 3-0 con il Parma, ormai sull’orlo di una crisi di nervi. Quest’anno la squadra emiliana sembra non saper vincere, troppi gli scivoloni in casa e fuori casa. Anche sotto la classifica è corta e il rischio, più gira il contatore, più si fa serio.
Dopo queste quattro, un paio di gradini sotto, aggiungerei al momento la Juve, salvo poi rivalutarla se continua come oggi, solo perché troppo discontinua. La giustificazione, dicono, stia nel cambio di allenatore, ma non può durare in eterno. In ogni caso, mi sembra di averlo già detto ma repetita iuvant, con i giocatori che la Juve ha tra campo e panchina, può vincere anche Pirlo.
Poi Napoli e Lazio ma nessuna delle due, però, sembra all’altezza del campionato dello scorso anno. Il Napoli perde goffamente in casa con lo Spezia. Sconfitta imbarazzante (che non toglie i demeriti dei liguri) che complica il cammino per uno degli obbiettivi minimi che ADL si aspetta dalla propria squadra, cioè una competizione europea, però non una qualsiasi ma la più importante. Non mi sembra questa la strada.
La Lazio, invece, senza una campagna acquisti di rilievo, continua a spremere quello che passa il convento e finché funzionano Immobile e Caicedo i problemi che ha vengono in qualche modo nascosti. La vittoria (2-1) sulla Fiorentina è una boccata d’ossigeno ma Inzaghi junior meriterebbe qualcosa in più. I viola sono una squadra strana, capace di vincere a Torino con la Juve e poi a rimangiarsi, con gli interessi, il patrimonio di credibilità costruito. L’impressione - ma è una cosa del tutto personale - è che dietro a questa società non ci sia un progetto ma si viva alla giornata. Probabilmente, anzi sicuramente, mi sbaglio.
Per ragioni di classifica, in questo piccolo gruppo in fuga, devo inserire il Sassuolo che rispetto alle altre è squadra meno strutturata ma è lì, tra le prime 6, e a questo punto del torneo non è un caso. Però, come si dice, i cavalli si vedono all’arrivo e qui non siamo ancora alla prima curva. Comunque, continua a vincere (2-1) e questa volta a farne le spese è stato il Genoa di Ballardini, che in realtà non ha demeritato, ma questo è solo un aspetto disquisitorio. La realtà è che i genoani non si possono permettere di perdere altri punti perché la situazione rischia di farsi complicata. La corsa la deve fare su Parma, Spezia e Torino che, se può consolare, stanno inguaiate come i rossoblù.
Poco più su della zona retrocessione, ma proprio un pochino, c’è il Cagliari che ultimamente sta creando qualche apprensione ai propri tifosi. Ad un certo punto sembrava essersi ripreso, poi di nuovo il crollo (2 punti in 5 partite). Quest’ultima sconfitta in casa con il Benevento (2-1) è la più pesante di tutte e credo sarà uno degli ultimi scivoloni che saranno permessi ad Eusebio Di Francesco. Sia chiaro, i campani non hanno rubato niente, anzi mi sembrano una delle formazioni più compatte del campionato e il 10° posto in classifica lo conferma. Tra l’altro questa sua continuità nei risultati la avvantaggia nella lotta per non retrocedere. Ora i punti dalla terz’ultima sono 9 e alle spalle si è messa una marea di squadre.
Dico questo per lanciare un messaggio a Torino (1-1 con il Verona in casa), Genoa & C. per chiarire che il principio per cui gli ultimi posti che di solito vengono assegnati per definizione alle neopromosse dalla “B”, quest’anno non vale, almeno per il Benevento e lo Spezia, che continuano ad accumulare punti e si fanno sentire. Abbiamo detto tutto? Ah… manca ancora il pareggio per 2-2 tra Bologna e Udinese, ma questo non sposta né aggiunge niente alla classifica.



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